Fondi pensione negoziali

Fondoposte: come funziona il fondo pensione dei dipendenti di Poste Italiane

Il fondo pensione negoziale del personale non dirigente di Poste Italiane e delle società controllate, letto dai documenti depositati in COVIP: quanto versa l'azienda, i quattro comparti e il Life-Cycle, cosa costa e cosa controllare nella tua posizione.

Dati al 19 ottobre 2026 Sito ufficiale di Fondoposte
I numeri che contano
Cosa vuol dire per te

Gli stessi numeri, in euro.

Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.

Ciò che il documento dice in una riga

Le righe che pesano, e dove stanno.

  1. Dal Garantito si esce, ma non si rientra

    La nota informativa lo scrive in una riga: non è possibile spostare la posizione né i versamenti futuri verso il comparto Garantito. Il cambio di comparto è libero e gratuito in ogni momento, ma chi lascia il Garantito non può più tornarci.

    I comparti e i costi
  2. Il TFR conferito senza scegliere, prima del luglio 2026, sta nel Garantito

    Chi aveva aderito in modo tacito con la regola precedente ha i flussi di TFR nel Garantito, il comparto con l'ISC più alto dei quattro. Le adesioni esplicite e quelle automatiche entrano invece nel profilo Life-Cycle, che sposta la posizione fra Crescita, Bilanciato e Monetario con l'età.

    Come funziona il silenzio-assenso
  3. Senza il tuo 1% l'azienda non versa

    Il contributo di Poste spetta solo a chi versa almeno il minimo a proprio carico. Chi conferisce il solo TFR lascia per strada il 2,5%, che è la voce più pesante fra quelle che alimentano la posizione.

    Chi versa cosa
  4. Chi lavorava già il 28 aprile 1993 può versare il 36% del TFR

    Per chi era occupato a quella data la quota minima di TFR è il 36%; in alternativa si versa il 100%. È una scelta che pesa sulla posizione quanto il comparto, e va riletta insieme alla decisione sul TFR.

    TFR in azienda o nel fondo

La busta paga di chi lavora in Poste riporta una trattenuta per Fondoposte, e accanto, meno visibile, il versamento dell’azienda. Molti la notano solo quando arriva il prospetto annuale della posizione, che il fondo manda entro il 31 marzo.

Fondoposte è il fondo pensione negoziale del gruppo Poste Italiane: nasce dal contratto collettivo dell’11 gennaio 2001 e dall’accordo istitutivo del 31 luglio 2002, firmati da Poste e dai sindacati del settore, ed è vigilato dalla COVIP. A fine 2025 nove lavoratori su dieci del suo bacino erano iscritti: per chi lavora nel gruppo la domanda raramente è se aderire, più spesso in quale comparto si trova e con quanta parte del TFR.

Come funziona

Il fondo lavora a contribuzione definita: la pensione complementare dipende da quanto si versa e da come rendono i comparti, senza una prestazione promessa in partenza. La posizione si alimenta con tre flussi, il contributo del lavoratore, quello dell’azienda e il TFR che matura dopo l’adesione. Il contributo dell’azienda arriva solo aderendo al fondo di categoria e solo versando il minimo a proprio carico, ed è la voce che un fondo aperto di regola non offre: il confronto è in fondo pensione di categoria o aperto.

Chi può aderire e quanto si versa

Possono iscriversi i dipendenti non dirigenti di Poste e delle controllate che applicano il suo contratto. Le misure minime stanno nella tabella «Chi versa cosa» e si calcolano sulla retribuzione utile per il TFR; i contributi vengono trattenuti ogni mese e versati al fondo ogni tre mesi, insieme al TFR. Da settembre 2026 il contributo dell’azienda è salito di due decimi di punto: il passaggio si verifica sul cedolino, non si dà per scontato.

Sul TFR la regola segue una data. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 28 aprile 1993 lo versa per intero; chi era già occupato può fermarsi al 36%. Il confronto fra lasciarlo in azienda e versarlo al fondo, con tasse e anticipazioni, sta in TFR in azienda o nel fondo pensione.

