Il fondo pensione negoziale di operai agricoli e florovivaisti, quadri e impiegati agricoli, letto dai documenti depositati in COVIP: chi versa cosa nelle due qualifiche, il contributo contrattuale degli impiegati, i due comparti e cosa costano.
Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
Con il solo contributo contrattuale, sulla posizione arrivano 140 euro l'anno, tutti dell'azienda, e la quota associativa ne trattiene 18. Se lo stesso impiegato attiva l'1,20% su una retribuzione di 25.000 euro versa 300 euro, l'azienda ne aggiunge altri 300 e i 140 del contributo contrattuale restano: 740 euro l'anno, con una quota associativa di 24. Il TFR in entrambi i casi resta fuori, perché va all'ENPAIA. 3
Conto di questa scheda: retribuzione utile per il TFR di 25.000 euro l'anno, aliquote minime del contratto dei quadri e impiegati agricoli, contributo contrattuale di 10 euro per 14 mensilità come scrivono le FAQ del fondo. Cambia la retribuzione, cambia la quota percentuale; il contributo contrattuale è fisso.
Su una retribuzione di 20.000 euro, l'1% sono 200 euro del lavoratore e 200 dell'azienda, più il TFR che matura dopo l'adesione, per intero. Per l'operaio le schede del fondo non prevedono un contributo contrattuale: la parte dell'azienda arriva con l'adesione e con il proprio 1%, salvo l'eccezione dei redditi bassi nelle adesioni automatiche. 3
Conto di questa scheda: operaio agricolo con retribuzione utile per il TFR di 20.000 euro l'anno, aliquote minime. Il TFR versato dipende dalla retribuzione dell'anno e non è calcolato qui.
Chi è iscritto col solo contributo contrattuale, o col TFR conferito in modo tacito, sta nel Garantito finché non chiede di cambiare. È il comparto più caro dei due e quello con meno azioni (circa il 5% a fine 2025), pensato dal documento per chi ha davanti fino a tre anni. Il comparto si può cambiare con una richiesta al fondo, secondo le sue regole, e la nota lo prevede espressamente anche per gli iscritti contrattuali.
Per quadri, impiegati e dirigenti agricoli, e per i dipendenti di allevatori e consorzi di bonifica, l'obbligo sul TFR è assolto con il versamento all'ENPAIA. La posizione in Agrifondo cresce solo con i contributi: per questo il contributo percentuale pesa più che in altri fondi.
Il contributo a proprio carico si può alzare o fermare con un modulo da consegnare al datore di lavoro. Fermandolo si ferma anche la parte dell'azienda che dipende dal tuo versamento.
Chi entra con l'adesione automatica e ha una retribuzione annua lorda inferiore all'assegno sociale INPS può chiedere per iscritto al datore di non versare il proprio contributo minimo. Restano il TFR e il contributo dell'azienda: per chi lavora pochi mesi l'anno è una regola da conoscere.
Nell’agricoltura un anno di lavoro può essere fatto di più contratti: una raccolta, una vendemmia, qualche mese in serra. Agrifondo è il fondo pensione di questo mondo, e la prima cosa da sapere è che funziona in modo diverso per chi lavora nei campi e per chi lavora in ufficio.
Il fondo nasce da un accordo firmato da Confagricoltura, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil e Confederdia. È iscritto all’albo COVIP dal 2007, ha sede a Roma e due soli comparti. A fine 2025 aveva una posizione meno di un lavoratore su dieci fra quelli che il fondo stima nel suo bacino.
Per l’operaio agricolo e florovivaista la regola è quella classica dei fondi negoziali: se aderisce e versa almeno l’1% della retribuzione, l’azienda aggiunge un altro 1%, e il TFR che matura dopo l’adesione va al fondo. Per chi lavora a tempo determinato il TFR va per intero; chi era già occupato a tempo indeterminato prima del 29 aprile 1993 ne versa una quota, il 28,94%, che corrisponde al 2% della retribuzione, salvo scegliere di versarlo tutto.
