Il fondo pensione negoziale di chi lavora nelle imprese di acqua, energia elettrica, gas e altri servizi pubblici, letto dai documenti depositati in COVIP: cosa versa l'azienda, i tre comparti e i cinque profili, cosa costano.
Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
Con le ipotesi COVIP, una posizione nel Garantito (ISC a 35 anni 0,71%) arriva a circa 159.900 euro; nel Bilanciato (0,49%) a circa 167.000; nel Crescita (0,31%) a circa 173.100. Fra Garantito e Crescita la differenza è di circa 13.200 euro, l'8% del montante, e viene tutta dai costi: l'ipotesi di rendimento è la stessa per i tre comparti.
Conto di questa scheda, non del fondo: 2.500 euro l'anno per 35 anni, 4% lordo l'anno, versamento a fine anno, cioè le ipotesi con cui COVIP fa calcolare l'ISC. Non è una previsione: i rendimenti veri sono diversi da comparto a comparto, il Garantito ha una garanzia che gli altri due non hanno e il Crescita esiste solo dal 2024.
Con una retribuzione utile per il TFR di 25.000 euro l'anno nel settore elettrico, l'1,21% sono 302,50 euro l'anno che l'azienda versa sulla tua posizione, a condizione che tu versi lo stesso 1,21%. A questi si aggiunge la quota in cifra fissa per mensilità prevista dal contratto. In 35 anni, senza la quota fissa e senza i rendimenti, la sola parte in percentuale fa 10.587,50 euro.
Conto di questa scheda: retribuzione utile per il TFR di 25.000 euro l'anno, contratto elettrico. La quota fissa non è tradotta in euro l'anno perché dipende dalle mensilità su cui il contratto la calcola. Nel gas-acqua e nelle telecomunicazioni la percentuale è 1,20%, nel funerario 1,00%.
Consideriamo una posizione di 10.000 euro. Con l'ISC a 10 anni del Crescita (0,42%) il costo è di circa 42 euro l'anno, con quello del Garantito (0,81%) di circa 81. La differenza è di circa 39 euro l'anno, per ogni anno di permanenza. 1
Semplificazione di questa scheda: l'ISC è una stima su ipotesi fisse, non la commissione effettivamente addebitata. Il costo più alto del Garantito va letto insieme alla garanzia che offre.
È il comparto con l'ISC a 10 anni più alto dei tre. Chi è entrato così può spostare la posizione senza spese nei primi 12 mesi, anche prima del periodo minimo di permanenza; chi aderisce in modo automatico dopo il 1° luglio 2026 parte invece dal Life Cycle e può cambiare profilo in qualsiasi momento, senza spese.
In tutti e tre i contratti, oltre alla percentuale, l'azienda versa quote mensili in cifra fissa: per gli elettrici 20 euro per mensilità dal 2023, con aumenti nel 2026 e nel 2027; per i funerari 22 euro per 12 mensilità dal 2024. Nell'estratto conto vanno cercate tutte e due le voci.
Chi era già occupato al 28 aprile 1993 può conferire una quota minima di TFR, che cambia a seconda che al 31 dicembre 1995 avesse più o meno di 18 anni di contributi alla previdenza obbligatoria. In ogni caso può scegliere di versare di più, fino all'intero flusso.
Il contributo dell'azienda spetta solo a chi versa almeno il minimo a proprio carico. Chi conferisce il solo TFR resta iscritto ma senza quel flusso.
Acqua, energia elettrica, gas, servizi funerari, telecomunicazioni: chi lavora nelle imprese di questi servizi ha come fondo di categoria Pegaso. Qui, a differenza di molti fondi negoziali, la maggioranza aderisce: circa sette lavoratori su dieci del bacino stimato dalla COVIP.
Chi è dentro, però, non sempre sa in quale comparto sta e quanto versa davvero l’azienda, perché una parte del contributo non è in percentuale. Pegaso è un fondo negoziale, costituito con gli accordi del 1997 e del 1998 fra le parti dei contratti unici del settore elettrico e del gas-acqua, vigilato dalla COVIP, con sede a Roma.
Pegaso lavora a contribuzione definita: la pensione complementare dipende da quanto si versa e da come rendono i comparti, senza una cifra promessa in partenza. La posizione si alimenta con il contributo del lavoratore, quello dell’azienda e il TFR che matura dopo l’adesione.
