Fondi pensione negoziali

Agrifondo: come funziona il fondo pensione dell'agricoltura

Il fondo pensione negoziale di operai agricoli e florovivaisti, quadri e impiegati agricoli, letto dai documenti depositati in COVIP: chi versa cosa nelle due qualifiche, il contributo contrattuale degli impiegati, i due comparti e cosa costano.

Dati al 19 ottobre 2026 Sito ufficiale di Agrifondo
I numeri che contano
Cosa vuol dire per te

Gli stessi numeri, in euro.

Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.

Ciò che il documento dice in una riga

Le righe che pesano, e dove stanno.

  1. Il contributo contrattuale finisce nel Garantito

    Chi è iscritto col solo contributo contrattuale, o col TFR conferito in modo tacito, sta nel Garantito finché non chiede di cambiare. È il comparto più caro dei due e quello con meno azioni (circa il 5% a fine 2025), pensato dal documento per chi ha davanti fino a tre anni. Il comparto si può cambiare con una richiesta al fondo, secondo le sue regole, e la nota lo prevede espressamente anche per gli iscritti contrattuali.

    I comparti e i costi
  2. Per gli impiegati il TFR non entra

    Per quadri, impiegati e dirigenti agricoli, e per i dipendenti di allevatori e consorzi di bonifica, l'obbligo sul TFR è assolto con il versamento all'ENPAIA. La posizione in Agrifondo cresce solo con i contributi: per questo il contributo percentuale pesa più che in altri fondi.

    Chi versa cosa
  3. Se sospendi il tuo contributo, l'azienda sospende il suo

    Il contributo a proprio carico si può alzare o fermare con un modulo da consegnare al datore di lavoro. Fermandolo si ferma anche la parte dell'azienda che dipende dal tuo versamento.

    Chi versa cosa
  4. Con un reddito basso, nelle adesioni automatiche l'azienda versa lo stesso

    Chi entra con l'adesione automatica e ha una retribuzione annua lorda inferiore all'assegno sociale INPS può chiedere per iscritto al datore di non versare il proprio contributo minimo. Restano il TFR e il contributo dell'azienda: per chi lavora pochi mesi l'anno è una regola da conoscere.

    Come funziona l'adesione automatica

Nell’agricoltura un anno di lavoro può essere fatto di più contratti: una raccolta, una vendemmia, qualche mese in serra. Agrifondo è il fondo pensione di questo mondo, e la prima cosa da sapere è che funziona in modo diverso per chi lavora nei campi e per chi lavora in ufficio.

Il fondo nasce da un accordo firmato da Confagricoltura, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil e Confederdia. È iscritto all’albo COVIP dal 2007, ha sede a Roma e due soli comparti. A fine 2025 aveva una posizione meno di un lavoratore su dieci fra quelli che il fondo stima nel suo bacino.

Operai e impiegati, due regole diverse

Per l’operaio agricolo e florovivaista la regola è quella classica dei fondi negoziali: se aderisce e versa almeno l’1% della retribuzione, l’azienda aggiunge un altro 1%, e il TFR che matura dopo l’adesione va al fondo. Per chi lavora a tempo determinato il TFR va per intero; chi era già occupato a tempo indeterminato prima del 29 aprile 1993 ne versa una quota, il 28,94%, che corrisponde al 2% della retribuzione, salvo scegliere di versarlo tutto.

Per i quadri e gli impiegati agricoli le aliquote salgono all’1,20% e all’1,20%, ma il TFR non passa dal fondo: l’obbligo è assolto con il versamento all’ENPAIA, l’ente di previdenza del settore. La stessa regola vale per dirigenti, allevatori e consorzi di bonifica. Pesca marittima, Fondazione Enpaia e le organizzazioni agricole hanno aliquote proprie, scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo.

Il confronto fra lasciare il TFR in azienda e versarlo a un fondo sta in TFR in azienda o nel fondo pensione.

Il contributo che arriva senza firmare

Dal contratto dei quadri e impiegati agricoli del 2021 l’azienda versa 10 euro al mese per ogni impiegato, anche se lui non ha mai aderito: il versamento stesso apre la posizione. Il fondo manda una lettera di conferma, e da lì si possono attivare il proprio contributo e quello percentuale dell’azienda. In quel caso i 10 euro non spariscono: si sommano.

A fine 2025 le posizioni alimentate dal solo contributo contrattuale erano più di 13.000 su 28.229. Sono posizioni vere, ma piccole: 140 euro l’anno, da cui si toglie la quota associativa di 18.

