Il fondo pensione negoziale dell'edilizia, industria e artigianato, letto dai documenti depositati in COVIP: il contributo contrattuale che apre la posizione senza una scelta, cosa aggiunge chi versa anche l'1%, i due comparti e cosa costano.
Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
Un impiegato di terzo livello del contratto Edili-industria riceve 13 euro al mese di contributo contrattuale, anche su tredicesima e quattordicesima: 182 euro l'anno. Se attiva l'1% su una retribuzione di 25.000 euro versa 250 euro e l'impresa ne aggiunge altri 250: sulla posizione entrano 682 euro l'anno invece di 182, prima ancora del TFR. 3
Conto di questa scheda: importo del contributo contrattuale in vigore dal 1° ottobre 2019 per il terzo livello impiegati Edili-industria, 14 mensilità, retribuzione lorda utile per il TFR di 25.000 euro l'anno, aliquote minime. Per gli operai il contributo contrattuale è orario e cambia con le ore lavorate.
Per gli operai che versano l'1% a proprio carico, un accordo del 21 settembre 2023 aggiunge un bonus di pari importo, pagato dalla Commissione nazionale delle Casse Edili. Con una retribuzione di 24.000 euro l'anno sono 240 euro del lavoratore, 240 dell'impresa e 240 di bonus: 720 euro l'anno, più il contributo contrattuale. Il bonus copre le mensilità dal gennaio 2024 al dicembre 2026. 3
Conto di questa scheda: operaio con retribuzione utile per il TFR di 24.000 euro l'anno, contributo dell'1% a proprio carico. Il bonus vale per le mensilità comprese fra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, salvo nuovi accordi.
L'adesione contrattuale apre la posizione da sola, con il versamento dell'impresa, se il rapporto di lavoro supera i tre mesi. La posizione può esistere senza che il lavoratore l'abbia mai scelta, e resta piccola: il contributo contrattuale è di qualche euro al mese, e quando si lascia il settore smette di arrivare.
Chi entra con l'adesione contrattuale prima dei 55 anni ha il contributo nel Bilanciato, chi entra dopo nel Sicurezza. Il TFR conferito in modo tacito va nel Sicurezza a qualunque età. In tutti i casi la scelta si può cambiare.
Il contributo percentuale del lavoratore si può alzare, abbassare o fermare in ogni momento, ma fermandolo si ferma anche l'1% dell'impresa. Il contributo contrattuale invece continua.
Chi aderisce a Fondemain, Laborfonds o Solidarietà Veneto versando lì il proprio contributo o il TFR porta con sé anche il contributo contrattuale, e la posizione già accumulata in Prevedi viene trasferita al fondo territoriale.
Molti lavoratori edili sono iscritti a Prevedi senza averlo mai chiesto. Lo scoprono da una lettera di benvenuto del fondo, oppure anni dopo, da un estratto conto.
Prevedi è il fondo pensione negoziale dell’edilizia: nasce dai contratti Edili-industria ed Edili-artigianato del 2000 e dagli accordi fra le associazioni delle imprese (ANCE e le sigle dell’artigianato) e i sindacati FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, ed è vigilato dalla COVIP. Con i contratti e l’accordo fra le parti del 2014 è arrivato un contributo a carico dell’impresa che iscrive il lavoratore da solo. Per questo il fondo ha più posizioni di quanti lavorino oggi nel settore: le posizioni restano aperte anche per chi l’ha lasciato.
È il punto da cui parte quasi ogni posizione. Per chi ha il contratto dell’edilizia e un rapporto di lavoro oltre i tre mesi, l’impresa versa ogni mese una piccola somma fissa, legata al livello per gli impiegati e alle ore lavorate per gli operai. Non serve aderire e non serve versare nulla: la posizione si apre da sola. Il limite dei tre mesi vale da ottobre 2025, dopo un accordo che ha voluto fermare posizioni aperte per pochi giorni di lavoro e alimentate con importi irrisori.
Da solo, il contributo contrattuale costruisce poco. Una posizione diventa una pensione complementare quando si aggiungono gli altri flussi: il contributo percentuale del lavoratore, che porta con sé quello dell’impresa, e il TFR. Le due righe della tabella «Chi versa cosa» mostrano la differenza.
Il lavoratore può attivare un contributo di almeno l’1% della retribuzione lorda utile per il TFR, e l’impresa risponde con un altro 1%. Può aggiungere il TFR, nella misura del 18% o del 100%, e cambiare queste scelte in ogni momento, in aumento o in diminuzione, con il modulo di variazione del fondo. Chi conferisce il TFR o il contributo percentuale riceve il contributo contrattuale anche se il rapporto dura meno di tre mesi. Il confronto fra lasciare il TFR in azienda e versarlo al fondo sta in TFR in azienda o nel fondo pensione; quello con un fondo aperto, dove il contributo dell’impresa di regola non c’è, in fondo pensione di categoria o aperto.
Il Sicurezza è il comparto garantito: restituisce i contributi versati alla scadenza della convenzione, il 31 dicembre 2027, e prima in caso di pensionamento, decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi, anticipazioni sanitarie straordinarie e RITA. La garanzia non copre la quota associativa né le spese per operazioni individuali. Il Bilanciato è pensato, secondo la nota, per chi non è vicino alla pensione e accetta un rischio moderato. A fine 2025 le azioni pesavano il 5% nel Sicurezza e il 37% nel Bilanciato. Tutti e due costano molto meno della media della loro categoria: la scelta passa dall’orizzonte e dalla garanzia, più che dal costo.
