Fondi pensione negoziali

Fondo Arco: come funziona il fondo pensione di legno, arredo, laterizi e lapidei

Il fondo pensione negoziale di legno, arredamento, laterizi, manufatti in cemento, lapidei e maniglie, letto dai documenti depositati in COVIP: quanto versa l'azienda contratto per contratto, l'adesione contrattuale del legno arredo, i tre comparti e cosa costano.

Dati al 19 ottobre 2026 Sito ufficiale di Arco
I numeri che contano
Cosa vuol dire per te

Gli stessi numeri, in euro.

Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.

Ciò che il documento dice in una riga

Le righe che pesano, e dove stanno.

  1. Iscritto non vuol dire alimentato

    Nel legno arredo il contributo contrattuale apre la posizione senza che il lavoratore firmi nulla. A fine 2025, delle 56.435 posizioni nate così, 53.199 non ricevevano versamenti. L'estratto conto dice se la tua è una di queste.

    Chi versa cosa
  2. Il primo versamento contrattuale va nel Garantito

    Per chi non era già iscritto, il contributo contrattuale entra nel Garantito, che è anche il comparto del TFR tacito. Chi aderisce col modulo senza indicare un comparto finisce invece nel Bilanciato Prudente. Dal 2 novembre 2026 la scelta di default diventa il profilo life cycle.

    I comparti e i costi
  3. Cambiare comparto costa 15 euro

    Ogni riallocazione della posizione, o del flusso dei contributi, costa 15 euro una tantum. Il life cycle sposta la posizione da solo con l'età, e resta sempre possibile non accettare il passaggio e uscire dal percorso.

    I comparti e i costi
  4. Nei lapidei il contributo dell'azienda sale ogni anno

    Nel contratto dei lapidei e inerti dell'industria l'aliquota dell'azienda è il 3,00% nel 2026, il 3,10% nel 2027 e il 3,20% nel 2028. Lo stesso contratto prevede 1.000 euro di welfare in quattro rate fra il 2025 e il 2026, che il lavoratore può versare in tutto o in parte ad Arco.

    Chi versa cosa

Arco raccoglie lavoratori di filiere diverse sotto un unico fondo: il legno e l’arredamento, i boschi e le foreste, i laterizi e i manufatti in cemento, la pietra, perfino le maniglie per mobili. Nasce dai protocolli del 1997 fra Federlegno Arredo, Unionlegno, Andil, Assobeton e i sindacati Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil; la COVIP lo ha autorizzato nel 2000 e iscritto all’albo nel 2001. Ha sede a Milano.

Un fondo, però, non vuol dire una regola sola. Le aliquote cambiano con il contratto applicato in azienda, e nel legno arredo esiste un secondo modo di essere iscritti, che la maggior parte dei soci di Arco ha e che molti non conoscono.

Otto contratti, otto aliquote

Il meccanismo di base è quello di tutti i fondi negoziali. Il lavoratore versa un minimo, fra l’1,3% e l’1,5% secondo il contratto, e l’azienda aggiunge la sua quota, che va dall’1,7% dei laterizi PMI al 3,00% dei lapidei dell’industria. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 28 aprile 1993 versa tutto il TFR che matura; chi era già occupato ne versa il 30% nel legno e il 40% negli altri contratti, e può alzarlo fino al 100%.

Sulla base di calcolo i contratti non dicono tutti la stessa cosa. Per la maggior parte è la retribuzione utile per il TFR; per laterizi e lapidei delle PMI e per le maniglie sono solo alcune voci della busta paga, come minimo tabellare, contingenza ed EDR. A parità di percentuale, quindi, la cifra cambia.

Per chi sta ancora decidendo dove mettere il TFR, il conto fra azienda e fondo è in TFR in azienda o nel fondo pensione.

Iscritti dal contratto

Con i rinnovi del 2020 (industria) e del 2021 (PMI), il contratto del legno arredo ha introdotto un contributo pagato solo dall’azienda, che iscrive il lavoratore ad Arco senza moduli. La nota informativa ne indica la fonte ma non l’importo, che sta nel contratto. Chi riceve solo questo contributo paga una quota associativa ridotta, 6 euro l’anno, e può passare in ogni momento all’adesione piena, con il proprio contributo, quello percentuale dell’azienda e il TFR.

I numeri della COVIP dicono quanto pesa: a fine 2025 su 84.749 posizioni, 56.435 erano nate così, e 53.199 non ricevevano versamenti. Il confronto con un fondo aperto, dove il contributo dell’azienda di regola manca, sta in fondo pensione di categoria o aperto.

Tre comparti e un percorso per età

Il comparto Garantito restituisce almeno i contributi versati, al netto delle spese dirette e di anticipazioni e riscatti, quando si va in pensione, in caso di decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi, RITA e anticipazione per spese sanitarie. A fine 2025 aveva il 4,62% in azioni e la nota gli assegna un orizzonte breve, fino a cinque anni dalla pensione.

