Qui trovi le regole comuni a tutti i buoni: come si legge il rendimento, tasse, bollo, ISEE, successione, cartaceo e dematerializzato, prescrizione, cosa fare con i buoni vecchi (compresi i Q/P) e cosa cambia rispetto a un titolo di Stato.
Buoni fruttiferi postali in una scheda
| Emittente e garanzia | Emessi da CDP, collocati da Poste; «rimborsabile a vista, con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato» (art. 5, DL 269/2003) 1 |
|---|---|
| Rating dell'emittente | Long-Term Rating BBB+/Baa2/BBB+/BBB+ (S&P, Moody's, Fitch, Scope), come scritto nel foglio informativo 1 |
| Tasse sugli interessi | Imposta sostitutiva 12,50% (D.Lgs. 239/1996), trattenuta al rimborso 1 |
| Bollo | 0,20% annuo sul capitale investito; esenti i buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore a 5.000 euro 6 |
| Imposta di successione | «I buoni sono esenti da imposta di successione» 1 |
| ISEE | Esclusi dal patrimonio mobiliare, insieme a libretti e titoli di Stato, fino a 50.000 euro complessivi per nucleo (art. 1, c. 183, L. 213/2023; DPCM 13/2025 in vigore dal 5 marzo 2025) 8 |
| Costi | «Nessun costo è previsto per la sottoscrizione ed il rimborso dei buoni»; duplicato di un cartaceo 1,55 euro 1 |
| Dopo la scadenza | Il buono diventa infruttifero dal giorno dopo; il cartaceo si prescrive in dieci anni dalla scadenza 1 |
Cosa sono, e perché ogni buono ha le sue regole
Un buono fruttifero postale è un prodotto di risparmio nominativo: è intestato a una o più persone, non è al portatore. Lo emette Cassa Depositi e Prestiti, lo colloca Poste Italiane e il suo rimborso è assistito dalla garanzia dello Stato.
Le nuove serie sono istituite con avvisi di CDP pubblicati in Gazzetta Ufficiale, e ogni serie ha il suo foglio informativo, disponibile negli uffici postali, su poste.it e su cdp.it (avviso CDP del 22 settembre 2026). Da qui la regola più importante di questa pagina: ogni buono è regolato dalle condizioni della propria serie al momento dell’emissione. Due buoni «ordinari» di anni diversi possono rendere in modo radicalmente diverso.
«Rimborsabile a vista» significa che puoi chiedere i soldi in qualsiasi momento, ma ciò che ricevi dipende da quando li chiedi. La garanzia dello Stato riguarda il rimborso secondo le condizioni della serie; non garantisce un rendimento diverso da quello previsto, né protegge dall’inflazione, che erode il potere d’acquisto di qualunque rendimento nominale.
Un dettaglio utile se un giorno dovessi contestare qualcosa: per l’Arbitro Bancario Finanziario le controversie sui buoni vanno all’ABF e non all’Arbitro per le controversie finanziarie (ABF, Collegio di Roma, decisione 5771/2025).
Quali buoni esistono oggi
Il catalogo cambia per serie, a volte più volte l’anno. Nel 2026 si è spostato dal 3x4 «semplice» al 3x4 con premio e usa sempre di più buoni «a condizione»: per nuova liquidità (Premium), per chi reinveste somme in scadenza (Rinnova), per chi ha concluso una successione (Soluzione Eredità), per i minori o per fasce d’età (Soluzione Futuro). L’ultima ondata di nuove serie è del 22 settembre 2026 (avviso CDP in Gazzetta Ufficiale).
Per non pubblicare tabelle che invecchiano in poche settimane, l’elenco aggiornato dei buoni in collocamento, con serie, date e tassi, è nella pagina sul risparmio postale. Le schede di approfondimento: Buono dedicato ai minori (5,00% lordo per tutte le durate con la serie del 22/09/2026) e Buono 3x4 con premio.
Come si legge il rendimento
Il rendimento dichiarato è quasi sempre lordo e a scadenza. Per capire cosa resta servono tre passaggi.
Togli l’imposta del 12,50% sugli interessi. Un buono che rende il 2,50% lordo annuo rende 2,50% × 0,875 = 2,19% netto.
Togli il bollo, se sei sopra i 5.000 euro. Lo 0,20% annuo pesa: su un rendimento netto del 2% ne porta via circa un decimo.
Confronta con l’inflazione. Se i prezzi crescono più del rendimento netto, il potere d’acquisto scende anche se il capitale è garantito. Il dato aggiornato dell’inflazione è nel paragrafo di contesto della pagina sul risparmio postale.
Poi c’è il rendimento in caso di rimborso anticipato, scritto in una tabella diversa del foglio informativo: spesso è molto più basso e in alcune fasi nullo. Qualche esempio dalle serie in collocamento: il Buono Ordinario non paga interessi se rimborsato entro i dodici mesi; il 4 anni Plus prima dei 4 anni; il Buono minori prima dei 18 mesi; il 3x4 prima dei 3 anni (fogli informativi).
