Il fondo pensione negoziale di enti locali, sanità, ministeri, università e agenzie fiscali, letto dai documenti depositati in COVIP: cosa arriva davvero al fondo, dove resta il TFR, chi è iscritto senza aver firmato e cosa costano i sei profili.
Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
Un dipendente pubblico assunto dopo il 2000, con una retribuzione utile di 28.000 euro l'anno, versa l'1%, cioè 280 euro, e l'amministrazione altrettanto: 560 euro l'anno arrivano davvero al fondo. Il TFR destinato alla previdenza complementare, il 6,91%, cioè 1.934,80 euro l'anno, non arriva: resta accantonato in modo figurativo presso l'INPS e passa al fondo quando il rapporto di lavoro finisce. 3
Conto di questa scheda: dipendente pubblico assunto dopo il 31/12/2000, retribuzione utile per il TFR di 28.000 euro l'anno, aliquote minime della scheda «I destinatari e i contributi». Il trasferimento del TFR accantonato avviene alla cessazione, se è venuta meno la continuità di iscrizione all'INPS gestione dipendenti pubblici.
Con le ipotesi COVIP, una posizione nel Garantito (ISC a 35 anni 0,53%) arriva a circa 165.700 euro; nell'Azionario (0,24%) a circa 175.500; nell'Obbligazionario (0,20%) a circa 176.900. I profili bilanciati stanno fra gli ultimi due. Fra il Garantito e l'Obbligazionario la differenza è di circa 11.200 euro, e viene tutta dai costi: l'ipotesi di rendimento è la stessa.
Conto di questa scheda, non del fondo: 2.500 euro l'anno per 35 anni, 4% lordo l'anno, versamento a fine anno, cioè le ipotesi con cui COVIP fa calcolare l'ISC a tutti i fondi. Non è una previsione: i rendimenti veri sono diversi e il Garantito ha una garanzia che gli altri non hanno.
Le quote di TFR dei dipendenti pubblici restano accantonate in modo figurativo presso l'INPS, o presso l'amministrazione che paga direttamente il TFR, e arrivano al fondo alla cessazione del rapporto. Fino al 2025 si rivalutavano con la media di un paniere di fondi pensione; dal 1° gennaio 2026 seguono il profilo di investimento scelto dall'aderente, che può essere anche diverso da quello dei contributi.
Per i dipendenti pubblici assunti dal 2 gennaio 2019 vale il silenzio-assenso previsto dall'accordo ARAN e sindacati del 16 settembre 2021: se dopo l'informativa dell'amministrazione non si dice nulla, l'iscrizione parte dal mese successivo ai sei mesi, nel profilo Garantito. Il fondo lo descrive come adesione semiautomatica con diritto di recesso.
Per il personale a cui si applica l'articolo 98 del contratto Funzioni locali del 16 novembre 2022, il fondo raccoglie un'adesione contrattuale alimentata da una quota dei proventi delle sanzioni amministrative riscossi dall'ente, secondo l'articolo 208 del Codice della strada. Queste posizioni esistono senza un versamento del lavoratore e vanno nel life cycle se non si sceglie.
Il trasferimento volontario ad altra forma pensionistica è possibile dopo tre anni per i dipendenti pubblici e dopo due per i privati. Se si perdono i requisiti di partecipazione si può trasferire in ogni momento.
Un infermiere di un’azienda sanitaria, un funzionario di un ministero e un’impiegata comunale hanno lo stesso fondo pensione negoziale: Perseo Sirio. Chi è stato assunto dal 2019 può trovarcisi iscritto senza aver firmato nulla, e chiunque sia iscritto ha una parte della posizione che il fondo non vede ancora: il TFR.
Il fondo di oggi nasce dalla fusione di due fondi: Perseo, per regioni, autonomie locali e servizio sanitario, e Sirio, per ministeri, Presidenza del Consiglio, CNEL, ENAC, agenzie fiscali, università e ricerca. La fusione per incorporazione di Sirio in Perseo è efficace dal 1° ottobre 2014, dopo il via libera delle parti costitutive del 16 luglio. Iscritto all’albo COVIP dal 2011, con sede a Roma, è un fondo a contribuzione definita.
Nel pubblico impiego l’1% del lavoratore e l’1% dell’amministrazione arrivano al fondo ogni mese. Il TFR no: resta accantonato in modo figurativo presso l’INPS, o presso l’amministrazione che lo paga direttamente, e passa al fondo alla fine del rapporto di lavoro. Per chi è stato assunto prima del 2001 e ha scelto di aderire, la quota è il 28,94% del TFR, a cui si aggiunge una quota di incentivazione dell’1,5% della base contributiva TFS, anch’essa accantonata.