Per i quadri e gli impiegati agricoli le aliquote salgono all’1,20% e all’1,20%, ma il TFR non passa dal fondo: l’obbligo è assolto con il versamento all’ENPAIA, l’ente di previdenza del settore. La stessa regola vale per dirigenti, allevatori e consorzi di bonifica. Pesca marittima, Fondazione Enpaia e le organizzazioni agricole hanno aliquote proprie, scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo.
Il confronto fra lasciare il TFR in azienda e versarlo a un fondo sta in TFR in azienda o nel fondo pensione.
Dal contratto dei quadri e impiegati agricoli del 2021 l’azienda versa 10 euro al mese per ogni impiegato, anche se lui non ha mai aderito: il versamento stesso apre la posizione. Il fondo manda una lettera di conferma, e da lì si possono attivare il proprio contributo e quello percentuale dell’azienda. In quel caso i 10 euro non spariscono: si sommano.
A fine 2025 le posizioni alimentate dal solo contributo contrattuale erano più di 13.000 su 28.229. Sono posizioni vere, ma piccole: 140 euro l’anno, da cui si toglie la quota associativa di 18.
Il Garantito è il comparto di partenza per il TFR conferito in modo tacito e per il contributo contrattuale. Al pensionamento, e in alcuni casi prima (decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi, spese sanitarie, prima casa, perdita dei requisiti), restituisce almeno il capitale versato, al netto di anticipazioni non reintegrate e riscatti. La nota lo descrive con un orizzonte breve, fino a tre anni; a fine 2025 aveva circa il 5% in azioni.
Il Bilanciato non ha garanzia e a fine 2025 aveva il 35% in azioni; il documento gli assegna un orizzonte medio, fra tre e cinque anni. Nelle adesioni automatiche, finché il fondo non avrà un percorso per età, i versamenti vanno al Bilanciato sotto i 60 anni e al Garantito dai 60 in su. Due comparti rendono la scelta facile da leggere; non lasciano però una linea con più azioni per chi ha davanti molti anni di lavoro.
Cambiando azienda all’interno dei contratti che prevedono Agrifondo la posizione resta e i versamenti riprendono. Uscendo dal settore la si può tenere nel fondo o trasferire, in ogni momento se si perdono i requisiti, altrimenti dopo due anni. Prima della pensione esistono anticipazioni fino al 75% per spese sanitarie e prima casa, fino al 30% per altre esigenze dopo otto anni, e la RITA.
Alla pensione si sceglie fra rendita e capitale, fino alla metà; dal 2026 si aggiungono la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili, che il fondo liquiderà dopo l’adeguamento dei sistemi, entro la fine del 2026. Capitale e rendita a confronto: fondo pensione: capitale o rendita.
Nel grafico della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni e le medie rilevate dalla COVIP a fine 2025, il Garantito (0,45%) sta sotto la media dei comparti garantiti dei fondi negoziali (0,67%) e il Bilanciato (0,36%) appena sotto quella dei bilanciati (0,38%). Fondi aperti e PIP della stessa categoria stanno fra l'1,19% e il 2,14%. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP. Il confronto fondo per fondo si fa con il Comparatore dei costi della COVIP. 4
| Tipo | Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 157, iscritto il 13/04/2007 5 |
|---|---|
| A chi è rivolto | Operai agricoli e florovivaisti, quadri e impiegati agricoli, pesca marittima e altri contratti del settore agricolo 3 |
| Posizioni | 28.229, di cui 17.553 aperte con l'adesione contrattuale (al 31/12/2025) 4 |
| Tasso di adesione | 8,6% di un bacino stimato dal fondo in 330.000 lavoratori (al 31/12/2025) 4 |
| Patrimonio | circa 139,7 milioni di euro (somma dei due comparti) (al 31/12/2025) 1 |
| Comparti | Garantito, Bilanciato 1 |
| Sede | Roma 5 |
Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Per alcuni contratti il datore versa un contributo contrattuale anche se il lavoratore non versa nulla di suo; il contributo in percentuale, invece, è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.