Bilanciato Prudente e Bilanciato Dinamico hanno lo stesso orizzonte nel documento, fra dieci e quindici anni dalla pensione, ma una dose di azioni molto diversa: 32,16% il Prudente, 53,73% il Dinamico. Dal 2 novembre 2026 il fondo aggiunge il profilo life cycle: Dinamico fino a 50 anni, poi passaggi graduali verso il Prudente, che tiene tutta la posizione dai 56 ai 61 anni, e infine verso il Garantito, che la tiene per intero dai 67. Fino a quella data, le adesioni automatiche vanno nel Dinamico fino a 50 anni e nel Prudente oltre.

Prestazioni e trasferimento

Arrivati alla pensione si sceglie fra rendita e capitale, fino al 50% o per intero nei casi previsti dalla legge; dal luglio 2026 ci sono anche la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili. Prima esistono le anticipazioni (fino al 75% per spese mediche in ogni momento e per la prima casa dopo otto anni, fino al 30% per altre esigenze), il riscatto e la RITA. La posizione si trasferisce a un altro fondo dopo due anni, o in ogni momento se si perdono i requisiti. Cosa cambia fra prendere il capitale e prendere la rendita è il tema di fondo pensione: capitale o rendita.

Rispetto agli altri

Con l'ISC a 10 anni e le medie della COVIP di fine 2025, il Garantito di Arco (0,42%) sta sotto la media dei comparti garantiti dei fondi negoziali (0,67%). I due bilanciati stanno invece sopra la media dei bilanciati negoziali (0,38%): il Dinamico a 0,45%, il Prudente a 0,49%. Tutti e tre restano molto sotto fondi aperti e PIP della stessa categoria, fra l'1,19% e il 2,14%. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP. 4

Per verificare

I dati completi di Arco, dai documenti depositati.

Arco in una scheda

Tipo Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 106, iscritto il 14/03/2001 5
A chi è rivolto Dipendenti di legno, arredamento, boschivi e forestali, laterizi e manufatti in cemento, lapidei e maniglie 3
Posizioni 84.749, di cui 56.435 aperte con l'adesione contrattuale (al 31/12/2025) 4
Posizioni contrattuali non alimentate 53.199 (al 31/12/2025) 4
Tasso di adesione 36,5% di un bacino stimato dal fondo in 232.050 lavoratori (al 31/12/2025) 4
Patrimonio circa 918,7 milioni di euro (somma dei tre comparti) (al 31/12/2025) 1
Comparti Garantito, Bilanciato Prudente, Bilanciato Dinamico; profilo life cycle dal 2 novembre 2026 6
Sede Milano 5

Chi versa cosa

Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Per alcuni contratti il datore versa un contributo contrattuale anche se il lavoratore non versa nulla di suo; il contributo in percentuale, invece, è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.

LavoratoriLavoratoreDatore di lavoroTFR, occupati dopo il 28/04/1993TFR, già occupati al 28/04/1993
Legno e arredamento, industria e PMI Unital-Confapi 1,3% della retribuzione utile per il TFR 2,3% 100% 30%, elevabile al 100%
Legno e arredamento, solo contributo contrattuale nessuno contributo contrattuale fissato dal contratto (importo non riportato nella nota informativa) non versato, salvo scelta non versato, salvo scelta
Legno, mobili e arredamento PMI Confimi 1,3% 1,8% 100% 30%, elevabile al 100%
Laterizi e manufatti in cemento, industria 1,5% 1,9% 100% 40%, elevabile al 100%
Laterizi e manufatti in cemento, PMI 1,5% di minimo tabellare, contingenza ed EDR 1,7% 100% 40%, elevabile al 100%
Lapidei e inerti, industria 1,3% 3,00% nel 2026, 3,10% nel 2027, 3,20% nel 2028 100% 40%, elevabile al 100%
Lapidei, PMI 1,4% di minimo tabellare, contingenza ed EDR 2,1% 100% 40%, elevabile al 100%
Maniglie 1,3% 2,5% 100% 40%, elevabile al 100%

I comparti e cosa costano

ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.

