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Buono fruttifero postale · Regole comuni a tutte le serie

Buoni fruttiferi postali: come funzionano, quanto rendono, quanto costano in tasse

I buoni fruttiferi postali sono titoli nominativi emessi da Cassa Depositi e Prestiti, collocati da Poste Italiane e garantiti dallo Stato nel rimborso.

Patrimonio e Investimenti Dati al 30 ottobre 2026 I buoni su poste.it
imposta sostitutiva sugli interessi, trattenuta al rimborso 1
12,50%
bollo annuo sul capitale, esenti fino a 5.000 euro di valore di rimborso complessivo 1
0,20%
per nucleo: fin qui buoni, libretti e titoli di Stato restano fuori dall'ISEE 1
50.000 euro
dalla scadenza: poi il cartaceo si prescrive 1
10 anni

Qui trovi le regole comuni a tutti i buoni: come si legge il rendimento, tasse, bollo, ISEE, successione, cartaceo e dematerializzato, prescrizione, cosa fare con i buoni vecchi (compresi i Q/P) e cosa cambia rispetto a un titolo di Stato.

Buoni fruttiferi postali in una scheda

Emittente e garanzia Emessi da CDP, collocati da Poste; «rimborsabile a vista, con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato» (art. 5, DL 269/2003) 1
Rating dell'emittente Long-Term Rating BBB+/Baa2/BBB+/BBB+ (S&P, Moody's, Fitch, Scope), come scritto nel foglio informativo 1
Tasse sugli interessi Imposta sostitutiva 12,50% (D.Lgs. 239/1996), trattenuta al rimborso 1
Bollo 0,20% annuo sul capitale investito; esenti i buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore a 5.000 euro 6
Imposta di successione «I buoni sono esenti da imposta di successione» 1
ISEE Esclusi dal patrimonio mobiliare, insieme a libretti e titoli di Stato, fino a 50.000 euro complessivi per nucleo (art. 1, c. 183, L. 213/2023; DPCM 13/2025 in vigore dal 5 marzo 2025) 8
Costi «Nessun costo è previsto per la sottoscrizione ed il rimborso dei buoni»; duplicato di un cartaceo 1,55 euro 1
Dopo la scadenza Il buono diventa infruttifero dal giorno dopo; il cartaceo si prescrive in dieci anni dalla scadenza 1

Cosa sono, e perché ogni buono ha le sue regole

Un buono fruttifero postale è un prodotto di risparmio nominativo: è intestato a una o più persone, non è al portatore. Lo emette Cassa Depositi e Prestiti, lo colloca Poste Italiane e il suo rimborso è assistito dalla garanzia dello Stato.

Le nuove serie sono istituite con avvisi di CDP pubblicati in Gazzetta Ufficiale, e ogni serie ha il suo foglio informativo, disponibile negli uffici postali, su poste.it e su cdp.it (avviso CDP del 22 settembre 2026). Da qui la regola più importante di questa pagina: ogni buono è regolato dalle condizioni della propria serie al momento dell’emissione. Due buoni «ordinari» di anni diversi possono rendere in modo radicalmente diverso.

«Rimborsabile a vista» significa che puoi chiedere i soldi in qualsiasi momento, ma ciò che ricevi dipende da quando li chiedi. La garanzia dello Stato riguarda il rimborso secondo le condizioni della serie; non garantisce un rendimento diverso da quello previsto, né protegge dall’inflazione, che erode il potere d’acquisto di qualunque rendimento nominale.

Un dettaglio utile se un giorno dovessi contestare qualcosa: per l’Arbitro Bancario Finanziario le controversie sui buoni vanno all’ABF e non all’Arbitro per le controversie finanziarie (ABF, Collegio di Roma, decisione 5771/2025).