Il contributo dell’azienda spetta solo a chi versa almeno il minimo a proprio carico. Nel confronto con un fondo aperto è la voce che pesa di più, come spiega fondo pensione di categoria o aperto.
Possono aderire i dipendenti a tempo indeterminato, a termine per più di tre mesi o apprendisti delle imprese che applicano i contratti del settore elettrico e del gas-acqua firmati da Utilitalia, e quelli di altri servizi pubblici entrati con accordi successivi: acquedotti Anfida, imprese elettriche minori Uniem, settore funerario, telecomunicazioni.
Il contributo del lavoratore e quello dell’azienda hanno la stessa percentuale, diversa per contratto, calcolata sulla retribuzione utile per il TFR. Sopra la percentuale ogni contratto aggiunge una quota mensile in cifra fissa a carico dell’azienda: la tabella «Chi versa cosa» le riporta come le scrive il fondo. Per gli elettrici i versamenti sono mensili e il TFR arriva una volta l’anno; per gli altri contratti sono trimestrali.
La quota minima di TFR per chi lavorava già prima del 29 aprile 1993 dipende dagli anni di contributi accumulati alla fine del 1995. Il confronto fra lasciare il TFR in azienda e versarlo al fondo sta in TFR in azienda o nel fondo pensione.
I comparti sono Garantito, Bilanciato e Crescita; si sceglie però fra cinque profili che li combinano: Garantito, Prudente (60% Garantito, 40% Bilanciato), Bilanciato, Dinamico (metà Bilanciato, metà Crescita) e Crescita. Il Garantito punta a rendimenti comparabili con la rivalutazione del TFR e garantisce, al pensionamento, almeno il capitale versato nel comparto; fino alla scadenza della convenzione, il 31 gennaio 2033, la garanzia vale anche per riscatti per invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi, perdita dei requisiti o decesso, per alcune anticipazioni e per la RITA. Il Crescita è il comparto più giovane: è operativo dal 2 maggio 2024.
Il Life Cycle passa da un profilo all’altro in base agli anni che mancano alla pensione: Crescita oltre i 24, Dinamico fino ai 14, Bilanciato fino ai 5, Prudente fino ai 2, Garantito negli ultimi due. È il punto di partenza di chi aderisce senza indicare un profilo e di chi aderisce in modo automatico dopo il 1° luglio 2026. Il questionario di autovalutazione, in fase di adesione, aiuta a scegliere.
Alla pensione la posizione diventa rendita oppure, fino alla metà, capitale. Prima si può chiedere un’anticipazione: fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento, e dopo otto anni fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per ulteriori esigenze. L’anticipazione costa 20 euro, 10 se la richiesta si fa interamente online con SPID. Ci sono poi il riscatto, nei casi dello statuto, e la RITA.
La posizione si trasferisce a un’altra forma pensionistica dopo due anni, o in ogni momento se si perdono i requisiti, senza spese. Al momento della pensione la scelta fra capitale e rendita ha effetti diversi, spiegati in fondo pensione: capitale o rendita.
A 10 anni l'ISC medio è 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP. Per categoria, fra i negoziali: 0,67% i garantiti, 0,38% i bilanciati e gli azionari. Il Crescita di Pegaso (0,42%) sta poco sopra la media degli azionari negoziali; il Garantito (0,81%) e il Bilanciato (0,60%) stanno sopra la media della loro categoria. Tutti e tre restano sotto le medie di fondi aperti e PIP della stessa categoria. Il confronto fondo per fondo si fa con il Comparatore dei costi della COVIP. 3
| Tipo | Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 100 2 |
|---|---|
| A chi è rivolto | Dipendenti delle imprese di servizi di pubblica utilità: settore elettrico, gas-acqua, funerario, telecomunicazioni 2 |
| Posizioni in essere | 41.433 (al 31/12/2025) 3 |
| Tasso di adesione | circa 69% di un bacino potenziale stimato dalla COVIP in 60.000 lavoratori (al 31/12/2025) 3 |
| Patrimonio | circa 1,67 miliardi di euro (somma dei tre comparti) (al 31/12/2025) 2 |
| Comparti | Garantito, Bilanciato, Crescita, combinati in cinque profili, più il Life Cycle 2 |
| Sede | Roma 2 |
Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Il contributo del datore è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.
