Il fondo pensione negoziale di chi lavora nell'industria alimentare e nei settori affini, letto dai documenti depositati in COVIP: cosa versa l'azienda, dove finisce chi non sceglie e cosa costano i tre comparti.
Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
Con una retribuzione utile per il TFR di 25.000 euro l'anno, l'1,50% sono 375 euro l'anno che l'azienda versa sulla tua posizione, a condizione che tu versi il tuo 1%, cioè 250 euro. In 35 anni, senza contare i rendimenti, il contributo dell'azienda fa 13.125 euro.
Conto di questa scheda: retribuzione utile per il TFR di 25.000 euro l'anno, contratto dell'industria alimentare. Nel contoterzismo in agricoltura l'azienda versa l'1%, cioè 250 euro sulla stessa retribuzione.
Con le ipotesi COVIP, una posizione nel Garantito (ISC a 35 anni 0,59%) arriva a circa 163.800 euro; nel Dinamico (0,33%) a circa 172.400; nel Bilanciato (0,28%) a circa 174.100. Fra Garantito e Bilanciato la differenza è di circa 10.300 euro, il 6% del montante, e viene tutta dai costi: l'ipotesi di rendimento è la stessa per i tre comparti.
Conto di questa scheda, non del fondo: 2.500 euro l'anno per 35 anni, 4% lordo l'anno, versamento a fine anno, cioè le ipotesi con cui COVIP fa calcolare l'ISC. Non è una previsione: i rendimenti veri sono diversi da comparto a comparto e il Garantito ha una garanzia che gli altri due non hanno.
Consideriamo una posizione di 10.000 euro. Con l'ISC a 10 anni del Bilanciato (0,40%) il costo è di circa 40 euro l'anno, con quello del Garantito (0,71%) di circa 71. La differenza è di circa 31 euro l'anno, per ogni anno di permanenza. 1
Semplificazione di questa scheda: l'ISC è una stima su ipotesi fisse, non la commissione effettivamente addebitata. Il costo più alto del Garantito va letto insieme alla garanzia che offre.
Il TFR conferito in modo tacito va nel Garantito, il comparto con l'ISC a 10 anni più alto dei tre. Chi aderisce compilando il modulo senza indicare un comparto va invece nel Bilanciato. Sono due ingressi diversi per due modi diversi di non scegliere.
Dal 1° luglio 2026 chi aderisce in modo automatico è assegnato per età: Dinamico sotto i 50 anni, Bilanciato fra i 51 e i 60, Garantito oltre i 61. Il fondo la descrive come una fase di adeguamento: quando adotterà il percorso life cycle chiesto dalla COVIP, le adesioni automatiche passate e future verranno spostate lì, con una comunicazione.
Chi lavorava già prima del 29 aprile 1993 può conferire una quota ridotta di TFR, il 28,94%. Il numero sembra alto, ma corrisponde al 2% della retribuzione su cui si calcola il TFR. Si può scegliere di versarne di più, fino all'intero flusso.
Il contributo dell'azienda spetta solo a chi versa almeno il minimo a proprio carico. Chi conferisce il solo TFR resta iscritto ma senza quel flusso, che è la differenza principale fra il fondo di categoria e un fondo aperto.
Pasta, latte, dolci, bevande, olio, pane: chi lavora in queste industrie ha un fondo pensione di categoria, Alifond. A fine 2025 meno di un lavoratore su quattro, fra quelli che potrebbero aderire, risultava iscritto.
Per capire cosa si lascia fuori restando fuori servono due informazioni: quanto versa l’azienda a chi aderisce, e dove finisce la posizione di chi non sceglie. Alifond è un fondo negoziale, nato dall’accordo del 17 aprile 1998 fra le associazioni dell’industria alimentare e i sindacati di categoria, vigilato dalla COVIP, con sede a Roma.
Alifond lavora a contribuzione definita: la pensione complementare dipende da quanto si versa e da come rendono i comparti, senza una cifra promessa in partenza. La posizione si alimenta con il contributo del lavoratore, quello dell’azienda e il TFR che matura dopo l’adesione.
