Il fondo pensione negoziale del personale non dirigente di Poste Italiane e delle società controllate, letto dai documenti depositati in COVIP: quanto versa l'azienda, i quattro comparti e il Life-Cycle, cosa costa e cosa controllare nella tua posizione.
Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
Con una retribuzione utile per il TFR di 25.000 euro l'anno, il 2,5% sono 625 euro che l'azienda versa ogni anno sulla tua posizione. Arrivano se versi il tuo 1%, cioè 250 euro: in 35 anni, senza contare i rendimenti, il contributo dell'azienda vale 21.875 euro. 1
Conto di questa scheda: retribuzione utile per il TFR di 25.000 euro l'anno, aliquote in vigore da settembre 2026, nessuna variazione negli anni. Cambia la retribuzione, cambia la cifra.
Con le ipotesi COVIP, una posizione nel Garantito (ISC a 35 anni 0,38%) arriva a circa 170.700 euro; nel Bilanciato (0,33%) a circa 172.400; in Monetario o Crescita (0,23%) a circa 175.900. Fra il Garantito e i due comparti meno costosi la differenza è di circa 5.200 euro, il 3% del montante, e viene tutta dai costi: l'ipotesi di rendimento è la stessa per tutti. 1
Conto di questa scheda, non del fondo: 2.500 euro l'anno per 35 anni, 4% lordo l'anno, versamento a fine anno, cioè le ipotesi con cui COVIP fa calcolare l'ISC. Non è una previsione: i rendimenti veri cambiano da comparto a comparto, il Garantito ha una garanzia che gli altri non hanno, e la nota informativa riporta proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
La nota informativa lo scrive in una riga: non è possibile spostare la posizione né i versamenti futuri verso il comparto Garantito. Il cambio di comparto è libero e gratuito in ogni momento, ma chi lascia il Garantito non può più tornarci.
Chi aveva aderito in modo tacito con la regola precedente ha i flussi di TFR nel Garantito, il comparto con l'ISC più alto dei quattro. Le adesioni esplicite e quelle automatiche entrano invece nel profilo Life-Cycle, che sposta la posizione fra Crescita, Bilanciato e Monetario con l'età.
Il contributo di Poste spetta solo a chi versa almeno il minimo a proprio carico. Chi conferisce il solo TFR lascia per strada il 2,5%, che è la voce più pesante fra quelle che alimentano la posizione.
Per chi era occupato a quella data la quota minima di TFR è il 36%; in alternativa si versa il 100%. È una scelta che pesa sulla posizione quanto il comparto, e va riletta insieme alla decisione sul TFR.
La busta paga di chi lavora in Poste riporta una trattenuta per Fondoposte, e accanto, meno visibile, il versamento dell’azienda. Molti la notano solo quando arriva il prospetto annuale della posizione, che il fondo manda entro il 31 marzo.
Fondoposte è il fondo pensione negoziale del gruppo Poste Italiane: nasce dal contratto collettivo dell’11 gennaio 2001 e dall’accordo istitutivo del 31 luglio 2002, firmati da Poste e dai sindacati del settore, ed è vigilato dalla COVIP. A fine 2025 nove lavoratori su dieci del suo bacino erano iscritti: per chi lavora nel gruppo la domanda raramente è se aderire, più spesso in quale comparto si trova e con quanta parte del TFR.
Il fondo lavora a contribuzione definita: la pensione complementare dipende da quanto si versa e da come rendono i comparti, senza una prestazione promessa in partenza. La posizione si alimenta con tre flussi, il contributo del lavoratore, quello dell’azienda e il TFR che matura dopo l’adesione. Il contributo dell’azienda arriva solo aderendo al fondo di categoria e solo versando il minimo a proprio carico, ed è la voce che un fondo aperto di regola non offre: il confronto è in fondo pensione di categoria o aperto.
Possono iscriversi i dipendenti non dirigenti di Poste e delle controllate che applicano il suo contratto. Le misure minime stanno nella tabella «Chi versa cosa» e si calcolano sulla retribuzione utile per il TFR; i contributi vengono trattenuti ogni mese e versati al fondo ogni tre mesi, insieme al TFR. Da settembre 2026 il contributo dell’azienda è salito di due decimi di punto: il passaggio si verifica sul cedolino, non si dà per scontato.
Sul TFR la regola segue una data. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 28 aprile 1993 lo versa per intero; chi era già occupato può fermarsi al 36%. Il confronto fra lasciarlo in azienda e versarlo al fondo, con tasse e anticipazioni, sta in TFR in azienda o nel fondo pensione.
Il Garantito restituisce almeno il capitale versato al pensionamento e in alcuni casi prima (decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi); fino al 31 maggio 2029 la convenzione estende la garanzia anche ad anticipazioni, RITA e riscatti. Il Monetario è obbligazionario puro, il Bilanciato a metà strada, il Crescita azionario. Secondo la nota, a fine 2025 il Bilanciato aveva il 34% in azioni e il Crescita il 73%; il Garantito il 13%.
Monetario e Crescita sono nati il 3 giugno 2025 insieme al profilo Life-Cycle, in cui entra chi aderisce oggi. Il percorso è scritto nella nota: tutto in Crescita fino a 44 anni, poi un passaggio graduale verso il Bilanciato, che diventa l’unico comparto fra 53 e 60 anni, e infine verso il Monetario, che dopo i 63 anni raccoglie l’intera posizione. Il cambio avviene da solo, a giugno dell’anno in cui si compie l’età. Si può uscire dal percorso e scegliere un comparto in ogni momento, senza costi.
Alla pensione la posizione diventa rendita oppure, fino alla metà, capitale; in alternativa alla rendita vitalizia ci sono la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili. