Fondi pensione negoziali

Byblos: come funziona il fondo pensione di carta, grafica ed editoria

Il fondo pensione negoziale di cartiere, aziende grafiche, case editrici e settori affini, letto dai documenti depositati in COVIP: chi versa cosa, dove va la posizione di chi non sceglie, i tre comparti e i loro costi.

Dati al 25 settembre 2026 Sito ufficiale di Byblos
I numeri che contano
Cosa vuol dire per te

Gli stessi numeri, in euro.

Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.

Ciò che il documento dice in una riga

Le righe che pesano, e dove stanno.

  1. Tre ingressi, tre comparti di partenza

    Il TFR conferito in modo tacito da chi è stato assunto prima del 1° luglio 2026 va nel Garantito. Il contributo contrattuale va nel Bilanciato. Chi aderisce esplicitamente senza scegliere, o in modo automatico, va nel Life Cycle, che sposta la posizione per età: tutto Dinamico fino ai 45 anni, tutto Garantito dai 66.

    Come funziona il silenzio-assenso
  2. Il primo anno per cambiare non costa

    Chi è entrato col TFR tacito o col solo contributo contrattuale può spostare la posizione dal comparto di partenza a un altro, senza spese, nei primi 12 mesi, anche prima del periodo minimo di permanenza. Dopo valgono le regole ordinarie del fondo.

    I comparti e i costi
  3. Il contributo contrattuale non è l'adesione piena

    Alcuni accordi prevedono un contributo dell'azienda in cifra fissa che arriva anche senza adesione piena: nel cineaudiovisivo, per esempio, 5 euro al mese. Il contributo in percentuale della retribuzione, invece, arriva solo a chi versa almeno il proprio minimo.

    Chi versa cosa
  4. Il 2% di TFR per chi lavorava prima del 1993

    Chi era già occupato al 28 aprile 1993 può conferire una quota minima di TFR, pari al 2% della retribuzione nei settori principali, e sceglierne una superiore fino all'intero flusso. La differenza fra le due scelte, su molti anni, è ampia.

    TFR in azienda o nel fondo

Una cartiera, una tipografia, una casa editrice: tre mestieri diversi, un solo fondo pensione di categoria. Si chiama Byblos, e negli anni ha accolto anche fotolaboratori, aziende videofonografiche, emittenti, teatri e altri settori della comunicazione e dello spettacolo, ognuno con il suo accordo.

Condividere il fondo non significa avere le stesse regole. Prima di leggere comparti e costi va trovato il proprio contratto, perché da lì dipendono quanto versa l’azienda e su quale base. Byblos è un fondo negoziale, istituito con l’accordo del 22 settembre 1998 fra le associazioni delle imprese grafiche, editoriali e cartarie e i sindacati di categoria, vigilato dalla COVIP, con sede a Roma.

Cosa alimenta la posizione

Byblos lavora a contribuzione definita: la pensione complementare dipende da quanto si versa e da come rendono i comparti, senza una cifra promessa in partenza. La posizione si alimenta con il contributo del lavoratore, quello dell’azienda e il TFR che matura dopo l’adesione; il documento precisa che anche con l’adesione automatica la posizione riceve tutti e tre i flussi.

Il contributo dell’azienda in percentuale, però, spetta solo a chi versa almeno il minimo a proprio carico. È denaro che un fondo aperto di solito non ha, e pesa nel confronto fra fondo pensione di categoria o aperto.

Chi può aderire e quanto si versa

Possono aderire operai, impiegati e quadri a cui si applicano i contratti del settore, superato il periodo di prova, con qualunque contratto di lavoro dipendente, compresi part-time e apprendistato; in alcuni casi anche lavoratori intermittenti e collaboratori, se il contratto di settore li comprende. Restano fuori i dipendenti di aziende che avevano già un fondo o una cassa aziendale a fine 1995 nel grafico-editoriale o a maggio 1996 nel cartario, con contributi almeno pari.

Le misure cambiano da settore a settore e la tabella «Chi versa cosa» riporta quelle dei quattro principali. Cambia anche la base: retribuzione contrattuale annua nel grafico-editoriale, normale retribuzione annua con la tredicesima nel cartario-cartotecnico. Il lavoratore può aumentare la sua quota per scaglioni dello 0,5%, con effetto dal mese successivo alla richiesta. I versamenti sono trimestrali.

Chi sta ancora decidendo dove mettere il TFR trova il confronto, con tasse e contributo dell’azienda, in TFR in azienda o nel fondo pensione.