Il contributo dell’azienda spetta solo a chi versa almeno il minimo a proprio carico. È denaro che arriva soltanto aderendo al fondo di categoria, e va messo nel conto quando si confrontano le alternative, come spiega fondo pensione di categoria o aperto.
Possono aderire i dipendenti a cui si applicano i contratti dell’industria alimentare, olearia e margariniera, dei sottoprodotti della macellazione, del contoterzismo in agricoltura e della panificazione, una volta superato il periodo di prova. Valgono i contratti a tempo indeterminato, anche part-time, l’apprendistato e i contratti a termine di almeno 60 giorni nell’anno presso la stessa azienda. I lavoratori delle centrali del latte pubbliche e della lavorazione del tabacco possono entrare solo dopo un accordo di settore.
A differenza di altri fondi, qui la contribuzione è una sola per quasi tutti: le misure stanno nella tabella «Chi versa cosa» e si calcolano sulla retribuzione utile per il TFR. Il lavoratore può versare più del minimo, comunicandolo all’azienda. I versamenti sono mensili, con la quota del lavoratore trattenuta in busta paga.
Chi lavorava già prima del 29 aprile 1993 può conferire una quota ridotta di TFR, e alzarla fino all’intero flusso. Se il dubbio è a monte, cioè se versare il TFR al fondo o lasciarlo in azienda, il ragionamento completo sta in TFR in azienda o nel fondo pensione.
Garantito, Bilanciato e Dinamico. Il Garantito punta a rendimenti pari o superiori a quelli del TFR e, nella fase di accumulo, restituisce almeno il valore della posizione all’avvio della convenzione più i contributi netti versati dopo: alla scadenza della convenzione o prima, in caso di pensione, decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi e alcune anticipazioni. Il Bilanciato ha un orizzonte fra i cinque e i dieci anni dalla pensione, il Dinamico fra i dieci e i quindici: due orizzonti più brevi di quelli che altri fondi danno a comparti simili, ed è un dettaglio che vale la pena leggere.
Le regole di assegnazione sono tre, a seconda di come si entra, e sono la parte del documento che conta di più per chi non ha mai scelto: la riassume la tabella delle righe che pesano. In fase di adesione il fondo propone un questionario di autovalutazione per orientare la scelta.
Alla pensione la posizione diventa rendita vitalizia oppure, fino alla metà, capitale; dal 1° luglio 2026 anche rendita a durata definita o prelievi liberamente determinabili. Prima si può chiedere un’anticipazione: fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento, e dopo otto anni fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per altre esigenze. Ci sono poi il riscatto, nei casi dello statuto, e la RITA.
La posizione si trasferisce a un’altra forma pensionistica dopo due anni, o in ogni momento se si perdono i requisiti, e il trasferimento non ha spese. Per scegliere la forma in cui riceverla serve fondo pensione: capitale o rendita.
A 10 anni l'ISC medio è 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP. Per categoria, fra i negoziali: 0,67% i garantiti, 0,38% i bilanciati e gli azionari. Il Garantito di Alifond (0,71%) e il Bilanciato (0,40%) stanno poco sopra la media dei negoziali della loro categoria, il Dinamico (0,45%) un po' più sopra; tutti e tre restano sotto le medie di fondi aperti e PIP della stessa categoria. Il confronto fondo per fondo si fa con il Comparatore dei costi della COVIP. 4
| Tipo | Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 89 2 |
|---|---|
| A chi è rivolto | Dipendenti dell'industria alimentare, olearia e margariniera, dei sottoprodotti della macellazione, del contoterzismo in agricoltura e della panificazione 3 |
| Posizioni in essere | 55.850 (al 31/12/2025) 4 |
| Tasso di adesione | circa 22,5% di un bacino potenziale stimato dalla COVIP in 248.000 lavoratori (al 31/12/2025) 4 |
| Patrimonio | circa 2,17 miliardi di euro (somma dei tre comparti) (al 31/12/2025) 2 |
| Comparti | Garantito, Bilanciato, Dinamico 2 |
| Sede | Roma 2 |
Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Il contributo del datore è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.