Quattro comparti e un percorso per età

Il Garantito restituisce almeno il capitale versato al pensionamento e in alcuni casi prima (decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi); fino al 31 maggio 2029 la convenzione estende la garanzia anche ad anticipazioni, RITA e riscatti. Il Monetario è obbligazionario puro, il Bilanciato a metà strada, il Crescita azionario. Secondo la nota, a fine 2025 il Bilanciato aveva il 34% in azioni e il Crescita il 73%; il Garantito il 13%.

Monetario e Crescita sono nati il 3 giugno 2025 insieme al profilo Life-Cycle, in cui entra chi aderisce oggi. Il percorso è scritto nella nota: tutto in Crescita fino a 44 anni, poi un passaggio graduale verso il Bilanciato, che diventa l’unico comparto fra 53 e 60 anni, e infine verso il Monetario, che dopo i 63 anni raccoglie l’intera posizione. Il cambio avviene da solo, a giugno dell’anno in cui si compie l’età. Si può uscire dal percorso e scegliere un comparto in ogni momento, senza costi.

Quando e come si esce

Alla pensione la posizione diventa rendita oppure, fino alla metà, capitale; in alternativa alla rendita vitalizia ci sono la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili. Prima esistono le anticipazioni, fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento e, dopo otto anni, fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per altre esigenze, oltre a riscatti e RITA. La posizione si può trasferire a un altro fondo dopo due anni, o in ogni momento se si lascia il gruppo. Cosa cambia fra capitale e rendita è il tema di fondo pensione: capitale o rendita.

Rispetto agli altri

Nel grafico della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni, il Garantito (0,41%) sta sotto la media dei comparti garantiti dei fondi negoziali, Monetario e Crescita (0,26%) sotto la media dei negoziali della loro categoria, il Bilanciato (0,37%) in linea con quella dei bilanciati. Tutti e quattro stanno molto sotto fondi aperti e PIP. Sul mercato l'ISC medio a 10 anni è circa 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP (Relazione COVIP sul 2025, dati di stampa). Il confronto fondo per fondo si fa con il Comparatore dei costi della COVIP. 1

Per verificare

I dati completi di Fondoposte, dai documenti depositati.

Fondoposte in una scheda

Tipo Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 143, iscritto il 20/11/2003 4
A chi è rivolto Dipendenti non dirigenti di Poste Italiane e delle società controllate che applicano il contratto di Poste 1
Posizioni 100.433 (al 31/12/2025) 2
Tasso di adesione 91,4% di un bacino stimato dal fondo in 109.843 lavoratori (al 31/12/2025) 2
Patrimonio circa 3,18 miliardi di euro (somma dei quattro comparti) (al 31/12/2025) 1
Comparti Garantito, Monetario, Bilanciato, Crescita, più il profilo Life-Cycle 1
Sede Roma 4

Chi versa cosa

Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Il contributo del datore è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.

LavoratoriLavoratoreDatore di lavoroTFR, occupati dopo il 28/04/1993TFR, già occupati al 28/04/1993
Dipendenti di Poste Italiane e delle controllate 1% della retribuzione utile per il TFR 2,5% da settembre 2026 (2,3% fino ad agosto) 100% 36% minimo, oppure 100%

I comparti e cosa costano

ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.

Comparto Categoria Commissione di gestione ISC 2 anni ISC 5 anni ISC 10 anni ISC 35 anni
Garantito garantito 0,35% del patrimonio l'anno (0,24% gestione finanziaria, 0,11% amministrativa), più una commissione di incentivo fino al 10% del risultato oltre la rivalutazione del TFR 0,53% 0,45% 0,41% 0,38%
Monetario obbligazionario puro 0,21% del patrimonio l'anno (0,10% gestione finanziaria, 0,11% amministrativa), più una commissione di incentivo fino al 10% del risultato oltre il parametro di riferimento 0,38% 0,30% 0,26% 0,23%
Bilanciato bilanciato 0,31% del patrimonio l'anno (0,20% gestione finanziaria, 0,11% amministrativa), più una commissione di incentivo fino al 10% del risultato oltre il parametro di riferimento 0,49% 0,40% 0,37% 0,33%
Crescita azionario 0,21% del patrimonio l'anno (0,10% gestione finanziaria, 0,11% amministrativa), più una commissione di incentivo fino al 10% del risultato oltre il parametro di riferimento 0,38% 0,30% 0,26% 0,23%
All'adesione
5 euro una tantum, a carico dell'azienda 1
Ogni anno
6 euro l'anno, prelevati dal primo versamento dell'anno (non addebitati se nell'anno non ci sono versamenti); nessun costo per anticipazioni, riscatti, trasferimenti e cambi di comparto 1
Cosa guardare nella tua posizione

