Il fondo pensione negoziale di cartiere, aziende grafiche, case editrici e settori affini, letto dai documenti depositati in COVIP: chi versa cosa, dove va la posizione di chi non sceglie, i tre comparti e i loro costi.
Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
Con le ipotesi COVIP, una posizione nel Garantito (ISC a 35 anni 0,64%) arriva a circa 162.200 euro; nel Bilanciato (0,39%) a circa 170.400; nel Dinamico (0,23%) a circa 175.900. Fra Garantito e Dinamico la differenza è di circa 13.700 euro, l'8% del montante, e viene tutta dai costi: l'ipotesi di rendimento è la stessa per i tre comparti.
Conto di questa scheda, non del fondo: 2.500 euro l'anno per 35 anni, 4% lordo l'anno, versamento a fine anno, cioè le ipotesi con cui COVIP fa calcolare l'ISC. Non è una previsione: i rendimenti veri sono diversi da comparto a comparto e il Garantito ha una garanzia che gli altri due non hanno.
Con una retribuzione contrattuale di 25.000 euro l'anno nel grafico-editoriale, l'1,9% sono 475 euro l'anno che l'azienda versa sulla tua posizione, a condizione che tu versi il tuo 1%, cioè 250 euro. Nel cartario-cartotecnico, con l'1,5%, sarebbero 375 euro. In 35 anni, senza contare i rendimenti, i 475 euro fanno 16.625 euro.
Conto di questa scheda: 25.000 euro l'anno come base di calcolo. Le basi non sono uguali fra i settori: retribuzione contrattuale annua nel grafico-editoriale, normale retribuzione annua con la tredicesima nel cartario. Dove si applica l'ERC, nel grafico-editoriale la percentuale è 1,4%.
Consideriamo una posizione di 10.000 euro. Con l'ISC a 10 anni del Dinamico (0,36%) il costo è di circa 36 euro l'anno, con quello del Garantito (0,77%) di circa 77. La differenza è di circa 41 euro l'anno, per ogni anno di permanenza. 1
Semplificazione di questa scheda: l'ISC è una stima su ipotesi fisse, non la commissione effettivamente addebitata. Il costo più alto del Garantito va letto insieme alla garanzia che offre, che il Dinamico non ha.
Il TFR conferito in modo tacito da chi è stato assunto prima del 1° luglio 2026 va nel Garantito. Il contributo contrattuale va nel Bilanciato. Chi aderisce esplicitamente senza scegliere, o in modo automatico, va nel Life Cycle, che sposta la posizione per età: tutto Dinamico fino ai 45 anni, tutto Garantito dai 66.
Chi è entrato col TFR tacito o col solo contributo contrattuale può spostare la posizione dal comparto di partenza a un altro, senza spese, nei primi 12 mesi, anche prima del periodo minimo di permanenza. Dopo valgono le regole ordinarie del fondo.
Alcuni accordi prevedono un contributo dell'azienda in cifra fissa che arriva anche senza adesione piena: nel cineaudiovisivo, per esempio, 5 euro al mese. Il contributo in percentuale della retribuzione, invece, arriva solo a chi versa almeno il proprio minimo.
Chi era già occupato al 28 aprile 1993 può conferire una quota minima di TFR, pari al 2% della retribuzione nei settori principali, e sceglierne una superiore fino all'intero flusso. La differenza fra le due scelte, su molti anni, è ampia.
Una cartiera, una tipografia, una casa editrice: tre mestieri diversi, un solo fondo pensione di categoria. Si chiama Byblos, e negli anni ha accolto anche fotolaboratori, aziende videofonografiche, emittenti, teatri e altri settori della comunicazione e dello spettacolo, ognuno con il suo accordo.
Condividere il fondo non significa avere le stesse regole. Prima di leggere comparti e costi va trovato il proprio contratto, perché da lì dipendono quanto versa l’azienda e su quale base. Byblos è un fondo negoziale, istituito con l’accordo del 22 settembre 1998 fra le associazioni delle imprese grafiche, editoriali e cartarie e i sindacati di categoria, vigilato dalla COVIP, con sede a Roma.
Byblos lavora a contribuzione definita: la pensione complementare dipende da quanto si versa e da come rendono i comparti, senza una cifra promessa in partenza. La posizione si alimenta con il contributo del lavoratore, quello dell’azienda e il TFR che matura dopo l’adesione; il documento precisa che anche con l’adesione automatica la posizione riceve tutti e tre i flussi.