| Lavoratori | Lavoratore | Datore di lavoro | TFR, occupati dopo il 28/04/1993 | TFR, già occupati al 28/04/1993 |
|---|---|---|---|---|
| Industria alimentare e settori affini | 1% della retribuzione utile per il TFR | 1,50% | 100% | 28,94% (pari al 2% della retribuzione base del TFR), elevabile fino al 100% |
| Contoterzismo in agricoltura | 1% | 1% | 100% | 28,94%, elevabile fino al 100% |
ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.
| Comparto | Categoria | Commissione di gestione | ISC 2 anni | ISC 5 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Garantito | garantito; azioni 5,04% del portafoglio a fine 2025 | 0,52% del patrimonio l'anno (0,50% gestione finanziaria, 0,02% depositario) | 1,20% | 0,87% | 0,71% | 0,59% |
| Bilanciato | bilanciato; azioni 39,46% del portafoglio a fine 2025 | 0,22% del patrimonio l'anno (0,20% gestione finanziaria, 0,02% depositario), comprese le commissioni dei fondi di investimento alternativi | 0,89% | 0,55% | 0,40% | 0,28% |
| Dinamico | azionario; azioni 60,38% del portafoglio a fine 2025 | 0,27% del patrimonio l'anno (0,25% gestione finanziaria, 0,02% depositario), comprese le commissioni dei fondi di investimento alternativi | 0,94% | 0,61% | 0,45% | 0,33% |
In quale comparto sei, e da quale ingresso ci sei arrivato: TFR tacito, modulo senza scelta o adesione automatica portano in comparti diversi.
I tre compartiSe l'azienda sta versando il suo 1,50%. Si legge nell'estratto conto del fondo; se manca, la prima cosa da verificare è il tuo 1%.
Chi versa cosaQuanto TFR stai conferendo, se lavoravi già prima del 29 aprile 1993: la quota minima o di più.
TFR in azienda o nel fondoQuanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.
Calcola la deducibilitàSe comparto, contributo e quota di TFR sono coerenti con gli anni che mancano alla pensione, letti insieme.
Diagnosi pensione e TFRI dipendenti a cui si applicano i contratti dell'industria alimentare, dell'industria olearia e margariniera, dei sottoprodotti della macellazione, del contoterzismo in agricoltura e della panificazione, dopo il periodo di prova: a tempo indeterminato, part-time, apprendisti, e a tempo determinato per almeno 60 giorni nell'anno presso la stessa azienda. Altri settori affini possono entrare con un accordo specifico.
L'1,50% della retribuzione utile per il TFR, l'1% nel contoterzismo in agricoltura, a condizione che il lavoratore versi almeno l'1%. Il lavoratore può versare di più, comunicandolo all'azienda.
Dipende da come si entra. Il TFR conferito in modo tacito va nel Garantito; chi compila il modulo senza indicare un comparto va nel Bilanciato; chi aderisce in modo automatico dal 1° luglio 2026 è assegnato per età, in attesa che il fondo adotti un percorso life cycle. Il comparto si può cambiare in seguito.
Se resti nei contratti coperti da Alifond, la posizione resta lì e il nuovo datore riprende a versare. Se esci dal settore la posizione non si perde: si può trasferire a un'altra forma pensionistica in ogni momento per perdita dei requisiti. Prima di decidere va verificato se il nuovo contratto prevede un contributo dell'azienda e a quali condizioni.
No: un fondo negoziale è riservato ai lavoratori dei contratti che lo hanno istituito o che vi hanno aderito, e ai familiari fiscalmente a carico degli iscritti. Chi non ha un fondo di categoria può aderire a un fondo aperto o a un PIP.
Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.
I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.
A che punto sei, che distanza c’è dal tenore di vita che hai adesso, e se il fondo che hai già è quello giusto per te. Ricevi un documento scritto, non un’opinione a voce.