I tre comparti e il Life Cycle

Garantito, Bilanciato e Dinamico. Il Garantito ha come obiettivo prima di tutto il rispetto della garanzia: alla scadenza della convenzione, il 30 giugno 2030, o prima in caso di pensione, decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi, alcune anticipazioni e RITA, restituisce almeno i contributi rilevati al 30 giugno 2020 più i conferimenti netti successivi. Il Bilanciato ha un orizzonte fra i dieci e i quindici anni dalla pensione, il Dinamico oltre i quindici; il Dinamico è anche l’unico dei tre che il fondo classifica come comparto che promuove caratteristiche ambientali o sociali.

Il Life Cycle combina i tre comparti in base all’età e si muove da solo: tutto nel Dinamico fino ai 45 anni, passaggi graduali verso il Bilanciato fino ai 52, tutto nel Bilanciato fino ai 60, poi gradualmente verso il Garantito, che dai 66 anni raccoglie l’intera posizione. È il profilo di chi non sceglie, salvo il TFR tacito delle adesioni precedenti al luglio 2026 e il contributo contrattuale. Il questionario di autovalutazione, in fase di adesione, aiuta a orientarsi.

Quando e come si esce

Alla pensione la posizione diventa rendita oppure, fino alla metà, capitale; dal 1° luglio 2026 il fondo prevede anche rendita a durata definita e prelievi liberamente determinabili, e l’erogazione frazionata del montante con decorrenza rinviata al 31 ottobre 2026. Prima della pensione esistono le anticipazioni (fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento, dopo otto anni fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per altre esigenze), il riscatto nei casi dello statuto e la RITA.

La posizione si trasferisce a un’altra forma pensionistica dopo due anni dall’adesione, o in ogni momento se si perdono i requisiti. Cosa cambia fra capitale e rendita è il tema di fondo pensione: capitale o rendita.

Rispetto agli altri

A 10 anni l'ISC medio è 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP. Per categoria, fra i negoziali: 0,67% i garantiti, 0,38% i bilanciati e gli azionari. Il Dinamico di Byblos (0,36%) sta appena sotto la media degli azionari negoziali; il Garantito (0,77%) e soprattutto il Bilanciato (0,52%) stanno sopra la media della loro categoria. Tutti e tre restano sotto le medie di fondi aperti e PIP. Il confronto fondo per fondo si fa con il Comparatore dei costi della COVIP. 4

Per verificare

I dati completi di Byblos, dai documenti depositati.

Byblos in una scheda

Tipo Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 124 2
A chi è rivolto Dipendenti della carta e del cartone, della cartotecnica, delle aziende grafiche ed editoriali e dei settori affini entrati con accordo 3
Posizioni in essere 34.516 (al 31/12/2025) 4
Tasso di adesione circa 17% di un bacino potenziale stimato dalla COVIP in 200.000 lavoratori (al 31/12/2025) 4
Patrimonio circa 1,11 miliardi di euro (somma dei tre comparti) (al 31/12/2025) 2
Comparti Garantito, Bilanciato, Dinamico, più il profilo Life Cycle 2
Sede Roma 2

Chi versa cosa

Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Il contributo del datore è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.

LavoratoriLavoratoreDatore di lavoroTFR, occupati dopo il 28/04/1993TFR, già occupati al 28/04/1993
Grafico-editoriale 1% 1,9% della retribuzione contrattuale annua (1,4% per i lavoratori a cui si applica l'ERC) 100% 2% della retribuzione, elevabile fino al 100%
Cartario-cartotecnico 1% 1,5% della normale retribuzione annua, tredicesima compresa 100% 2% della retribuzione, elevabile fino al 100%
Imprese industriali di fotolaboratori 1% 1,3% 100% 2% della retribuzione, elevabile fino al 100%
Aziende videofonografiche 1% 1,4% 100% 2% della retribuzione, elevabile fino al 100%
Settori affini entrati con accordo (comunicazione, spettacolo, emittenti e altri) misura propria di ciascun accordo misura propria di ciascun accordo, nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo 100% quota prevista dall'accordo, elevabile fino al 100%

I comparti e cosa costano

ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.