Dal 1° gennaio 2026 questo accantonamento non si rivaluta più con la media di un paniere di fondi: segue il profilo di investimento scelto dall’aderente. Il profilo, quindi, pesa anche su una somma che non si vede in estratto conto come versamento. Per i dipendenti privati dei settori affini il TFR invece arriva al fondo ogni mese, ed è ammessa anche l’adesione col solo TFR. Per un privato i conti fra TFR in azienda e TFR nel fondo sono in TFR in azienda o nel fondo pensione.
I comparti sono Garantito, Obbligazionario e Azionario; gli ultimi due sono partiti nel dicembre 2023. Il Garantito restituisce almeno i contributi versati, al netto delle spese dirette e di quanto già prelevato, in una lunga serie di eventi: pensionamento, decesso, invalidità, inoccupazione, anticipazioni, RITA, perdita dei requisiti, anche il passaggio ad altro comparto. Sopra i comparti il fondo costruisce i profili: oltre al Garantito e all’Obbligazionario puri, tre bilanciati con il 30, il 50 e il 70% nell’Azionario, e un life cycle che sposta la posizione con l’età, tutto nell’Azionario fino a 45 anni e tutto nel Garantito dai 61. Il life cycle accoglie le adesioni contrattuali e chi non sceglie.
I tre comparti costano meno della media della loro categoria, e il Garantito, dove entra chi è iscritto per silenzio-assenso, è il più caro: l’esempio sui 35 anni lo traduce in euro.
Le strade di ingresso senza modulo sono due. Il silenzio-assenso dei neoassunti pubblici dal 2 gennaio 2019, con l’iscrizione che parte sei mesi dopo l’informativa dell’amministrazione e il diritto di recesso; e l’adesione contrattuale del personale a cui si applica l’articolo 98 del contratto Funzioni locali, alimentata dai proventi delle sanzioni. A fine 2025 la COVIP contava 35.594 posizioni aperte per adesione contrattuale; 50.188 erano le nuove adesioni dell’anno.
Al pensionamento si riceve una rendita, un capitale o una combinazione dei due, secondo le regole dello statuto; per i privati ci sono anche la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili. Per i pubblici le anticipazioni arrivano fino al 100% dopo otto anni, per spese sanitarie, prima casa e congedi per formazione; per i privati seguono le regole generali, fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento. Le differenze fra le due forme stanno in fondo pensione: capitale o rendita.
Nel grafico della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni e le medie rilevate dalla COVIP a fine 2025, i tre comparti stanno sotto la media dei fondi negoziali della propria categoria: il Garantito (0,60%) contro lo 0,67% dei garantiti, l'Obbligazionario (0,27%) contro lo 0,36%, l'Azionario (0,31%) contro lo 0,38%. Fondi aperti e PIP della stessa categoria stanno fra l'1,06% e il 2,62%. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è circa 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP (Relazione COVIP sul 2025, dati di stampa). 2
| Tipo | Fondo pensione negoziale, albo COVIP n. 164, iscritto il 22/11/2011 6 |
|---|---|
| A chi è rivolto | Dipendenti di ministeri, regioni, autonomie locali e sanità, enti pubblici non economici, ENAC, CNEL, università, enti di ricerca e agenzie fiscali; alcuni settori privati affini con accordo 3 |
| Storia | Nasce dalla fusione per incorporazione di Sirio in Perseo, efficace dal 01/10/2014 7 |
| Posizioni | 288.092 (al 31/12/2025) 4 |
| Adesione | 18% di un bacino che il fondo stima in 1.571.382 lavoratori (al 31/12/2025) 4 |
| Posizioni aperte con adesione contrattuale | 35.594, di cui 5.297 non alimentate da contributi (al 31/12/2025) 4 |
| Patrimonio | circa 1 miliardo di euro (somma dei tre comparti) (al 31/12/2025) 1 |
| Investimento | Sei profili, life cycle compreso, costruiti su tre comparti: Garantito, Obbligazionario, Azionario 1 |
| Sede | Roma 6 |
Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Per alcuni contratti il datore versa un contributo contrattuale anche se il lavoratore non versa nulla di suo; il contributo in percentuale, invece, è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.
