Il fondo pensione negoziale della scuola, statale e privata, letto dai documenti depositati in COVIP: cosa versa lo Stato, perché il TFR dei dipendenti pubblici resta all'INPS fino alla fine del servizio, i tre comparti e cosa costa.
Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
Con 30.000 euro l'anno di retribuzione utile, l'1% a tuo carico sono 300 euro e l'1% dell'amministrazione altri 300. Da questi la quota associativa preleva il 6,5% del contributo del datore, cioè 19,50 euro l'anno. Il TFR, per un dipendente pubblico, si aggiunge alla posizione solo sulla carta fino alla cessazione del servizio. 3
Conto di questa scheda: base di 30.000 euro l'anno, aliquote minime, dipendente della scuola statale assunto dopo il 2000. La base vera è fatta di voci precise (retribuzione tabellare, indennità integrativa speciale, tredicesima, retribuzione professionale): cambia quella, cambia la cifra.
Con le ipotesi COVIP, una posizione nel Garanzia (ISC a 35 anni 0,37%) arriva a circa 171.000 euro; nel Crescita (0,26%) a circa 174.800; nel Dinamico (0,22%) a circa 176.200. Fra Garanzia e Dinamico la differenza è di circa 5.200 euro, il 3% del montante, e viene tutta dai costi: l'ipotesi di rendimento è la stessa per i tre. 2
Conto di questa scheda, non del fondo: 2.500 euro l'anno per 35 anni, 4% lordo l'anno, versamento a fine anno, le ipotesi con cui COVIP fa calcolare l'ISC. Non è una previsione: i rendimenti veri cambiano da comparto a comparto e il Garanzia ha una garanzia che gli altri due non hanno.
Per i dipendenti pubblici le quote di TFR restano all'INPS (gestione ex INPDAP), che le contabilizza e le rivaluta con il rendimento del comparto in cui sei; passano a Espero solo alla cessazione del rapporto di lavoro. Nell'estratto conto c'è una parte reale e una figurativa, e vanno lette separatamente.
Un dipendente della scuola statale può chiedere un'anticipazione dopo otto anni, solo per prima casa, spese sanitarie o congedi per la formazione, e i contributi figurativi accantonati all'INPS ne restano esclusi. Chi conta sul fondo per una spesa vicina deve guardare la sola parte versata davvero.
Per i neoassunti dal 1° gennaio 2019 l'accordo ARAN e sindacati del 16 novembre 2023 prevede l'adesione tacita: l'iscrizione decorre dal mese successivo ai nove mesi dall'informativa consegnata dal datore. Chi entra così finisce nel Garanzia, il comparto con l'ISC più alto dei tre.
Il dipendente pubblico può portare la posizione in un'altra forma pensionistica dopo tre anni di iscrizione; il privato dopo due. In ogni momento, per entrambi, se si perdono i requisiti di partecipazione.
Chi lavora nella scuola sente parlare di Espero fin dalla prima nomina, spesso dai colleghi più che dai documenti. E spesso la decisione, aderire o no, si prende senza aver capito dove finisce il TFR.
Espero è il fondo pensione negoziale della scuola. Nasce dall’accordo quadro fra ARAN e confederazioni sindacali del 29 luglio 1999, dal contratto della scuola dello stesso anno e dall’accordo istitutivo del 14 marzo 2001, ed è vigilato dalla COVIP. Raccoglie il personale della scuola statale e, con accordi successivi, quello di scuole private, paritarie e della formazione professionale. A fine 2025 era iscritto meno di un lavoratore su dieci del bacino stimato dal fondo.
Espero lavora a contribuzione definita: la pensione complementare dipende da quanto si versa e da come rendono i comparti. Fin qui come ogni fondo negoziale. La differenza sta nel TFR. Per il dipendente pubblico la quota di TFR destinata al fondo non lascia l’INPS fino alla fine del servizio: viene accantonata in modo figurativo, rivalutata con il rendimento del comparto e trasferita solo alla cessazione. Per il dipendente privato, invece, il TFR arriva al fondo ogni mese, come in qualsiasi altro fondo di categoria.
Anche la data che conta è diversa. Nel privato la linea passa per il 28 aprile 1993; nella scuola statale passa per il 1° gennaio 2001. Chi è entrato prima e sceglie il fondo destina una quota ridotta del TFR e riceve una quota aggiuntiva accantonata dall’INPS: i valori sono nella tabella «Chi versa cosa».
Il contributo minimo è l’1% a carico del lavoratore e l’1% a carico dell’amministrazione, calcolato su voci precise della retribuzione. Chi vuole può versare di più: il dipendente pubblico modifica la percentuale online su NoiPA, il privato con una richiesta al fondo e al datore. Il contributo del datore arriva solo aderendo e versando il proprio minimo, ed è la voce che un fondo aperto non offre: il confronto è in fondo pensione di categoria o aperto.
Il Garanzia restituisce almeno quanto versato al pensionamento e in alcuni casi prima (decesso, invalidità, inoccupazione, perdita dei requisiti, anticipazioni per spese sanitarie e per la casa). Il Crescita è bilanciato, il Dinamico azionario. Secondo la nota, a fine 2025 il Garanzia aveva circa il 5% in azioni, il Crescita circa il 34%, il Dinamico circa il 60%. Il Dinamico è operativo dal 1° novembre 2024, e a fine 2025 era ancora piccolo: meno di 14 milioni di patrimonio.
Il profilo Life Cycle sposta la posizione dal Dinamico verso il Garanzia al crescere dell’età, ma lo fa in due modi. Per il privato si muove l’intera posizione. Per il pubblico il profilo assegna un comparto alla parte figurativa e uno, a volte diverso, ai contributi versati davvero.
