Fondi pensione negoziali

Prevedi: come funziona il fondo pensione degli edili

Il fondo pensione negoziale dell'edilizia, industria e artigianato, letto dai documenti depositati in COVIP: il contributo contrattuale che apre la posizione senza una scelta, cosa aggiunge chi versa anche l'1%, i due comparti e cosa costano.

Dati al 19 ottobre 2026 Sito ufficiale di Prevedi
I numeri che contano
Cosa vuol dire per te

Gli stessi numeri, in euro.

Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.

Ciò che il documento dice in una riga

Le righe che pesano, e dove stanno.

  1. Essere iscritti non vuol dire versare

    L'adesione contrattuale apre la posizione da sola, con il versamento dell'impresa, se il rapporto di lavoro supera i tre mesi. La posizione può esistere senza che il lavoratore l'abbia mai scelta, e resta piccola: il contributo contrattuale è di qualche euro al mese, e quando si lascia il settore smette di arrivare.

    Chi versa cosa
  2. Il comparto del contributo contrattuale lo decide l'età

    Chi entra con l'adesione contrattuale prima dei 55 anni ha il contributo nel Bilanciato, chi entra dopo nel Sicurezza. Il TFR conferito in modo tacito va nel Sicurezza a qualunque età. In tutti i casi la scelta si può cambiare.

    I comparti e i costi
  3. Se sospendi il tuo 1%, l'impresa sospende il suo

    Il contributo percentuale del lavoratore si può alzare, abbassare o fermare in ogni momento, ma fermandolo si ferma anche l'1% dell'impresa. Il contributo contrattuale invece continua.

    Chi versa cosa
  4. Con un fondo territoriale il contributo contrattuale cambia strada

    Chi aderisce a Fondemain, Laborfonds o Solidarietà Veneto versando lì il proprio contributo o il TFR porta con sé anche il contributo contrattuale, e la posizione già accumulata in Prevedi viene trasferita al fondo territoriale.

Molti lavoratori edili sono iscritti a Prevedi senza averlo mai chiesto. Lo scoprono da una lettera di benvenuto del fondo, oppure anni dopo, da un estratto conto.

Prevedi è il fondo pensione negoziale dell’edilizia: nasce dai contratti Edili-industria ed Edili-artigianato del 2000 e dagli accordi fra le associazioni delle imprese (ANCE e le sigle dell’artigianato) e i sindacati FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, ed è vigilato dalla COVIP. Con i contratti e l’accordo fra le parti del 2014 è arrivato un contributo a carico dell’impresa che iscrive il lavoratore da solo. Per questo il fondo ha più posizioni di quanti lavorino oggi nel settore: le posizioni restano aperte anche per chi l’ha lasciato.

Il contributo contrattuale

È il punto da cui parte quasi ogni posizione. Per chi ha il contratto dell’edilizia e un rapporto di lavoro oltre i tre mesi, l’impresa versa ogni mese una piccola somma fissa, legata al livello per gli impiegati e alle ore lavorate per gli operai. Non serve aderire e non serve versare nulla: la posizione si apre da sola. Il limite dei tre mesi vale da ottobre 2025, dopo un accordo che ha voluto fermare posizioni aperte per pochi giorni di lavoro e alimentate con importi irrisori.

Da solo, il contributo contrattuale costruisce poco. Una posizione diventa una pensione complementare quando si aggiungono gli altri flussi: il contributo percentuale del lavoratore, che porta con sé quello dell’impresa, e il TFR. Le due righe della tabella «Chi versa cosa» mostrano la differenza.

Quanto si versa, se si sceglie di versare

Il lavoratore può attivare un contributo di almeno l’1% della retribuzione lorda utile per il TFR, e l’impresa risponde con un altro 1%. Può aggiungere il TFR, nella misura del 18% o del 100%, e cambiare queste scelte in ogni momento, in aumento o in diminuzione, con il modulo di variazione del fondo. Chi conferisce il TFR o il contributo percentuale riceve il contributo contrattuale anche se il rapporto dura meno di tre mesi. Il confronto fra lasciare il TFR in azienda e versarlo al fondo sta in TFR in azienda o nel fondo pensione; quello con un fondo aperto, dove il contributo dell’impresa di regola non c’è, in fondo pensione di categoria o aperto.