Il contributo dell’azienda in percentuale, però, spetta solo a chi versa almeno il minimo a proprio carico. È denaro che un fondo aperto di solito non ha, e pesa nel confronto fra fondo pensione di categoria o aperto.
Possono aderire operai, impiegati e quadri a cui si applicano i contratti del settore, superato il periodo di prova, con qualunque contratto di lavoro dipendente, compresi part-time e apprendistato; in alcuni casi anche lavoratori intermittenti e collaboratori, se il contratto di settore li comprende. Restano fuori i dipendenti di aziende che avevano già un fondo o una cassa aziendale a fine 1995 nel grafico-editoriale o a maggio 1996 nel cartario, con contributi almeno pari.
Le misure cambiano da settore a settore e la tabella «Chi versa cosa» riporta quelle dei quattro principali. Cambia anche la base: retribuzione contrattuale annua nel grafico-editoriale, normale retribuzione annua con la tredicesima nel cartario-cartotecnico. Il lavoratore può aumentare la sua quota per scaglioni dello 0,5%, con effetto dal mese successivo alla richiesta. I versamenti sono trimestrali.
Chi sta ancora decidendo dove mettere il TFR trova il confronto, con tasse e contributo dell’azienda, in TFR in azienda o nel fondo pensione.
Garantito, Bilanciato e Dinamico. Il Garantito ha come obiettivo prima di tutto il rispetto della garanzia: alla scadenza della convenzione, il 30 giugno 2030, o prima in caso di pensione, decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi, alcune anticipazioni e RITA, restituisce almeno i contributi rilevati al 30 giugno 2020 più i conferimenti netti successivi. Il Bilanciato ha un orizzonte fra i dieci e i quindici anni dalla pensione, il Dinamico oltre i quindici; il Dinamico è anche l’unico dei tre che il fondo classifica come comparto che promuove caratteristiche ambientali o sociali.
Il Life Cycle combina i tre comparti in base all’età e si muove da solo: tutto nel Dinamico fino ai 45 anni, passaggi graduali verso il Bilanciato fino ai 52, tutto nel Bilanciato fino ai 60, poi gradualmente verso il Garantito, che dai 66 anni raccoglie l’intera posizione. È il profilo di chi non sceglie, salvo il TFR tacito delle adesioni precedenti al luglio 2026 e il contributo contrattuale. Il questionario di autovalutazione, in fase di adesione, aiuta a orientarsi.
Alla pensione la posizione diventa rendita oppure, fino alla metà, capitale; dal 1° luglio 2026 il fondo prevede anche rendita a durata definita e prelievi liberamente determinabili, e l’erogazione frazionata del montante con decorrenza rinviata al 31 ottobre 2026. Prima della pensione esistono le anticipazioni (fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento, dopo otto anni fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per altre esigenze), il riscatto nei casi dello statuto e la RITA.
La posizione si trasferisce a un’altra forma pensionistica dopo due anni dall’adesione, o in ogni momento se si perdono i requisiti. Cosa cambia fra capitale e rendita è il tema di fondo pensione: capitale o rendita.
A 10 anni l'ISC medio è 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP. Per categoria, fra i negoziali: 0,67% i garantiti, 0,38% i bilanciati e gli azionari. Il Dinamico di Byblos (0,36%) sta appena sotto la media degli azionari negoziali; il Garantito (0,77%) e soprattutto il Bilanciato (0,52%) stanno sopra la media della loro categoria. Tutti e tre restano sotto le medie di fondi aperti e PIP. Il confronto fondo per fondo si fa con il Comparatore dei costi della COVIP. 4
| Tipo | Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 124 2 |
|---|---|
| A chi è rivolto | Dipendenti della carta e del cartone, della cartotecnica, delle aziende grafiche ed editoriali e dei settori affini entrati con accordo 3 |
| Posizioni in essere | 34.516 (al 31/12/2025) 4 |
| Tasso di adesione | circa 17% di un bacino potenziale stimato dalla COVIP in 200.000 lavoratori (al 31/12/2025) 4 |
| Patrimonio | circa 1,11 miliardi di euro (somma dei tre comparti) (al 31/12/2025) 2 |
| Comparti | Garantito, Bilanciato, Dinamico, più il profilo Life Cycle 2 |
| Sede | Roma 2 |
Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Il contributo del datore è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.
