Il fondo pensione negoziale dei liberi professionisti, nato per dentisti e professioni sanitarie e dal 1° ottobre 2026 con un nome nuovo, letto dai documenti depositati in COVIP: chi può aderire, perché di solito non c'è un datore che versa, tre comparti e il peso delle spese fisse.
Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
Chi versa 1.000 euro l'anno lascia 60 euro di quota associativa: il 6% di quanto versa, prima delle commissioni dei comparti. Con 3.000 euro l'anno la stessa quota vale il 2%, con 5.000 euro l'1,2%. Il primo anno si aggiungono i 26 euro di iscrizione. 1
Conto di questa scheda: quota associativa di 60 euro l'anno e spesa di adesione di 26 euro della scheda «I costi» in vigore dal 1° ottobre 2026, versamenti annui ipotetici. Le commissioni di gestione (dallo 0,21% allo 0,25% del patrimonio) si aggiungono e crescono con la posizione.
Nello Scudo l'indicatore sintetico dei costi vale 2,93% a 2 anni, 1,24% a 5, 0,71% a 10 e 0,34% a 35. È l'effetto delle spese fisse: all'inizio la posizione è piccola e 60 euro l'anno pesano molto, poi la posizione cresce e la stessa cifra pesa sempre meno. Negli altri due comparti l'andamento è lo stesso, con pochi centesimi di differenza. 1
ISC della scheda «I costi», calcolato dal fondo con il metodo COVIP: 2.500 euro l'anno di versamento, 4% di rendimento annuo ipotetico.
Per un libero professionista il contributo è tutto suo, nella misura e con la frequenza che sceglie. Il contributo del datore esiste solo dove un accordo lo prevede, come per il personale ENPAM. Chi aderisce tramite CSE e lavora anche da dipendente non riceve, per regola del fondo, il contributo del datore previsto dal suo contratto.
Se all'adesione non indichi il comparto, i contributi vanno nello Scudo, obbligazionario puro. Allo Scudo vanno anche la RITA e, al compimento dei 65 anni, la posizione e i versamenti futuri, salvo una scelta diversa.
Le commissioni vanno dallo 0,21% allo 0,25% e l'ISC a 10 anni dallo 0,71% allo 0,75%: la scelta del comparto, qui, non si fa sul costo ma sull'orizzonte e sulla quota in azioni, dal 5% dello Scudo al 78% dell'Espansione.
Anticipazioni, riscatti e cambi di comparto non hanno spese, ma il trasferimento della posizione a un'altra forma pensionistica costa 52 euro e la RITA 20 euro l'anno.
Per un dentista, un farmacista o un infermiere libero professionista la previdenza complementare segue regole proprie. Non c’è un datore di lavoro che versa, non c’è un TFR da conferire, e l’adesione è una scelta personale. FondoPro è il fondo negoziale costruito per loro dalle loro casse e dai loro ordini.
Il fondo è nato come fondo pensione dei dentisti ed è diventato poi FondoSanità, aperto agli esercenti le professioni sanitarie, su delibere di ENPAM, ENPAF, della federazione degli infermieri (oggi FNOPI) e del sindacato dei veterinari pubblici SIVeMP. Dal 1° ottobre 2026 si chiama FondoPro, Fondo Pensione Complementare a Capitalizzazione per i Professionisti. Il nome nuovo, scrive il fondo, accompagna una platea più ampia: fra le fonti istitutive possono entrare le casse di previdenza dei professionisti aderenti all’AdEPP che lo deliberano. Il numero di albo COVIP è sempre il 77, e chi era iscritto non deve fare nulla.
A fine 2025 le posizioni erano 9.478, su un bacino che il fondo stima in oltre ottocentomila professionisti: poco più di un iscritto ogni cento potenziali. Al fondo si entra solo con un’adesione esplicita.
La contribuzione la decide chi aderisce, nella misura e con la cadenza che preferisce. Il contributo del datore esiste solo per chi lavora da dipendente con un accordo che lo preveda, come il personale di ENPAM. Il punto si legge soprattutto in due righe: i vantaggi fiscali sui contributi, che per un professionista sono spesso il motivo principale per aderire, e le spese fisse, che per chi versa poco pesano più che altrove.
Il confronto fra un fondo negoziale e un fondo aperto cambia natura, quando il contributo del datore non c’è: ne parla l’articolo fondo pensione di categoria o aperto.
Tre comparti, tutti operativi dal 2000, senza garanzia. Lo Scudo è obbligazionario puro, con il 5% in azioni a fine 2025; Progressione è bilanciato, con il 33%; Espansione è azionario, con il 78%. L’orizzonte indicato dal fondo va dai cinque-dieci anni dalla pensione dello Scudo agli oltre quindici dell’Espansione. Le commissioni sono quasi uguali, quindi la differenza fra i tre sta nel rischio, non nel prezzo.
Lo Scudo ha anche un ruolo di approdo: ci finisce chi non sceglie, ci va la RITA e, salvo una scelta diversa, ci viene spostata tutta la posizione al compimento dei 65 anni. Cambiare comparto non costa nulla.
Alla pensione la posizione diventa rendita oppure, fino alla metà, capitale. Prima ci sono le anticipazioni (fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento, fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per altre esigenze dopo otto anni), la RITA, al costo di 20 euro l’anno, e il riscatto nei casi dello statuto. Dopo due anni la posizione si trasferisce a un’altra forma pensionistica, con una spesa di 52 euro. Capitale e rendita a confronto: fondo pensione: capitale o rendita.
