Che differenza c’è tra pianificazione finanziaria e pianificazione patrimoniale?
La pianificazione finanziaria lavora sul valore: quanto hai, quanto ti serve, con che rischio e in quanto tempo. La pianificazione patrimoniale lavora sulla struttura e sulla destinazione: a chi va, come è intestato, cosa succede quando cambia qualcosa. La prima guarda al tuo arco di vita, la seconda anche oltre. Servono insieme perché una scelta efficiente sul rendimento può essere pessima in successione, e una struttura successoria impeccabile non protegge un patrimonio che perde potere d’acquisto.
Da quale patrimonio ha senso parlare di un piano?
Non c’è una soglia di legge, e diffiderei di chi ne dichiara una precisa. Il criterio vero è un altro: un piano serve quando il patrimonio ha più pezzi che non si parlano tra loro, per esempio investimenti in due o tre banche, una posizione previdenziale mai controllata, un immobile, e magari una società. Se invece tutto è concentrato sulla prima casa e su un conto corrente, un piano completo è sovradimensionato e te lo dico subito.
Serve comunque un notaio o un commercialista?
Sì, e non è una formalità. Io sono consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede: metto in relazione le parti del patrimonio e ti dico dove sono i punti aperti. Gli atti, le pratiche societarie e le posizioni fiscali restano di chi è abilitato a firmarle. Un piano fatto bene dice esplicitamente in quali punti serve un notaio o un commercialista, invece di far finta di poterne fare a meno.
Quanto tempo richiede?
Il primo documento scritto arriva in pochi giorni dalla raccolta dei dati. Le decisioni che ne derivano hanno tempi loro, perché alcune coinvolgono la famiglia o l’azienda e non si prendono in una riunione. La parte lunga non è l’analisi: è mettersi d’accordo con le persone coinvolte.
Che cosa mi viene chiesto per cominciare?
Una fotografia della situazione attuale: la composizione degli investimenti con i relativi costi, la posizione previdenziale, la struttura familiare e societaria. Nessun accesso ai tuoi conti e nessuna operazione: prima si guarda, poi si decide, e le due cose restano separate.