Cinque cose da controllare sulla tua posizione.

  1. In quale comparto o profilo sei. Lo dice l'area riservata del sito del fondo; se sei nel Garantito, ricorda che uscendone non potrai rientrare.

    I comparti
  2. Se in busta paga il contributo dell'azienda è passato al 2,5%. La nota informativa fissa il cambio da settembre 2026.

    Chi versa cosa
  3. Quanto TFR stai versando, il 100% o il 36%. Riguarda chi lavorava già il 28 aprile 1993.

    TFR in azienda o nel fondo
  4. Quanto deduci ogni anno dei contributi versati, compreso quello dell'azienda. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.

    Calcola la deducibilità
  5. Se comparto, contributo e quota di TFR sono coerenti con gli anni che ti mancano alla pensione, letti insieme e non uno alla volta.

    Diagnosi pensione e TFR
Per capire il meccanismo

Le domande che vengono prima del nome del fondo.

Domande frequenti

Le risposte su Fondoposte

Chi può iscriversi a Fondoposte?

I dipendenti non dirigenti di Poste Italiane e delle società controllate che applicano il contratto di Poste, assunti a tempo indeterminato, in apprendistato o a tempo determinato per almeno due mesi continuativi. L'adesione può essere esplicita, dal sito del fondo, o automatica per chi è assunto dal 1° luglio 2026 e non sceglie diversamente.

Quanto versa Poste a Fondoposte?

Il 2,5% della retribuzione utile per il TFR da settembre 2026 (prima era il 2,3%), a condizione che il lavoratore versi almeno l'1%. Il lavoratore può aumentare la propria quota per scaglioni dello 0,5% dall'area riservata; la variazione decorre entro due mesi dalla richiesta.

Quali sono i comparti di Fondoposte e dove finisce chi non sceglie?

Quattro: Garantito, Monetario (obbligazionario puro), Bilanciato e Crescita (azionario). Chi aderisce, in modo esplicito o automatico, entra nel profilo Life-Cycle, che assegna comparti diversi secondo l'età. Il TFR delle vecchie adesioni tacite, precedenti al luglio 2026, sta invece nel Garantito.

Si può cambiare comparto in Fondoposte?

Sì, in ogni momento e senza costi. Con un limite: verso il Garantito non si possono spostare né la posizione né i versamenti futuri, quindi chi ne esce non può tornarci.

Quanto costa Fondoposte?

5 euro di adesione a carico dell'azienda, 6 euro l'anno prelevati dal primo versamento e le commissioni di gestione di ciascun comparto. Anticipazioni, riscatti e trasferimenti non hanno costi. L'indicatore sintetico dei costi a 10 anni va dallo 0,26% di Monetario e Crescita allo 0,41% del Garantito.

Da dove vengono i numeri

  1. Nota informativa Fondoposte, Parte I «Le informazioni chiave per l'aderente» (schede Presentazione, I costi, I destinatari e i contributi), depositata in COVIP il 31/07/2026, del 31 luglio 2026.
  2. COVIP, Relazione annuale sul 2025, tavole statistiche: Tav. a.17, principali dati dei singoli fondi negoziali (dati di fine 2025), consultate il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.
  3. Relazione annuale COVIP sul 2025, presentata il 10/06/2026: ISC medi a 10 anni dei fondi negoziali, dei fondi aperti e dei PIP, dati di stampa (Teleborsa), del 10 giugno 2026.
  4. Albo COVIP, scheda del fondo n. 143, consultata il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.

Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.

I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.

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