| Lavoratori | Lavoratore | Datore di lavoro | TFR, occupati dopo il 28/04/1993 | TFR, già occupati al 28/04/1993 |
|---|---|---|---|---|
| Gas-acqua (Utilitalia, Anfida) e telecomunicazioni (Utilitalia) | 1,20% della retribuzione utile per il TFR | 1,20%, più quote mensili in cifra fissa previste dal contratto | 100% | 2,10% della retribuzione (1,60% con più di 18 anni di contributi al 31/12/1995), elevabile fino al 100% |
| Elettrici (Utilitalia, Uniem) e dipendenti Utilitalia e Confservizi | 1,21% | 1,21%, più 20 euro per mensilità dal 2023, con 3 euro in più dal 2026 e 4 dal 2027 | 100% | 2,90% della retribuzione (2,20% con più di 18 anni di contributi al 31/12/1995), elevabile fino al 100% |
| Funerari (Utilitalia) | 1,00% | 1,00%, più 22 euro per 12 mensilità dal 2024 | 100% | 2,10% della retribuzione (1,60% con più di 18 anni di contributi al 31/12/1995), elevabile fino al 100% |
ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.
| Comparto | Categoria | Commissione di gestione | ISC 2 anni | ISC 5 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Garantito | garantito; azioni 5% del portafoglio a fine 2025 | 0,64% del patrimonio l'anno, più un'eventuale commissione di incentivo del 10% dell'extra rendimento sull'intero mandato, fino a un massimo di 4 punti base | 1,29% | 0,95% | 0,81% | 0,71% |
| Bilanciato | bilanciato; azioni 32% del portafoglio a fine 2025 | 0,43% del patrimonio l'anno, più un'eventuale commissione di incentivo del 10% dell'extra rendimento sull'intero mandato | 1,07% | 0,73% | 0,60% | 0,49% |
| Crescita | azionario; azioni 73% del portafoglio a fine 2025; operativo dal 02/05/2024 | 0,26% del patrimonio l'anno, più un'eventuale commissione di incentivo del 10% dell'extra rendimento sull'intero mandato | 0,90% | 0,56% | 0,42% | 0,31% |
In quale profilo sei. Se il TFR è arrivato in modo tacito prima del luglio 2026 è il Garantito; se hai aderito in modo automatico dopo, è il Life Cycle.
I compartiSe l'azienda sta versando sia la percentuale sia la quota in cifra fissa del tuo contratto.
Chi versa cosaQuanto TFR stai conferendo, se lavoravi già prima del 29 aprile 1993: la quota minima o di più.
TFR in azienda o nel fondoQuanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.
Calcola la deducibilitàSe profilo, contributo e quota di TFR sono coerenti con gli anni che mancano alla pensione, letti insieme.
Diagnosi pensione e TFRI dipendenti a tempo indeterminato, a termine per più di tre mesi o apprendisti delle imprese che applicano i contratti Utilitalia del settore elettrico e del gas-acqua, delle imprese Anfida e Uniem, del settore funerario e delle telecomunicazioni Utilitalia, di Confservizi. Possono entrare anche imprese associate a Elettricità Futura, Anigas, Assogas e Igas, se è stato firmato un accordo specifico.
Una percentuale della retribuzione utile per il TFR uguale a quella minima del lavoratore (1,21% per gli elettrici, 1,20% per gas-acqua e telecomunicazioni, 1,00% per i funerari), più quote mensili in cifra fissa previste dai contratti. Il contributo arriva solo se il lavoratore versa almeno il suo minimo.
I comparti sono tre: Garantito, Bilanciato e Crescita. I profili sono cinque combinazioni fisse dei tre (Garantito, Prudente, Bilanciato, Dinamico, Crescita), più il Life Cycle, che passa da un profilo all'altro in base agli anni che mancano alla pensione: Crescita oltre i 24 anni, Garantito negli ultimi due.
Per le adesioni tacite precedenti al 1° luglio 2026 il TFR va nel Garantito. Chi aderisce esplicitamente senza indicare un profilo, e chi aderisce in modo automatico dopo il 1° luglio 2026, va nel Life Cycle. In entrambi i casi la scelta si può cambiare.
Se cambi azienda restando nei settori coperti da Pegaso, la posizione resta lì. Se esci dal settore non si perde: si può trasferire a un'altra forma pensionistica in ogni momento per perdita dei requisiti, e il trasferimento non ha spese. Prima di decidere va verificato se il nuovo contratto prevede un contributo dell'azienda.
Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.
I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.
A che punto sei, che distanza c’è dal tenore di vita che hai adesso, e se il fondo che hai già è quello giusto per te. Ricevi un documento scritto, non un’opinione a voce.