| Lavoratori | Lavoratore | Datore di lavoro | TFR, occupati dopo il 28/04/1993 | TFR, già occupati al 28/04/1993 |
|---|---|---|---|---|
| Grafico-editoriale | 1% | 1,9% della retribuzione contrattuale annua (1,4% per i lavoratori a cui si applica l'ERC) | 100% | 2% della retribuzione, elevabile fino al 100% |
| Cartario-cartotecnico | 1% | 1,5% della normale retribuzione annua, tredicesima compresa | 100% | 2% della retribuzione, elevabile fino al 100% |
| Imprese industriali di fotolaboratori | 1% | 1,3% | 100% | 2% della retribuzione, elevabile fino al 100% |
| Aziende videofonografiche | 1% | 1,4% | 100% | 2% della retribuzione, elevabile fino al 100% |
| Settori affini entrati con accordo (comunicazione, spettacolo, emittenti e altri) | misura propria di ciascun accordo | misura propria di ciascun accordo, nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo | 100% | quota prevista dall'accordo, elevabile fino al 100% |
ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.
| Comparto | Categoria | Commissione di gestione | ISC 2 anni | ISC 5 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Garantito | garantito; azioni 4,85% del portafoglio a fine 2025 | 0,57% del patrimonio l'anno, compresi oneri amministrativi (0,075%) e depositario (0,01%) | 1,55% | 0,96% | 0,77% | 0,64% |
| Bilanciato | bilanciato; azioni 36,68% del portafoglio a fine 2025 | 0,33% del patrimonio l'anno, compresi gli investimenti alternativi diretti; per alcuni gestori, a fine mandato, una commissione di incentivo del 10% del risultato sopra il benchmark | 1,30% | 0,71% | 0,52% | 0,39% |
| Dinamico | azionario; azioni 63,24% del portafoglio a fine 2025 | 0,18% del patrimonio l'anno, più a fine mandato una commissione di incentivo del 10% del risultato sopra il benchmark | 1,14% | 0,56% | 0,36% | 0,23% |
In quale comparto o profilo sei, e da quale ingresso ci sei arrivato. Se sei entrato col TFR tacito o col solo contributo contrattuale, controlla se sei ancora nei primi 12 mesi.
I compartiQuale contratto ti si applica e quale percentuale versa l'azienda: grafico-editoriale, cartario o un accordo di settore affine hanno misure e basi diverse.
Chi versa cosaSe stai versando il tuo minimo, o solo il TFR o solo il contributo contrattuale.
Chi versa cosaQuanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.
Calcola la deducibilitàSe comparto, contributo e quota di TFR sono coerenti con gli anni che mancano alla pensione, letti insieme.
Diagnosi pensione e TFROperai, impiegati e quadri a cui si applicano i contratti della carta e del cartone, della cartotecnica, delle aziende grafiche ed editoriali, dopo il periodo di prova, con contratto a tempo indeterminato o determinato, part-time, di apprendistato. Sono destinatari anche fotolaboratori, aziende videofonografiche e altri settori della comunicazione e dello spettacolo entrati con un accordo. Restano fuori i dipendenti di aziende che avevano già un fondo o una cassa aziendale a fine 1995 (grafico-editoriale) o a maggio 1996 (cartario), con contributi almeno equivalenti.
Dipende dal settore: 1,9% nel grafico-editoriale (1,4% dove si applica l'ERC), 1,5% nel cartario-cartotecnico, percentuali proprie nei settori affini. Il contributo in percentuale arriva solo se il lavoratore versa almeno il suo minimo, di regola l'1%; il lavoratore può salire per scaglioni dello 0,5%.
Se sei stato assunto prima del 1° luglio 2026 e hai conferito il TFR in modo tacito, va nel Garantito. Se aderisci senza indicare un comparto, o in modo automatico, la posizione va nel profilo Life Cycle, che la sposta fra Dinamico, Bilanciato e Garantito con l'età. Il contributo contrattuale va nel Bilanciato.
Se passi da una cartiera a una tipografia o a una casa editrice resti in Byblos, ma le percentuali e la base di calcolo possono cambiare. Se esci da questi settori la posizione non si perde: si può trasferire a un'altra forma pensionistica in ogni momento per perdita dei requisiti. Il trasferimento costa 20 euro.
No: un fondo negoziale è riservato ai lavoratori dei contratti che lo hanno istituito o che vi hanno aderito con un accordo, e ai familiari fiscalmente a carico degli iscritti. Chi non ha un fondo di categoria può aderire a un fondo aperto o a un PIP.
Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.
I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.
A che punto sei, che distanza c’è dal tenore di vita che hai adesso, e se il fondo che hai già è quello giusto per te. Ricevi un documento scritto, non un’opinione a voce.