| Lavoratori | Lavoratore | Datore di lavoro | TFR, occupati dopo il 28/04/1993 | TFR, già occupati al 28/04/1993 |
|---|---|---|---|---|
| Dipendenti pubblici assunti dal 01/01/2001 o a tempo determinato | 1% della retribuzione utile per il TFR | 1% | 100% (6,91% della retribuzione utile), accantonato in modo figurativo presso l'INPS e versato al fondo alla cessazione | 100% (6,91% della retribuzione utile), accantonato in modo figurativo presso l'INPS e versato al fondo alla cessazione |
| Dipendenti pubblici assunti prima del 2001 che optano per il fondo | 1% della retribuzione utile per il TFR | 1%, più una quota di incentivazione dell'1,5% della base contributiva TFS per gli iscritti TFS all'INPS, accantonata in modo figurativo | 28,94% (2% della retribuzione utile), accantonato in modo figurativo presso l'INPS | 28,94% (2% della retribuzione utile), accantonato in modo figurativo presso l'INPS |
| Dipendenti privati dei settori affini | 1% della retribuzione utile per il TFR | 1% | 100% | 28,94%, 50% oppure 100% |
ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.
| Comparto | Categoria | Commissione di gestione | ISC 2 anni | ISC 5 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Garantito | garantito; azioni 5% del portafoglio a fine 2025; operativo dal 01/10/2015 | 0,46% del patrimonio l'anno (depositario compreso), più 0,03% per spese amministrative | 0,87% | 0,68% | 0,60% | 0,53% |
| Obbligazionario | obbligazionario puro che promuove caratteristiche ambientali o sociali; nessuna azione a fine 2025; operativo dal 01/12/2023 | 0,14% del patrimonio l'anno (depositario compreso), più 0,03% per spese amministrative e il 10% dell'eventuale extra rendimento | 0,53% | 0,35% | 0,27% | 0,20% |
| Azionario | azionario che promuove caratteristiche ambientali o sociali; azioni 94% del portafoglio a fine 2025; operativo dal 01/12/2023 | 0,19% del patrimonio l'anno (depositario compreso), più 0,03% per spese amministrative, il 10% dell'eventuale extra rendimento e lo 0,268% sulla parte investita in fondi alternativi | 0,58% | 0,39% | 0,31% | 0,24% |
Se sei iscritto, e da quando: chi è stato assunto dal 2019 può esserlo per silenzio-assenso, sei mesi dopo l'informativa dell'amministrazione.
Come funziona il silenzio-assensoIn quale profilo sei: dal 2026 decide anche come si rivaluta il TFR accantonato presso l'INPS.
I comparti e i costiSe sei stato assunto prima del 2001: se hai esercitato l'opzione, che porta al fondo il 28,94% del TFR e la quota di incentivazione.
Chi versa cosaQuanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.
Calcola la deducibilitàSe quello che entra ogni anno, e quello che resta accantonato all'INPS, è coerente con la pensione che ti aspetti.
Diagnosi pensione e TFRI dipendenti, dirigenti compresi, di ministeri, regioni, autonomie locali e sanità, enti pubblici non economici, ENAC, CNEL, università, enti di ricerca e agenzie fiscali, e i dirigenti della Presidenza del Consiglio, con contratto a tempo indeterminato o di almeno tre mesi continuativi. Possono aderire anche i dipendenti di alcuni enti e settori privati affini che hanno firmato un accordo di adesione, e i familiari fiscalmente a carico.
L'1% ciascuno della retribuzione utile per il TFR, con la possibilità per il lavoratore di versare di più, una volta l'anno, dall'area riservata. A questo si aggiunge il TFR: per intero per chi è assunto dal 2001, il 28,94% per chi era in servizio prima e ha optato, ma nel pubblico resta accantonato presso l'INPS fino alla cessazione.
Fino al 31 dicembre 2025 il TFR accantonato in modo figurativo si rivalutava con la media dei rendimenti di un paniere di fondi pensione fissato da un decreto del 2005. Dal 1° gennaio 2026 si rivaluta secondo il profilo di investimento che sceglie l'aderente, anche diverso da quello in cui investe i contributi.
Sei: Garantito; Obbligazionario; Bilanciato Prudente (70% Obbligazionario, 30% Azionario); Bilanciato Crescita (50 e 50); Bilanciato Dinamico (30 e 70); e un life cycle che passa dall'Azionario fino a 45 anni al Garantito dai 61. I nuovi aderenti automatici del settore privato dal 1° luglio 2026 entrano nel life cycle.
La posizione non si perde. Se si perdono i requisiti si può trasferire in ogni momento a un'altra forma pensionistica, senza spese, o riscattare nei casi previsti dallo statuto. Il TFR accantonato presso l'INPS passa al fondo alla cessazione, se viene meno la continuità di iscrizione all'INPS gestione dipendenti pubblici.
Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.
I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.
A che punto sei, che distanza c’è dal tenore di vita che hai adesso, e se il fondo che hai già è quello giusto per te. Ricevi un documento scritto, non un’opinione a voce.