Quali buoni esistono oggi

Il catalogo cambia per serie, a volte più volte l’anno. Nel 2026 si è spostato dal 3x4 «semplice» al 3x4 con premio e usa sempre di più buoni «a condizione»: per nuova liquidità (Premium), per chi reinveste somme in scadenza (Rinnova), per chi ha concluso una successione (Soluzione Eredità), per i minori o per fasce d’età (Soluzione Futuro). L’ultima ondata di nuove serie è del 22 settembre 2026 (avviso CDP in Gazzetta Ufficiale).

Per non pubblicare tabelle che invecchiano in poche settimane, l’elenco aggiornato dei buoni in collocamento, con serie, date e tassi, è nella pagina sul risparmio postale. Le schede di approfondimento: Buono dedicato ai minori (5,00% lordo per tutte le durate con la serie del 22/09/2026) e Buono 3x4 con premio.

Come si legge il rendimento

Il rendimento dichiarato è quasi sempre lordo e a scadenza. Per capire cosa resta servono tre passaggi.

Togli l’imposta del 12,50% sugli interessi. Un buono che rende il 2,50% lordo annuo rende 2,50% × 0,875 = 2,19% netto.

Togli il bollo, se sei sopra i 5.000 euro. Lo 0,20% annuo pesa: su un rendimento netto del 2% ne porta via circa un decimo.

Confronta con l’inflazione. Se i prezzi crescono più del rendimento netto, il potere d’acquisto scende anche se il capitale è garantito. Il dato aggiornato dell’inflazione è nel paragrafo di contesto della pagina sul risparmio postale.

Poi c’è il rendimento in caso di rimborso anticipato, scritto in una tabella diversa del foglio informativo: spesso è molto più basso e in alcune fasi nullo. Qualche esempio dalle serie in collocamento: il Buono Ordinario non paga interessi se rimborsato entro i dodici mesi; il 4 anni Plus prima dei 4 anni; il Buono minori prima dei 18 mesi; il 3x4 prima dei 3 anni (fogli informativi).

Infine, il rendimento è della serie, non del prodotto. Il Buono dedicato ai minori, per esempio, ha cambiato serie il 24 luglio e poi il 22 settembre 2026: da settembre rende il 5,00% su tutte le durate, mentre la serie precedente aveva tassi diversi per durata. Ogni tasso va sempre letto con codice di serie e data.

La cifra che decide

Su 100 euro di interessi lordi restano 87,50 euro con un buono e 74 euro con un conto deposito. 6

12,50%imposta sostitutiva sugli interessi dei buoni
26%ritenuta su libretti e conti deposito

Tasse, bollo, ISEE, successione

Imposta sostitutiva al 12,50%

Gli interessi sono tassati con l’imposta sostitutiva del 12,50%, trattenuta all’origine al momento del rimborso: gli interessi arrivano già al netto e non vanno dichiarati. È la stessa aliquota dei titoli di Stato, contro il 26% di conti deposito, libretti e fondi. Per i buoni più vecchi valgono regimi diversi: quelli emessi fino al 20 settembre 1986 sono esenti dalla ritenuta; sugli interessi dei buoni emessi dal 21 settembre 1986 al 31 agosto 1987 la ritenuta è del 6,25%; dal 1° settembre 1987 l’aliquota è del 12,50% (FAQ Poste; DL 556/1986).

Bollo dello 0,20%

Quanto: 0,20% annuo sul capitale investito (FAQ Poste e Schede di sintesi; il foglio informativo rimanda alle norme: DL 201/2011 e L. 147/2013).

Soglia: sono esenti i buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore a 5.000 euro. La soglia riguarda tutti i buoni intestati al titolare: dividere 10.000 euro in due buoni da 5.000 non evita il bollo.

Quando si paga: in pratica viene addebitato al rimborso. Il calcolatore di Poste restituisce il valore al lordo del bollo (FAQ Poste).

Rimborso anticipato: se il bollo porta il netto sotto il capitale investito, la quota che intacca il capitale viene restituita (foglio informativo TF012A260724).