Infine, il rendimento è della serie, non del prodotto. Il Buono dedicato ai minori, per esempio, ha cambiato serie il 24 luglio e poi il 22 settembre 2026: da settembre rende il 5,00% su tutte le durate, mentre la serie precedente aveva tassi diversi per durata. Ogni tasso va sempre letto con codice di serie e data.
Su 100 euro di interessi lordi restano 87,50 euro con un buono e 74 euro con un conto deposito. 6
Tasse, bollo, ISEE, successione
Imposta sostitutiva al 12,50%
Gli interessi sono tassati con l’imposta sostitutiva del 12,50%, trattenuta all’origine al momento del rimborso: gli interessi arrivano già al netto e non vanno dichiarati. È la stessa aliquota dei titoli di Stato, contro il 26% di conti deposito, libretti e fondi. Per i buoni più vecchi valgono regimi diversi: quelli emessi fino al 20 settembre 1986 sono esenti dalla ritenuta; sugli interessi dei buoni emessi dal 21 settembre 1986 al 31 agosto 1987 la ritenuta è del 6,25%; dal 1° settembre 1987 l’aliquota è del 12,50% (FAQ Poste; DL 556/1986).
Bollo dello 0,20%
Quanto: 0,20% annuo sul capitale investito (FAQ Poste e Schede di sintesi; il foglio informativo rimanda alle norme: DL 201/2011 e L. 147/2013).
Soglia: sono esenti i buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore a 5.000 euro. La soglia riguarda tutti i buoni intestati al titolare: dividere 10.000 euro in due buoni da 5.000 non evita il bollo.
Quando si paga: in pratica viene addebitato al rimborso. Il calcolatore di Poste restituisce il valore al lordo del bollo (FAQ Poste).
Rimborso anticipato: se il bollo porta il netto sotto il capitale investito, la quota che intacca il capitale viene restituita (foglio informativo TF012A260724).
ISEE: soglia unica di 50.000 euro
Buoni, libretti postali e titoli di Stato sono esclusi dal patrimonio mobiliare ISEE fino a 50.000 euro complessivi per nucleo. La norma di base è l’art. 1, c. 183, della L. 213/2023; il DPCM 14 gennaio 2025, n. 13, in vigore dal 5 marzo 2025, ha modificato il regolamento ISEE e il nuovo modello di DSU è disponibile da aprile 2025 (INPS). Due cose da sapere:
- la soglia è unica per i tre strumenti insieme: chi ha 30.000 euro di buoni e 30.000 di titoli di Stato ne ha 10.000 che concorrono all’ISEE;
- le DSU già presentate restano valide fino alla scadenza naturale, con la facoltà di chiedere una nuova attestazione (INPS).
Successione
I buoni sono esenti da imposta di successione, secondo il foglio informativo, come i titoli di Stato. Per il tema più ampio vedi imposta di successione e investimenti.
Cartaceo e dematerializzato
Il buono può essere cartaceo o dematerializzato. In ufficio postale si trovano entrambi; online si sottoscrive solo il dematerializzato, con Libretto Smart o conto BancoPosta. Il dematerializzato ha la stessa intestazione del conto di regolamento.
| Aspetto | Cartaceo | Dematerializzato |
|---|---|---|
| Rimborso parziale | No: buono indivisibile | Sì, anche in parte, a multipli di 50 euro (secondo il buono) |
| Rimborso | A vista nell’ufficio di emissione; in un altro ufficio servono 4 giorni lavorativi per gli accertamenti | Accredito sul conto o libretto di regolamento |
| Alla scadenza | Va presentato in ufficio; si prescrive dieci anni dopo la scadenza | Capitale e interessi accreditati in automatico: il termine di prescrizione non decorre |
| Smarrimento | Serve il duplicato (1,55 euro per buono) | Non si può smarrire |
| Online | No | Sì |
Fonte: fogli informativi; FAQ Poste. Un cartaceo si può dematerializzare se buono e libretto (o conto) hanno la stessa intestazione, fino a due mesi prima della scadenza (FAQ Poste).
Scadenza, prescrizione e buoni dimenticati
Dal giorno dopo la scadenza il buono non rende più. Per i cartacei, inoltre, la prescrizione si compie dopo dieci anni dalla scadenza del titolo (DM 6 ottobre 2004, art. 6-ter): trascorso quel termine si perdono capitale e interessi. Le somme vanno al MEF per i buoni emessi fino al 13 aprile 2001, e al fondo previsto dall’art. 1, c. 343, della L. 266/2005 per quelli emessi dal 14 aprile 2001 (fogli informativi; FAQ Poste). I dematerializzati vengono rimborsati in automatico alla scadenza, quindi per loro il termine non decorre.