Due comparti

Il Sicurezza è il comparto garantito: restituisce i contributi versati alla scadenza della convenzione, il 31 dicembre 2027, e prima in caso di pensionamento, decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi, anticipazioni sanitarie straordinarie e RITA. La garanzia non copre la quota associativa né le spese per operazioni individuali. Il Bilanciato è pensato, secondo la nota, per chi non è vicino alla pensione e accetta un rischio moderato. A fine 2025 le azioni pesavano il 5% nel Sicurezza e il 37% nel Bilanciato. Tutti e due costano molto meno della media della loro categoria: la scelta passa dall’orizzonte e dalla garanzia, più che dal costo.

Quando e come si esce

Alla pensione la posizione diventa rendita oppure, fino alla metà, capitale; se la posizione è piccola, sotto la soglia di legge, si può prendere tutta in capitale. Dal luglio 2026 ci sono anche la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili. Prima esistono anticipazioni, riscatti e RITA, e il trasferimento a un altro fondo dopo due anni o quando si perdono i requisiti. Capitale e rendita a confronto: fondo pensione: capitale o rendita.

Rispetto agli altri

Nel grafico della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni e le medie rilevate dalla COVIP a fine 2025, il Sicurezza (0,25%) sta molto sotto la media dei comparti garantiti dei fondi negoziali (0,67%) e il Bilanciato (0,21%) sotto quella dei bilanciati (0,38%). Fondi aperti e PIP della stessa categoria stanno fra l'1,19% e il 2,14%. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è circa 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP (Relazione COVIP sul 2025, dati di stampa). 2

Per verificare

I dati completi di Prevedi, dai documenti depositati.

Prevedi in una scheda

Tipo Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 136, iscritto il 12/11/2002 6
A chi è rivolto Dipendenti delle imprese che applicano i contratti Edili-industria ed Edili-artigianato, e altre figure del settore 3
Posizioni 1.414.440, di cui 1.395.355 aperte con l'adesione contrattuale (al 31/12/2025) 4
Posizioni contrattuali non alimentate 580.554 (al 31/12/2025) 4
Patrimonio circa 1,59 miliardi di euro (somma dei due comparti) (al 31/12/2025) 1
Comparti Sicurezza (garantito), Bilanciato 1
Sede Roma 6

Chi versa cosa

Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Per alcuni contratti il datore versa un contributo contrattuale anche se il lavoratore non versa nulla di suo; il contributo in percentuale, invece, è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.

LavoratoriLavoratoreDatore di lavoroTFR, occupati dopo il 28/04/1993TFR, già occupati al 28/04/1993
Edili-industria ed Edili-artigianato, solo contributo contrattuale nessuno contributo contrattuale: per gli impiegati da 10 a 20,50 euro al mese secondo il livello, per gli operai una quota per ogni ora lavorata non versato, salvo scelta non versato, salvo scelta
Edili-industria ed Edili-artigianato, con il contributo percentuale 1% della retribuzione lorda utile per il TFR 1%, più il contributo contrattuale 18% oppure 100%, a scelta 18% oppure 100%, a scelta

I comparti e cosa costano

ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.

Comparto Categoria Commissione di gestione ISC 2 anni ISC 5 anni ISC 10 anni ISC 35 anni
Sicurezza garantito 0,209% del patrimonio l'anno, di cui 0,16% per la garanzia sul capitale, 0,03% per il gestore e 0,019% per il depositario 0,34% 0,28% 0,25% 0,23%
Bilanciato bilanciato 0,17% del patrimonio l'anno, di cui 0,151% per i gestori e 0,019% per il depositario 0,30% 0,24% 0,21% 0,19%
All'adesione
4,50 euro una tantum 2
Ogni anno
4,50 euro per il 2026 per chi era iscritto prima del 2026; nessuna quota annua 2026 per chi si iscrive nel 2026 2
Cosa guardare nella tua posizione

Cinque cose da controllare sulla tua posizione.