Nel grafico della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni e le medie rilevate dalla COVIP, i tre comparti stanno sopra la media dei fondi negoziali della loro categoria: Scudo 0,71% contro 0,36% degli obbligazionari, Progressione 0,73% contro 0,38% dei bilanciati, Espansione 0,75% contro 0,38% degli azionari. Restano sotto fondi aperti e PIP, fra l'1,06% e il 2,62%. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è circa 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP (Relazione COVIP sul 2025, dati di stampa). 1
| Tipo | Fondo pensione negoziale, albo COVIP n. 77, autorizzato il 21/04/1999 e iscritto il 04/08/1999 5 |
|---|---|
| Nome precedente | FondoSanità, fino al 30 settembre 2026; in origine fondo pensione dei dentisti 2 |
| A chi è rivolto | Professionisti iscritti agli enti di previdenza che sono fonti istitutive del fondo, in particolare delle professioni sanitarie 1 |
| Posizioni | 9.478, su un bacino stimato dal fondo di 804.000 professionisti (al 31/12/2025) 3 |
| Patrimonio | circa 344 milioni di euro (somma dei tre comparti) (al 31/12/2025) 1 |
| Comparti | Scudo, Progressione, Espansione 1 |
| Sede | Roma 5 |
Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Il contributo del datore è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.
| Lavoratori | Lavoratore | Datore di lavoro | TFR, occupati dopo il 28/04/1993 | TFR, già occupati al 28/04/1993 |
|---|---|---|---|---|
| Liberi professionisti e lavoratori che aderiscono in forma individuale | misura e periodicità libere | misura libera, se il datore versa | 100%, solo per i lavoratori dipendenti | la misura minima del contratto o almeno il 50%, oppure tutto, solo per i dipendenti |
| Personale non dirigente di ENPAM e dipendenti del fondo | 1% | 3% | 1% | 1% |
| Personale dirigente di ENPAM | 1% | 6% | 1% | 1% |
ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.
| Comparto | Categoria | Commissione di gestione | ISC 2 anni | ISC 5 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Scudo | obbligazionario puro | 0,21% del patrimonio l'anno | 2,93% | 1,24% | 0,71% | 0,34% |
| Progressione | bilanciato | 0,23% del patrimonio l'anno | 2,95% | 1,26% | 0,73% | 0,36% |
| Espansione | azionario | 0,25% del patrimonio l'anno | 2,97% | 1,28% | 0,75% | 0,38% |
Se il tuo ente di previdenza è fra le fonti istitutive, o se puoi aderire tramite CSE: è il requisito per entrare.
Chi versa cosaIn quale comparto sei, se all'adesione non hai scelto: lo Scudo. E dai 65 anni, salvo scelta diversa, ci finisce tutta la posizione.
I comparti e i costiQuanto versi ogni anno, rispetto ai 60 euro di quota fissa: sotto il migliaio di euro la quota pesa per diversi punti percentuali.
I comparti e i costiQuanto deduci ogni anno dei contributi versati: per un professionista è spesso il vantaggio principale. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.
Calcola la deducibilitàSe la posizione, letta insieme alla pensione della tua cassa e agli anni che mancano, è coerente con quello che ti aspetti.
Diagnosi pensione e TFRSì. Dal 1° ottobre 2026 FondoSanità si chiama FondoPro, Fondo Pensione Complementare a Capitalizzazione per i Professionisti. Il fondo scrive che restano invariati posizione, area riservata e credenziali, IBAN, sede e organi; per i versamenti cambia solo il nome del destinatario. Il numero di albo COVIP resta il 77.
Gli iscritti agli enti che sono fonti istitutive del fondo, cioè ENPAM (compresi gli iscritti ANDI), ENPAF, FNOPI (compresi gli iscritti ENPAPI) e SIVeMP, e agli enti privati di previdenza dell'AdEPP che hanno aderito; gli iscritti CSE e CSE Sanità che esercitano professioni sanitarie e sociosanitarie; i dipendenti delle fonti istitutive; i familiari fiscalmente a carico.
Chi aderisce in forma individuale decide liberamente quanto e quando versare, con cadenza annuale, semestrale o mensile. Un contributo del datore c'è solo dove un accordo lo prevede, come per il personale di ENPAM e del fondo.
Tre: Scudo, obbligazionario puro, per chi è fra cinque e dieci anni dalla pensione; Progressione, bilanciato, fra dieci e quindici; Espansione, azionario, oltre i quindici. Chi non sceglie va nello Scudo, e allo Scudo passa la posizione al compimento dei 65 anni, salvo scelta diversa.
26 euro di adesione, 60 euro l'anno di quota fissa e le commissioni dei comparti, dallo 0,21% allo 0,25% del patrimonio. L'indicatore sintetico dei costi a 10 anni va dallo 0,71% allo 0,75%; a 2 anni supera il 2,9% per il peso delle spese fisse su una posizione ancora piccola.
Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.
I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.
A che punto sei, che distanza c’è dal tenore di vita che hai adesso, e se il fondo che hai già è quello giusto per te. Ricevi un documento scritto, non un’opinione a voce.