ISEE: soglia unica di 50.000 euro

Buoni, libretti postali e titoli di Stato sono esclusi dal patrimonio mobiliare ISEE fino a 50.000 euro complessivi per nucleo. La norma di base è l’art. 1, c. 183, della L. 213/2023; il DPCM 14 gennaio 2025, n. 13, in vigore dal 5 marzo 2025, ha modificato il regolamento ISEE e il nuovo modello di DSU è disponibile da aprile 2025 (INPS). Due cose da sapere:

  • la soglia è unica per i tre strumenti insieme: chi ha 30.000 euro di buoni e 30.000 di titoli di Stato ne ha 10.000 che concorrono all’ISEE;
  • le DSU già presentate restano valide fino alla scadenza naturale, con la facoltà di chiedere una nuova attestazione (INPS).

Successione

I buoni sono esenti da imposta di successione, secondo il foglio informativo, come i titoli di Stato. Per il tema più ampio vedi imposta di successione e investimenti.

Cartaceo e dematerializzato

Il buono può essere cartaceo o dematerializzato. In ufficio postale si trovano entrambi; online si sottoscrive solo il dematerializzato, con Libretto Smart o conto BancoPosta. Il dematerializzato ha la stessa intestazione del conto di regolamento.

AspettoCartaceoDematerializzato
Rimborso parzialeNo: buono indivisibileSì, anche in parte, a multipli di 50 euro (secondo il buono)
RimborsoA vista nell’ufficio di emissione; in un altro ufficio servono 4 giorni lavorativi per gli accertamentiAccredito sul conto o libretto di regolamento
Alla scadenzaVa presentato in ufficio; si prescrive dieci anni dopo la scadenzaCapitale e interessi accreditati in automatico: il termine di prescrizione non decorre
SmarrimentoServe il duplicato (1,55 euro per buono)Non si può smarrire
OnlineNoSì

Fonte: fogli informativi; FAQ Poste. Un cartaceo si può dematerializzare se buono e libretto (o conto) hanno la stessa intestazione, fino a due mesi prima della scadenza (FAQ Poste).

Scadenza, prescrizione e buoni dimenticati

Dal giorno dopo la scadenza il buono non rende più. Per i cartacei, inoltre, la prescrizione si compie dopo dieci anni dalla scadenza del titolo (DM 6 ottobre 2004, art. 6-ter): trascorso quel termine si perdono capitale e interessi. Le somme vanno al MEF per i buoni emessi fino al 13 aprile 2001, e al fondo previsto dall’art. 1, c. 343, della L. 266/2005 per quelli emessi dal 14 aprile 2001 (fogli informativi; FAQ Poste). I dematerializzati vengono rimborsati in automatico alla scadenza, quindi per loro il termine non decorre.

Come ritrovare i buoni intestati a te o a un familiare scomparso? Si chiede a qualsiasi ufficio postale; la ricerca ha una commissione che varia con il numero di uffici coinvolti (FAQ Poste). Per stimare il valore di un buono vecchio puoi usare il calcolatore di Poste, ricordando che restituisce un valore al lordo del bollo.

I vecchi buoni Q/P: a che punto è la questione

I buoni Q/P sono buoni della serie Q, istituita nel 1986, emessi su moduli della precedente serie P: sul fronte il timbro «Q/P», sul retro i nuovi tassi timbrati solo per i primi vent’anni, mentre per gli anni dal 21° al 30° restava stampata la tabella della serie P, più alta. Da qui il contenzioso: quale tabella vale per l’ultimo decennio. L’orientamento recente della Cassazione e dell’Arbitro Bancario Finanziario è sfavorevole al risparmiatore: si applica la tabella della serie Q anche per gli anni dal 21° al 30° (ABF, Collegio di Roma, decisione 5771 del 16 giugno 2025). Restano casi particolari, per esempio buoni privi di qualsiasi timbro, che vanno valutati con un legale sul titolo concreto: questa pagina descrive la questione, non dà un parere legale.