Garantito e Bilanciato

Il Garantito è il comparto di partenza per il TFR conferito in modo tacito e per il contributo contrattuale. Al pensionamento, e in alcuni casi prima (decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi, spese sanitarie, prima casa, perdita dei requisiti), restituisce almeno il capitale versato, al netto di anticipazioni non reintegrate e riscatti. La nota lo descrive con un orizzonte breve, fino a tre anni; a fine 2025 aveva circa il 5% in azioni.

Il Bilanciato non ha garanzia e a fine 2025 aveva il 35% in azioni; il documento gli assegna un orizzonte medio, fra tre e cinque anni. Nelle adesioni automatiche, finché il fondo non avrà un percorso per età, i versamenti vanno al Bilanciato sotto i 60 anni e al Garantito dai 60 in su. Due comparti rendono la scelta facile da leggere; non lasciano però una linea con più azioni per chi ha davanti molti anni di lavoro.

Restare, trasferire, ritirare

Cambiando azienda all’interno dei contratti che prevedono Agrifondo la posizione resta e i versamenti riprendono. Uscendo dal settore la si può tenere nel fondo o trasferire, in ogni momento se si perdono i requisiti, altrimenti dopo due anni. Prima della pensione esistono anticipazioni fino al 75% per spese sanitarie e prima casa, fino al 30% per altre esigenze dopo otto anni, e la RITA.

Alla pensione si sceglie fra rendita e capitale, fino alla metà; dal 2026 si aggiungono la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili, che il fondo liquiderà dopo l’adeguamento dei sistemi, entro la fine del 2026. Capitale e rendita a confronto: fondo pensione: capitale o rendita.

Rispetto agli altri

Nel grafico della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni e le medie rilevate dalla COVIP a fine 2025, il Garantito (0,45%) sta sotto la media dei comparti garantiti dei fondi negoziali (0,67%) e il Bilanciato (0,36%) appena sotto quella dei bilanciati (0,38%). Fondi aperti e PIP della stessa categoria stanno fra l'1,19% e il 2,14%. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP. Il confronto fondo per fondo si fa con il Comparatore dei costi della COVIP. 4

Per verificare

I dati completi di Agrifondo, dai documenti depositati.

Agrifondo in una scheda

Tipo Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 157, iscritto il 13/04/2007 5
A chi è rivolto Operai agricoli e florovivaisti, quadri e impiegati agricoli, pesca marittima e altri contratti del settore agricolo 3
Posizioni 28.229, di cui 17.553 aperte con l'adesione contrattuale (al 31/12/2025) 4
Tasso di adesione 8,6% di un bacino stimato dal fondo in 330.000 lavoratori (al 31/12/2025) 4
Patrimonio circa 139,7 milioni di euro (somma dei due comparti) (al 31/12/2025) 1
Comparti Garantito, Bilanciato 1
Sede Roma 5

Chi versa cosa

Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Per alcuni contratti il datore versa un contributo contrattuale anche se il lavoratore non versa nulla di suo; il contributo in percentuale, invece, è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.

LavoratoriLavoratoreDatore di lavoroTFR, occupati dopo il 28/04/1993TFR, già occupati al 28/04/1993
Operai agricoli e florovivaisti 1% della retribuzione utile per il TFR 1% 100% (anche a tempo determinato) 28,94%, pari al 2% della retribuzione, per chi è a tempo indeterminato; oppure tutto
Quadri e impiegati agricoli, con il contributo percentuale 1,20% 1,20%, più 10 euro al mese di contributo contrattuale non va al fondo: è versato all'ENPAIA non va al fondo: è versato all'ENPAIA
Quadri e impiegati agricoli, solo contributo contrattuale nessuno 10 euro al mese per 14 mensilità non va al fondo: è versato all'ENPAIA non va al fondo: è versato all'ENPAIA
Pesca marittima 1,50% del minimo monetario garantito 1,50% 100% 43,41%, oppure tutto

I comparti e cosa costano

ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.

Comparto Categoria Commissione di gestione ISC 2 anni ISC 5 anni ISC 10 anni ISC 35 anni
Garantito garantito 0,27% del patrimonio l'anno, di cui 0,022% per il depositario 0,94% 0,61% 0,45% 0,33%
Bilanciato bilanciato 0,18% del patrimonio l'anno, di cui 0,022% per il depositario 0,85% 0,51% 0,36% 0,23%
All'adesione
nessuna spesa di adesione 2
Ogni anno
24 euro l'anno; 18 euro per chi è iscritto col solo contributo contrattuale o tacitamente col contratto dei quadri e impiegati agricoli; 15 euro, prelevati dalla posizione, per chi nell'anno non ha versamenti 2
Cosa guardare nella tua posizione

Cinque cose da controllare sulla tua posizione.