Alla pensione la posizione diventa rendita oppure, fino alla metà, capitale; se la posizione è piccola, sotto la soglia di legge, si può prendere tutta in capitale. Dal luglio 2026 ci sono anche la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili. Prima esistono anticipazioni, riscatti e RITA, e il trasferimento a un altro fondo dopo due anni o quando si perdono i requisiti. Capitale e rendita a confronto: fondo pensione: capitale o rendita.
Nel grafico della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni e le medie rilevate dalla COVIP a fine 2025, il Sicurezza (0,25%) sta molto sotto la media dei comparti garantiti dei fondi negoziali (0,67%) e il Bilanciato (0,21%) sotto quella dei bilanciati (0,38%). Fondi aperti e PIP della stessa categoria stanno fra l'1,19% e il 2,14%. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è circa 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP (Relazione COVIP sul 2025, dati di stampa). 2
| Tipo | Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 136, iscritto il 12/11/2002 6 |
|---|---|
| A chi è rivolto | Dipendenti delle imprese che applicano i contratti Edili-industria ed Edili-artigianato, e altre figure del settore 3 |
| Posizioni | 1.414.440, di cui 1.395.355 aperte con l'adesione contrattuale (al 31/12/2025) 4 |
| Posizioni contrattuali non alimentate | 580.554 (al 31/12/2025) 4 |
| Patrimonio | circa 1,59 miliardi di euro (somma dei due comparti) (al 31/12/2025) 1 |
| Comparti | Sicurezza (garantito), Bilanciato 1 |
| Sede | Roma 6 |
Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Per alcuni contratti il datore versa un contributo contrattuale anche se il lavoratore non versa nulla di suo; il contributo in percentuale, invece, è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.
| Lavoratori | Lavoratore | Datore di lavoro | TFR, occupati dopo il 28/04/1993 | TFR, già occupati al 28/04/1993 |
|---|---|---|---|---|
| Edili-industria ed Edili-artigianato, solo contributo contrattuale | nessuno | contributo contrattuale: per gli impiegati da 10 a 20,50 euro al mese secondo il livello, per gli operai una quota per ogni ora lavorata | non versato, salvo scelta | non versato, salvo scelta |
| Edili-industria ed Edili-artigianato, con il contributo percentuale | 1% della retribuzione lorda utile per il TFR | 1%, più il contributo contrattuale | 18% oppure 100%, a scelta | 18% oppure 100%, a scelta |
ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.
| Comparto | Categoria | Commissione di gestione | ISC 2 anni | ISC 5 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Sicurezza | garantito | 0,209% del patrimonio l'anno, di cui 0,16% per la garanzia sul capitale, 0,03% per il gestore e 0,019% per il depositario | 0,34% | 0,28% | 0,25% | 0,23% |
| Bilanciato | bilanciato | 0,17% del patrimonio l'anno, di cui 0,151% per i gestori e 0,019% per il depositario | 0,30% | 0,24% | 0,21% | 0,19% |
Se sei iscritto e cosa entra davvero nella tua posizione: solo il contributo contrattuale, o anche il tuo 1% e il TFR. Lo dice l'estratto conto del fondo.
Chi versa cosaIn quale comparto sta il contributo contrattuale, se non hai mai scelto. Dipende dall'età che avevi quando la posizione è stata aperta.
I comparti e i costiSe sei un operaio e versi l'1%: che il bonus delle Casse Edili compaia in estratto conto, fino al dicembre 2026.
Chi versa cosaQuanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.
Calcola la deducibilitàSe quello che entra ogni anno è coerente con la pensione che ti aspetti, letto insieme al TFR e agli anni che mancano.
Diagnosi pensione e TFRTutti i lavoratori a cui si applica il contratto Edili-industria o Edili-artigianato con un rapporto di lavoro superiore a tre mesi: l'iscrizione avviene con il versamento del contributo contrattuale da parte dell'impresa, senza bisogno di firmare nulla, e il fondo la comunica con una lettera di benvenuto. Possono aderire anche altre figure del settore, fra cui autonomi, titolari e familiari a carico.
È un versamento mensile dell'impresa previsto dai contratti dell'edilizia: da 10 a 20,50 euro al mese per gli impiegati secondo il livello, una quota oraria per gli operai, versata anche su tredicesima e quattordicesima. Arriva anche se il lavoratore non versa nulla, ma da solo resta una somma piccola.
Se il lavoratore attiva un contributo di almeno l'1% della retribuzione lorda utile per il TFR, l'impresa aggiunge un altro 1%, che si somma al contributo contrattuale. Versare più dell'1% non aumenta la quota dell'impresa, salvo sua diversa scelta. Il TFR si può aggiungere nella misura del 18% o del 100%.
Due: Sicurezza, garantito, con la restituzione dei contributi versati alla scadenza della convenzione (31/12/2027) e in alcuni eventi come pensionamento, decesso e invalidità; e Bilanciato. Il contributo contrattuale va nel Bilanciato per chi entra prima dei 55 anni e nel Sicurezza per chi entra dopo.
4,50 euro all'adesione, una quota annua di 4,50 euro per il 2026 a chi era già iscritto (nessuna per i nuovi iscritti del 2026) e le commissioni dei comparti, sotto lo 0,21% del patrimonio l'anno. L'indicatore sintetico dei costi a 10 anni è 0,21% nel Bilanciato e 0,25% nel Sicurezza.
Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.
I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.
A che punto sei, che distanza c’è dal tenore di vita che hai adesso, e se il fondo che hai già è quello giusto per te. Ricevi un documento scritto, non un’opinione a voce.