Come ritrovare i buoni intestati a te o a un familiare scomparso? Si chiede a qualsiasi ufficio postale; la ricerca ha una commissione che varia con il numero di uffici coinvolti (FAQ Poste). Per stimare il valore di un buono vecchio puoi usare il calcolatore di Poste, ricordando che restituisce un valore al lordo del bollo.
I vecchi buoni Q/P: a che punto è la questione
I buoni Q/P sono buoni della serie Q, istituita nel 1986, emessi su moduli della precedente serie P: sul fronte il timbro «Q/P», sul retro i nuovi tassi timbrati solo per i primi vent’anni, mentre per gli anni dal 21° al 30° restava stampata la tabella della serie P, più alta. Da qui il contenzioso: quale tabella vale per l’ultimo decennio. L’orientamento recente della Cassazione e dell’Arbitro Bancario Finanziario è sfavorevole al risparmiatore: si applica la tabella della serie Q anche per gli anni dal 21° al 30° (ABF, Collegio di Roma, decisione 5771 del 16 giugno 2025). Restano casi particolari, per esempio buoni privi di qualsiasi timbro, che vanno valutati con un legale sul titolo concreto: questa pagina descrive la questione, non dà un parere legale.
Un esempio in euro: 20.000 euro in un buono a 4 anni
Ipotesi: 20.000 euro nel Buono 4 anni Plus, serie TF504A260922, al 2,25% lordo a scadenza, tenuti fino ai 4 anni. Il valore di rimborso supera 5.000 euro, quindi il bollo si applica: 0,20% annuo sul capitale.
| Voce | Importo (euro) |
|---|---|
| Capitale | 20.000,00 |
| Valore lordo a 4 anni (20.000 × 1,0225⁴) | 21.861,67 |
| Interessi lordi | 1.861,67 |
| Imposta sostitutiva 12,50% | 232,71 |
| Interessi netti | 1.628,96 |
| Bollo 0,20% × 4 anni (40 euro l’anno) | 160,00 |
| Guadagno netto finale | 1.468,96 |
| Rendimento netto annuo dopo il bollo | circa 1,79% |
Fonte: foglio informativo della serie TF504A260922, condizioni dal 22/09/2026; aliquota del bollo dalle FAQ Poste. In questo esempio fisco e bollo assorbono circa 393 euro su 1.862 lordi, più di un quinto. Con un capitale complessivo di buoni non superiore a 5.000 euro non ci sarebbe bollo. Illustrazione di un calcolo, non una previsione.
Punti di forza e limiti
I punti di forza, se usati per lo scopo giusto:
- rimborso garantito dallo Stato e nessuna oscillazione di prezzo: il valore non scende mai sotto il capitale;
- nessun costo di sottoscrizione e rimborso;
- tassazione al 12,50%, come i titoli di Stato;
- esenzione dall’imposta di successione ed esclusione dall’ISEE fino a 50.000 euro per nucleo.
I limiti:
- rendimenti nominali fissi per serie, esposti all’inflazione (tranne il buono indicizzato);
- rimborso anticipato spesso penalizzante;
- catalogo frammentato e rischio «archivio»: cartacei dimenticati che smettono di rendere e si prescrivono.
Rispetto a un titolo di Stato la differenza è di struttura: il BTP, se venduto prima della scadenza, si incassa al prezzo di mercato, mentre il buono si rimborsa sempre almeno al capitale, con gli interessi della tabella del rimborso anticipato. Nel patrimonio, quindi, le caratteristiche che pesano sono la scadenza nota, l’assenza di oscillazioni, l’esenzione da successione e la soglia ISEE da una parte; il rendimento fisso e le penalità in uscita dall’altra. Il peso di ciascuna dipende dal tempo che ogni somma ha davanti.
Le righe che pesano, e dove stanno.
Dopo la scadenza il buono non rende più: l'ultimo giorno è un'informazione da annotare.
Il cartaceo si prescrive dieci anni dopo la scadenza.
Il bollo sopra 5.000 euro riduce il netto, e in quattro o cinque anni può pesare quanto una parte consistente dell'interesse.
L'ISEE ha una soglia unica per buoni, libretti e titoli di Stato insieme.
Cosa guardare nella tua posizione
Intestazione e cointestatari, e se coincidono con il libretto o conto collegato.
Mettiamo in fila i tuoi buoniValore di rimborso complessivo rispetto alla soglia di 5.000 euro per il bollo.
Il bollo e la sogliaTotale di buoni, libretti e titoli di Stato nel nucleo familiare rispetto alla soglia ISEE di 50.000 euro.
La soglia ISEEDa dove partire
Con i buoni il lavoro parte quasi sempre dall’archivio: serie, scadenze, forma, intestatari, a volte buoni di familiari scomparsi di cui nessuno sa nulla. Possiamo partire dalla diagnosi del portafoglio con l’elenco di tutto quello che c’è; solo dopo si ragiona su cosa farne e su come quei soldi si inseriscono nel resto del patrimonio. Le altre schede: risparmio postale, Buono dedicato ai minori, Buono 3x4 con premio.