Alla pensione la posizione diventa rendita oppure, fino alla metà, capitale. Prima, il dipendente privato ha le anticipazioni e i riscatti di ogni fondo; il pubblico ha anticipazioni più strette e il riscatto della posizione. Sulla scelta fra capitale e rendita c’è fondo pensione: capitale o rendita; sul TFR, TFR in azienda o nel fondo pensione.
Nella tabella della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni e le medie rilevate dalla COVIP a fine 2025, il Garanzia (0,47%) sta sotto la media dei comparti garantiti dei fondi negoziali (0,67%), il Crescita (0,36%) sotto quella dei bilanciati (0,38%), il Dinamico (0,33%) sotto quella degli azionari (0,38%). Fondi aperti e PIP della stessa categoria stanno fra l'1,19% e il 2,62%. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è circa 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP (Relazione COVIP sul 2025, dati di stampa). 2
| Tipo | Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 145, iscritto il 18/08/2004 6 |
|---|---|
| A chi è rivolto | Personale della scuola statale e dell'AFAM; personale di scuole private, paritarie e della formazione professionale coperto da accordi 3 |
| Posizioni | 120.166 (al 31/12/2025) 4 |
| Tasso di adesione | 9,5% di un bacino stimato dal fondo in 1.266.500 lavoratori (al 31/12/2025) 4 |
| Patrimonio | circa 1,64 miliardi di euro (somma dei tre comparti) (al 31/12/2025) 1 |
| Comparti | Garanzia, Crescita, Dinamico, più il profilo Life Cycle 1 |
| Sede | Roma 6 |
Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Il contributo del datore è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.
| Lavoratori | Lavoratore | Datore di lavoro | TFR, occupati dopo il 28/04/1993 | TFR, già occupati al 28/04/1993 |
|---|---|---|---|---|
| Scuola statale, assunti dopo il 31/12/2000 o a tempo determinato | 1% | 1% | 100%, accantonato in modo figurativo presso l'INPS | 100%, accantonato in modo figurativo presso l'INPS |
| Scuola statale, assunti prima del 2001 che scelgono il fondo | 1% | 1%, più una quota dell'1,2% accantonata presso l'INPS | 28,94%, accantonato in modo figurativo presso l'INPS | 28,94%, accantonato in modo figurativo presso l'INPS |
| Dipendenti privati (scuole private, formazione professionale) | 1% | 1% | 100% | 50%, elevabile fino al 100% |
ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.
| Comparto | Categoria | Commissione di gestione | ISC 2 anni | ISC 5 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Garanzia | garantito | 0,30% di commissione di gestione più 0,02% per il depositario, sul patrimonio, l'anno | 0,96% | 0,61% | 0,47% | 0,37% |
| Crescita | bilanciato | 0,19% di commissione di gestione (comprese le commissioni massime sui fondi di investimento alternativi) più 0,02% per il depositario, l'anno | 0,85% | 0,50% | 0,36% | 0,26% |
| Dinamico | azionario | 0,16% di commissione di gestione più 0,02% per il depositario, sul patrimonio, l'anno | 0,82% | 0,46% | 0,33% | 0,22% |
Quanta parte della posizione è versata davvero e quanta è figurativa presso l'INPS. Lo dice l'estratto conto del fondo.
Chi versa cosaIn quale comparto sei. Se sei entrato col silenzio-assenso sei nel Garanzia; il cambio si chiede al fondo e il primo è gratuito.
I comparti e i costiSe sei fra gli assunti prima del 2001: quota di TFR e quota aggiuntiva seguono regole diverse da quelle dei colleghi più giovani.
Chi versa cosaQuanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.
Calcola la deducibilitàSe comparto, contributo e anni di servizio che restano sono coerenti fra loro, letti insieme.
Diagnosi pensione e TFRI dipendenti della scuola statale, compresa l'AFAM, a tempo indeterminato o a tempo determinato di almeno tre mesi continuativi, e il personale di scuole private, paritarie, della formazione professionale e delle scuole dell'infanzia FISM per cui sono stati firmati gli accordi. Possono aderire anche i familiari fiscalmente a carico degli iscritti.
Per i dipendenti pubblici il TFR destinato al fondo non viene versato mese per mese: lo accantona l'INPS, gestione ex INPDAP, che lo rivaluta con il rendimento del comparto scelto e lo trasferisce a Espero quando il rapporto di lavoro finisce. Per i dipendenti privati il TFR invece arriva al fondo ogni mese.
L'1% della retribuzione utile, se il lavoratore versa almeno il suo 1%. La base è fatta di retribuzione tabellare, indennità integrativa speciale, tredicesima e retribuzione professionale. Per chi è stato assunto prima del 2001 e sceglie il fondo si aggiunge una quota accantonata presso l'INPS.
Tre: Garanzia, Crescita (bilanciato) e Dinamico (azionario), più il profilo Life Cycle, che sposta la posizione con l'età e si costruisce in modo diverso per dipendenti pubblici e privati. Chi aderisce in modo esplicito senza indicare nulla va nel Crescita; chi entra col silenzio-assenso va nel Garanzia.
All'adesione 2,58 euro per il lavoratore, non addebitati se ci si iscrive da NoiPA, e altrettanti per il datore. Ogni anno il fondo trattiene il 6,5% del contributo del datore come quota associativa, oltre alle commissioni dei comparti. Anticipazioni e trasferimenti costano 5,50 euro, il riscatto 10,50; il primo cambio di comparto è gratuito.
Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.
I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.
A che punto sei, che distanza c’è dal tenore di vita che hai adesso, e se il fondo che hai già è quello giusto per te. Ricevi un documento scritto, non un’opinione a voce.