  1. Come sei iscritto: con il modulo, col TFR tacito o col solo contributo contrattuale. Lo dice la lettera di conferma del fondo, e cambia sia il comparto sia la quota associativa.

    Chi versa cosa
  2. Quanti mesi l'anno arrivano versamenti. Con contratti stagionali la posizione cresce a tratti, mentre la quota associativa è annua: l'estratto conto li mette uno accanto all'altro.

    I comparti e i costi
  3. In quale dei due comparti stai, se non hai mai scelto. Contributo contrattuale e TFR tacito partono dal Garantito.

    I comparti e i costi
  4. Quanto deduci ogni anno dei contributi versati, compresi quelli dell'azienda. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.

    Calcola la deducibilità
  5. Se quello che entra ogni anno è coerente con la pensione che ti aspetti, letto insieme agli anni che mancano e al TFR che resta all'ENPAIA o in azienda.

    Diagnosi pensione e TFR
Per capire il meccanismo

Le domande che vengono prima del nome del fondo.

Domande frequenti

Le risposte su Agrifondo

Chi può iscriversi ad Agrifondo?

I dipendenti non in prova a cui si applica il contratto degli operai agricoli e florovivaisti o quello dei quadri e impiegati agricoli, e i dipendenti degli altri contratti del settore che il fondo elenca: pesca marittima, Fondazione Enpaia, organizzazioni agricole, allevatori, consorzi di bonifica, dirigenti dell'agricoltura. Possono essere iscritti anche i familiari fiscalmente a carico.

Cos'è il contributo contrattuale di Agrifondo?

Un versamento di 10 euro al mese, per 14 mensilità, a carico del datore di lavoro, per ogni lavoratore a cui si applica il contratto dei quadri e impiegati agricoli. Iscrive al fondo anche chi non ha firmato nulla. Chi poi attiva il proprio contributo lo mantiene, in aggiunta all'1,20% dell'azienda.

Il TFR degli impiegati agricoli va in Agrifondo?

No. Per quadri, impiegati e dirigenti agricoli, e per i dipendenti di allevatori e consorzi di bonifica, l'obbligo sul TFR è assolto con il versamento all'ENPAIA. Per gli operai agricoli e florovivaisti invece il TFR va al fondo: per intero per chi ha iniziato a lavorare dopo il 28 aprile 1993, in quota del 28,94% (il 2% della retribuzione) per chi era già occupato a tempo indeterminato, salvo scegliere di versarlo tutto.

Quanto costa Agrifondo?

Non ci sono spese di adesione. La quota associativa è di 24 euro l'anno, 18 per chi è iscritto col solo contributo contrattuale, 15 per chi nell'anno non versa. Le commissioni sono lo 0,27% del patrimonio l'anno nel Garantito e lo 0,18% nel Bilanciato; anticipazioni, riscatti, trasferimenti e cambi di comparto non costano nulla.

Se cambio azienda agricola resto in Agrifondo?

Sì, se la nuova azienda applica un contratto che prevede Agrifondo: la posizione resta e i versamenti riprendono. Se il nuovo contratto non lo prevede, la posizione si può tenere nel fondo oppure trasferire, in ogni momento quando si perdono i requisiti, altrimenti dopo due anni di iscrizione.

Da dove vengono i numeri

  1. Nota informativa Agrifondo, Parte I, scheda «Presentazione», depositata in COVIP il 30/07/2026, del 30 luglio 2026.
  2. Nota informativa Agrifondo, Parte I, scheda «I costi», depositata in COVIP il 30/07/2026, del 30 luglio 2026.
  3. Nota informativa Agrifondo, Parte I, scheda «I destinatari e i contributi», depositata in COVIP il 30/07/2026, del 30 luglio 2026.
  4. COVIP, Relazione annuale sul 2025, tavole statistiche: adesioni contrattuali per fondo (Tav. a.12), dati per singolo fondo negoziale (Tav. a.17), ISC medi per tipo di forma e di comparto (Tav. 1.47 e 1.49), dati di fine 2025, del 31 dicembre 2025.
  5. Albo COVIP, scheda del fondo n. 157, consultata il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.
  6. Agrifondo, domande frequenti pubblicate sul sito del fondo, consultate il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.

Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.

I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.

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