Comparto Categoria Commissione di gestione ISC 2 anni ISC 5 anni ISC 10 anni ISC 35 anni
Garantito garantito 0,22% del patrimonio l'anno, di cui 0,17% di commissioni finanziarie, 0,02% per il depositario e 0,03% di spese amministrative 1,30% 0,63% 0,42% 0,28%
Bilanciato Prudente bilanciato 0,29% del patrimonio l'anno, di cui 0,24% di commissioni finanziarie, 0,02% per il depositario e 0,03% di spese amministrative 1,37% 0,71% 0,49% 0,35%
Bilanciato Dinamico bilanciato 0,25% del patrimonio l'anno, di cui 0,20% di commissioni finanziarie, 0,02% per il depositario e 0,03% di spese amministrative 1,33% 0,66% 0,45% 0,31%
All'adesione
10,33 euro una tantum, solo per chi aderisce con la contribuzione ordinaria; non la pagano gli iscritti taciti né i contrattuali che attivano l'adesione piena 2
Ogni anno
24 euro l'anno; 6 euro per chi riceve solo il contributo contrattuale; 14 euro per chi fa solo versamenti volontari, per i familiari a carico e per chi è in RITA 2
Cosa guardare nella tua posizione

Cinque cose da controllare sulla tua posizione.

  1. Se la tua posizione riceve qualcosa oltre al contributo contrattuale. Lo dice l'estratto conto: senza il tuo contributo, il 2,3% dell'azienda non arriva.

    Chi versa cosa
  2. Quale contratto ti applica l'azienda. Nel fondo convivono otto tabelle di aliquote, e la busta paga dice quale vale per te.

    Chi versa cosa
  3. In quale comparto sei, se non hai mai scelto: Garantito per TFR tacito e contributo contrattuale, Bilanciato Prudente per chi ha aderito senza indicarlo.

    I comparti e i costi
  4. Quanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.

    Calcola la deducibilità
  5. Se comparto, contributo e quota di TFR sono coerenti con gli anni che ti mancano alla pensione, letti insieme.

    Diagnosi pensione e TFR
Per capire il meccanismo

Le domande che vengono prima del nome del fondo.

Domande frequenti

Le risposte su Arco

Chi può iscriversi al fondo Arco?

I dipendenti che hanno superato il periodo di prova e a cui si applica uno dei contratti del fondo: legno, sughero, mobile, arredamento e boschivi/forestali, laterizi e manufatti in cemento, lapidei, maniglie, sia dell'industria sia della piccola e media impresa. Possono aderire anche i dipendenti delle organizzazioni firmatarie e i familiari fiscalmente a carico.

Cos'è l'adesione contrattuale di Arco?

Con i rinnovi del 2020 e del 2021 i contratti del legno arredo, industria e PMI, prevedono un contributo a carico della sola azienda, che iscrive il lavoratore al fondo senza modulo. L'iscrizione si può trasformare in qualsiasi momento in adesione piena, con il modulo di attivazione della contribuzione: da lì arrivano anche il contributo percentuale dell'azienda e, se lo si sceglie, il TFR.

Quanto versa l'azienda ad Arco?

Dipende dal contratto: dall'1,7% dei laterizi PMI al 3,00% dei lapidei dell'industria nel 2026, con il 2,3% nel legno e arredamento. Le percentuali valgono se il lavoratore versa almeno il suo minimo, fra l'1,3% e l'1,5%; sono tutte nella tabella «Chi versa cosa».

Quali sono i comparti di Arco?

Tre: Garantito, con la restituzione dei contributi versati al pensionamento e in alcuni eventi; Bilanciato Prudente e Bilanciato Dinamico, entrambi bilanciati per la COVIP, con circa il 32% e il 54% in azioni a fine 2025. Dal 2 novembre 2026 il fondo offre anche un profilo life cycle, che passa dal Dinamico al Prudente e poi al Garantito con l'età.

Quanto costa Arco?

10,33 euro all'adesione per chi aderisce con la contribuzione ordinaria, 24 euro l'anno di quota associativa (6 per chi riceve solo il contributo contrattuale) e commissioni fra lo 0,22% e lo 0,29% del patrimonio l'anno. Hanno un costo anche alcune operazioni: 15 euro il cambio di comparto, 20 euro il trasferimento, 25 euro l'anticipazione.

Da dove vengono i numeri

  1. Nota informativa Arco, Parte I, scheda «Presentazione», depositata in COVIP il 30/06/2026, del 30 giugno 2026.
  2. Nota informativa Arco, Parte I, scheda «I costi», depositata in COVIP il 27/03/2026, del 27 marzo 2026.
  3. Nota informativa Arco, Parte I, scheda «I destinatari e i contributi», depositata in COVIP il 30/06/2026, del 30 giugno 2026.
  4. COVIP, Relazione annuale sul 2025, tavole statistiche: adesioni contrattuali per fondo (Tav. a.12), dati per singolo fondo negoziale (Tav. a.17), ISC medi per tipo di forma e di comparto (Tav. 1.47 e 1.49), dati di fine 2025, del 31 dicembre 2025.
  5. Albo COVIP, scheda del fondo n. 106, consultata il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.
  6. Supplemento alla Nota informativa Arco (nuove prestazioni, profilo life cycle e comparti delle adesioni automatiche), depositato in COVIP il 30/07/2026, del 30 luglio 2026.

Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.

I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.

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