| Lavoratori | Lavoratore | Datore di lavoro | TFR, occupati dopo il 28/04/1993 | TFR, già occupati al 28/04/1993 |
|---|---|---|---|---|
| Operai agricoli e florovivaisti | 1% della retribuzione utile per il TFR | 1% | 100% (anche a tempo determinato) | 28,94%, pari al 2% della retribuzione, per chi è a tempo indeterminato; oppure tutto |
| Quadri e impiegati agricoli, con il contributo percentuale | 1,20% | 1,20%, più 10 euro al mese di contributo contrattuale | non va al fondo: è versato all'ENPAIA | non va al fondo: è versato all'ENPAIA |
| Quadri e impiegati agricoli, solo contributo contrattuale | nessuno | 10 euro al mese per 14 mensilità | non va al fondo: è versato all'ENPAIA | non va al fondo: è versato all'ENPAIA |
| Pesca marittima | 1,50% del minimo monetario garantito | 1,50% | 100% | 43,41%, oppure tutto |
ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.
| Comparto | Categoria | Commissione di gestione | ISC 2 anni | ISC 5 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Garantito | garantito | 0,27% del patrimonio l'anno, di cui 0,022% per il depositario | 0,94% | 0,61% | 0,45% | 0,33% |
| Bilanciato | bilanciato | 0,18% del patrimonio l'anno, di cui 0,022% per il depositario | 0,85% | 0,51% | 0,36% | 0,23% |
Come sei iscritto: con il modulo, col TFR tacito o col solo contributo contrattuale. Lo dice la lettera di conferma del fondo, e cambia sia il comparto sia la quota associativa.
Chi versa cosaQuanti mesi l'anno arrivano versamenti. Con contratti stagionali la posizione cresce a tratti, mentre la quota associativa è annua: l'estratto conto li mette uno accanto all'altro.
I comparti e i costiIn quale dei due comparti stai, se non hai mai scelto. Contributo contrattuale e TFR tacito partono dal Garantito.
I comparti e i costiQuanto deduci ogni anno dei contributi versati, compresi quelli dell'azienda. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.
Calcola la deducibilitàSe quello che entra ogni anno è coerente con la pensione che ti aspetti, letto insieme agli anni che mancano e al TFR che resta all'ENPAIA o in azienda.
Diagnosi pensione e TFRI dipendenti non in prova a cui si applica il contratto degli operai agricoli e florovivaisti o quello dei quadri e impiegati agricoli, e i dipendenti degli altri contratti del settore che il fondo elenca: pesca marittima, Fondazione Enpaia, organizzazioni agricole, allevatori, consorzi di bonifica, dirigenti dell'agricoltura. Possono essere iscritti anche i familiari fiscalmente a carico.
Un versamento di 10 euro al mese, per 14 mensilità, a carico del datore di lavoro, per ogni lavoratore a cui si applica il contratto dei quadri e impiegati agricoli. Iscrive al fondo anche chi non ha firmato nulla. Chi poi attiva il proprio contributo lo mantiene, in aggiunta all'1,20% dell'azienda.
No. Per quadri, impiegati e dirigenti agricoli, e per i dipendenti di allevatori e consorzi di bonifica, l'obbligo sul TFR è assolto con il versamento all'ENPAIA. Per gli operai agricoli e florovivaisti invece il TFR va al fondo: per intero per chi ha iniziato a lavorare dopo il 28 aprile 1993, in quota del 28,94% (il 2% della retribuzione) per chi era già occupato a tempo indeterminato, salvo scegliere di versarlo tutto.
Non ci sono spese di adesione. La quota associativa è di 24 euro l'anno, 18 per chi è iscritto col solo contributo contrattuale, 15 per chi nell'anno non versa. Le commissioni sono lo 0,27% del patrimonio l'anno nel Garantito e lo 0,18% nel Bilanciato; anticipazioni, riscatti, trasferimenti e cambi di comparto non costano nulla.
Sì, se la nuova azienda applica un contratto che prevede Agrifondo: la posizione resta e i versamenti riprendono. Se il nuovo contratto non lo prevede, la posizione si può tenere nel fondo oppure trasferire, in ogni momento quando si perdono i requisiti, altrimenti dopo due anni di iscrizione.
Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.
I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.
A che punto sei, che distanza c’è dal tenore di vita che hai adesso, e se il fondo che hai già è quello giusto per te. Ricevi un documento scritto, non un’opinione a voce.