Un esempio in euro: 20.000 euro in un buono a 4 anni

Un esempio, con ipotesi dichiarate

Ipotesi: 20.000 euro nel Buono 4 anni Plus, serie TF504A260922, al 2,25% lordo a scadenza, tenuti fino ai 4 anni. Il valore di rimborso supera 5.000 euro, quindi il bollo si applica: 0,20% annuo sul capitale.

VoceImporto (euro)
Capitale20.000,00
Valore lordo a 4 anni (20.000 × 1,0225⁴)21.861,67
Interessi lordi1.861,67
Imposta sostitutiva 12,50%232,71
Interessi netti1.628,96
Bollo 0,20% × 4 anni (40 euro l’anno)160,00
Guadagno netto finale1.468,96
Rendimento netto annuo dopo il bollocirca 1,79%

Fonte: foglio informativo della serie TF504A260922, condizioni dal 22/09/2026; aliquota del bollo dalle FAQ Poste. In questo esempio fisco e bollo assorbono circa 393 euro su 1.862 lordi, più di un quinto. Con un capitale complessivo di buoni non superiore a 5.000 euro non ci sarebbe bollo. Illustrazione di un calcolo, non una previsione.

Punti di forza e limiti

I punti di forza, se usati per lo scopo giusto:

  • rimborso garantito dallo Stato e nessuna oscillazione di prezzo: il valore non scende mai sotto il capitale;
  • nessun costo di sottoscrizione e rimborso;
  • tassazione al 12,50%, come i titoli di Stato;
  • esenzione dall’imposta di successione ed esclusione dall’ISEE fino a 50.000 euro per nucleo.

I limiti:

  • rendimenti nominali fissi per serie, esposti all’inflazione (tranne il buono indicizzato);
  • rimborso anticipato spesso penalizzante;
  • catalogo frammentato e rischio «archivio»: cartacei dimenticati che smettono di rendere e si prescrivono.

Rispetto a un titolo di Stato la differenza è di struttura: il BTP, se venduto prima della scadenza, si incassa al prezzo di mercato, mentre il buono si rimborsa sempre almeno al capitale, con gli interessi della tabella del rimborso anticipato. Nel patrimonio, quindi, le caratteristiche che pesano sono la scadenza nota, l’assenza di oscillazioni, l’esenzione da successione e la soglia ISEE da una parte; il rendimento fisso e le penalità in uscita dall’altra. Il peso di ciascuna dipende dal tempo che ogni somma ha davanti.

Le righe che pesano, e dove stanno.

01 La scadenza è l'ultimo giorno che rende

Dopo la scadenza il buono non rende più: l'ultimo giorno è un'informazione da annotare.

02 Dieci anni, poi il cartaceo si prescrive

Il cartaceo si prescrive dieci anni dopo la scadenza.

03 Il bollo sopra 5.000 euro

Il bollo sopra 5.000 euro riduce il netto, e in quattro o cinque anni può pesare quanto una parte consistente dell'interesse.

04 Una soglia ISEE unica

L'ISEE ha una soglia unica per buoni, libretti e titoli di Stato insieme.

Cosa guardare nella tua posizione

01

Serie e data di scadenza di ciascun buono.

Le serie in collocamento
02

Cartaceo o dematerializzato, e dove si trova il cartaceo.

Cartaceo e dematerializzato
03

Intestazione e cointestatari, e se coincidono con il libretto o conto collegato.

Mettiamo in fila i tuoi buoni
04

Valore di rimborso complessivo rispetto alla soglia di 5.000 euro per il bollo.

Il bollo e la soglia
05

Totale di buoni, libretti e titoli di Stato nel nucleo familiare rispetto alla soglia ISEE di 50.000 euro.

La soglia ISEE

Da dove partire

Con i buoni il lavoro parte quasi sempre dall’archivio: serie, scadenze, forma, intestatari, a volte buoni di familiari scomparsi di cui nessuno sa nulla. Possiamo partire dalla diagnosi del portafoglio con l’elenco di tutto quello che c’è; solo dopo si ragiona su cosa farne e su come quei soldi si inseriscono nel resto del patrimonio. Le altre schede: risparmio postale, Buono dedicato ai minori, Buono 3x4 con premio.