  1. Se sei iscritto e cosa entra davvero nella tua posizione: solo il contributo contrattuale, o anche il tuo 1% e il TFR. Lo dice l'estratto conto del fondo.

    Chi versa cosa
  2. In quale comparto sta il contributo contrattuale, se non hai mai scelto. Dipende dall'età che avevi quando la posizione è stata aperta.

    I comparti e i costi
  3. Se sei un operaio e versi l'1%: che il bonus delle Casse Edili compaia in estratto conto, fino al dicembre 2026.

    Chi versa cosa
  4. Quanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.

    Calcola la deducibilità
  5. Se quello che entra ogni anno è coerente con la pensione che ti aspetti, letto insieme al TFR e agli anni che mancano.

    Diagnosi pensione e TFR
Per capire il meccanismo

Le domande che vengono prima del nome del fondo.

Domande frequenti

Le risposte su Prevedi

Chi è iscritto a Prevedi?

Tutti i lavoratori a cui si applica il contratto Edili-industria o Edili-artigianato con un rapporto di lavoro superiore a tre mesi: l'iscrizione avviene con il versamento del contributo contrattuale da parte dell'impresa, senza bisogno di firmare nulla, e il fondo la comunica con una lettera di benvenuto. Possono aderire anche altre figure del settore, fra cui autonomi, titolari e familiari a carico.

Cos'è il contributo contrattuale di Prevedi?

È un versamento mensile dell'impresa previsto dai contratti dell'edilizia: da 10 a 20,50 euro al mese per gli impiegati secondo il livello, una quota oraria per gli operai, versata anche su tredicesima e quattordicesima. Arriva anche se il lavoratore non versa nulla, ma da solo resta una somma piccola.

Quanto versa l'impresa se verso anche io a Prevedi?

Se il lavoratore attiva un contributo di almeno l'1% della retribuzione lorda utile per il TFR, l'impresa aggiunge un altro 1%, che si somma al contributo contrattuale. Versare più dell'1% non aumenta la quota dell'impresa, salvo sua diversa scelta. Il TFR si può aggiungere nella misura del 18% o del 100%.

Quali sono i comparti di Prevedi?

Due: Sicurezza, garantito, con la restituzione dei contributi versati alla scadenza della convenzione (31/12/2027) e in alcuni eventi come pensionamento, decesso e invalidità; e Bilanciato. Il contributo contrattuale va nel Bilanciato per chi entra prima dei 55 anni e nel Sicurezza per chi entra dopo.

Quanto costa Prevedi?

4,50 euro all'adesione, una quota annua di 4,50 euro per il 2026 a chi era già iscritto (nessuna per i nuovi iscritti del 2026) e le commissioni dei comparti, sotto lo 0,21% del patrimonio l'anno. L'indicatore sintetico dei costi a 10 anni è 0,21% nel Bilanciato e 0,25% nel Sicurezza.

Da dove vengono i numeri

  1. Nota informativa Prevedi, Parte I, scheda «Presentazione», depositata in COVIP il 31/07/2026, del 31 luglio 2026.
  2. Nota informativa Prevedi, Parte I, scheda «I costi», depositata in COVIP il 31/07/2026, del 31 luglio 2026.
  3. Nota informativa Prevedi, Parte I, scheda «I destinatari e i contributi», depositata in COVIP il 31/07/2026, del 31 luglio 2026.
  4. COVIP, Relazione annuale sul 2025, tavole statistiche: Tav. a.17 (principali dati dei singoli fondi negoziali) e Tav. a.12 (adesioni contrattuali per fondo), dati di fine 2025, consultate il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.
  5. Relazione annuale COVIP sul 2025, presentata il 10/06/2026: ISC medi a 10 anni dei fondi negoziali, dei fondi aperti e dei PIP, dati di stampa (Teleborsa), del 10 giugno 2026.
  6. Albo COVIP, scheda del fondo n. 136, consultata il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.

Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.

I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.

Gli altri fondi della famiglia

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