Comparto Categoria Commissione di gestione ISC 2 anni ISC 5 anni ISC 10 anni ISC 35 anni
Garantito garantito; azioni 4,85% del portafoglio a fine 2025 0,57% del patrimonio l'anno, compresi oneri amministrativi (0,075%) e depositario (0,01%) 1,55% 0,96% 0,77% 0,64%
Bilanciato bilanciato; azioni 36,68% del portafoglio a fine 2025 0,33% del patrimonio l'anno, compresi gli investimenti alternativi diretti; per alcuni gestori, a fine mandato, una commissione di incentivo del 10% del risultato sopra il benchmark 1,30% 0,71% 0,52% 0,39%
Dinamico azionario; azioni 63,24% del portafoglio a fine 2025 0,18% del patrimonio l'anno, più a fine mandato una commissione di incentivo del 10% del risultato sopra il benchmark 1,14% 0,56% 0,36% 0,23%
All'adesione
5,16 euro una tantum, trattenuti con il primo versamento (5,16 euro anche per i familiari a carico) 1
Ogni anno
22,50 euro l'anno, prelevati dal primo versamento utile o, senza versamenti, dalla posizione; chi ha il solo contributo contrattuale non li paga il primo anno 1
Cosa guardare nella tua posizione

Cinque cose da controllare sulla tua posizione.

  1. In quale comparto o profilo sei, e da quale ingresso ci sei arrivato. Se sei entrato col TFR tacito o col solo contributo contrattuale, controlla se sei ancora nei primi 12 mesi.

    I comparti
  2. Quale contratto ti si applica e quale percentuale versa l'azienda: grafico-editoriale, cartario o un accordo di settore affine hanno misure e basi diverse.

    Chi versa cosa
  3. Se stai versando il tuo minimo, o solo il TFR o solo il contributo contrattuale.

    Chi versa cosa
  4. Quanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.

    Calcola la deducibilità
  5. Se comparto, contributo e quota di TFR sono coerenti con gli anni che mancano alla pensione, letti insieme.

    Diagnosi pensione e TFR
Per capire il meccanismo

Le domande che vengono prima del nome del fondo.

Domande frequenti

Le risposte su Byblos

Chi può iscriversi a Byblos?

Operai, impiegati e quadri a cui si applicano i contratti della carta e del cartone, della cartotecnica, delle aziende grafiche ed editoriali, dopo il periodo di prova, con contratto a tempo indeterminato o determinato, part-time, di apprendistato. Sono destinatari anche fotolaboratori, aziende videofonografiche e altri settori della comunicazione e dello spettacolo entrati con un accordo. Restano fuori i dipendenti di aziende che avevano già un fondo o una cassa aziendale a fine 1995 (grafico-editoriale) o a maggio 1996 (cartario), con contributi almeno equivalenti.

Quanto versa l'azienda a Byblos?

Dipende dal settore: 1,9% nel grafico-editoriale (1,4% dove si applica l'ERC), 1,5% nel cartario-cartotecnico, percentuali proprie nei settori affini. Il contributo in percentuale arriva solo se il lavoratore versa almeno il suo minimo, di regola l'1%; il lavoratore può salire per scaglioni dello 0,5%.

Cosa succede al TFR se non scelgo il comparto?

Se sei stato assunto prima del 1° luglio 2026 e hai conferito il TFR in modo tacito, va nel Garantito. Se aderisci senza indicare un comparto, o in modo automatico, la posizione va nel profilo Life Cycle, che la sposta fra Dinamico, Bilanciato e Garantito con l'età. Il contributo contrattuale va nel Bilanciato.

Cosa succede alla mia posizione se cambio lavoro?

Se passi da una cartiera a una tipografia o a una casa editrice resti in Byblos, ma le percentuali e la base di calcolo possono cambiare. Se esci da questi settori la posizione non si perde: si può trasferire a un'altra forma pensionistica in ogni momento per perdita dei requisiti. Il trasferimento costa 20 euro.

Posso aderire a Byblos se lavoro in un altro settore?

No: un fondo negoziale è riservato ai lavoratori dei contratti che lo hanno istituito o che vi hanno aderito con un accordo, e ai familiari fiscalmente a carico degli iscritti. Chi non ha un fondo di categoria può aderire a un fondo aperto o a un PIP.

Da dove vengono i numeri

  1. Nota informativa Byblos, Parte I, scheda «I costi», in vigore dal 01/06/2026 (nota depositata in COVIP il 30/03/2026), del 01 giugno 2026.
  2. Nota informativa Byblos, Parte I, scheda «Presentazione», in vigore dal 31/07/2026, del 31 luglio 2026.
  3. Nota informativa Byblos, Parte I, scheda «I destinatari e i contributi», in vigore dal 25/09/2026, del 25 settembre 2026.
  4. COVIP, Relazione annuale sul 2025, tavole statistiche: dati per singolo fondo negoziale (Tav. a.17) e ISC medi per tipo di forma e di comparto (Tav. 1.47 e 1.49), dati di fine 2025, del 31 dicembre 2025.

Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.

I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.

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