Questa scheda non è una consulenza personalizzata. Descrive il buono con i dati del foglio informativo e indicazioni generali: non tiene conto della tua situazione, dei tuoi obiettivi e del tempo che i tuoi soldi hanno davanti.

Da dove vengono i numeri

  1. Poste Italiane, Foglio informativo dei buoni fruttiferi postali 4 anni Plus, serie TF504A260922 (22 settembre 2026) · del 22 settembre 2026

  2. Poste Italiane, Foglio informativo del buono 3x4 con premio, serie TF012A260724 (24 luglio 2026) · del 24 luglio 2026

  3. Poste Italiane, Foglio informativo dei buoni fruttiferi postali dedicati ai minori di età, serie TF118A260922 (22 settembre 2026) · del 22 settembre 2026

  4. Poste Italiane, Foglio informativo dei buoni fruttiferi postali ordinari, serie TF120A250624 · del 30 ottobre 2026

  5. Poste Italiane, Scheda di sintesi Buono Fruttifero Postale 3x4, serie TF212A250211 (24 giugno 2025) · del 24 giugno 2025

  6. Poste Italiane, Domande frequenti sui Buoni e Libretti postali · del 30 ottobre 2026

  7. Cassa Depositi e Prestiti, Avviso Risparmio Postale in Gazzetta Ufficiale del 22 settembre 2026 · del 30 ottobre 2026

  8. Normattiva, DPCM 14 gennaio 2025, n. 13 · del 30 ottobre 2026

  9. Normattiva, DL 19 settembre 1986, n. 556 · del 30 ottobre 2026

  10. INPS, «ISEE: da aprile i titoli di Stato sono esclusi dal calcolo», 5 marzo 2025 · del 30 ottobre 2026

  11. Arbitro Bancario Finanziario, Collegio di Roma, decisione n. 5771 del 16 giugno 2025 (testo pubblicato da dirittobancario.it) · del 30 ottobre 2026

I dati cambiano quando CDP istituisce una serie nuova: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il foglio informativo in vigore.

Domande frequenti

Le risposte su Buoni fruttiferi postali

Chi emette i buoni fruttiferi postali e chi li garantisce?

Li emette Cassa Depositi e Prestiti e li colloca Poste Italiane. Il rimborso è assistito dalla garanzia dello Stato (art. 5, DL 269/2003).

Quanto si paga di tasse sui buoni fruttiferi postali?

Imposta sostitutiva del 12,50% sugli interessi, trattenuta al rimborso, più il bollo dello 0,20% annuo sul capitale se il valore di rimborso complessivo dei buoni supera 5.000 euro.

I buoni postali entrano nell'ISEE?

Buoni, libretti postali e titoli di Stato sono esclusi dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro complessivi per nucleo, in base al DPCM 13/2025 in vigore dal 5 marzo 2025; la parte oltre soglia concorre all'ISEE.

Si paga il bollo sui buoni postali?

Sì, lo 0,20% annuo sul capitale, tranne che per i buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore a 5.000 euro. Se in caso di rimborso anticipato il bollo intaccasse il capitale, la quota eccedente viene restituita.

Si paga l'imposta di successione sui buoni postali?

No: il foglio informativo precisa che i buoni sono esenti da imposta di successione.

Dopo quanto tempo si prescrive un buono postale?

Un buono cartaceo si prescrive dieci anni dopo la scadenza: da quel momento capitale e interessi sono persi. Per i dematerializzati capitale e interessi vengono accreditati in automatico alla scadenza sul conto o libretto collegato.

Ho un vecchio buono Q/P: mi spettano gli interessi della serie P per gli ultimi dieci anni?

L'orientamento recente della Cassazione e dell'Arbitro Bancario Finanziario applica la tabella della serie Q anche per gli anni dal 21° al 30° (ABF Roma, decisione 5771/2025). È un orientamento sfavorevole al risparmiatore; il caso concreto va valutato con un legale.

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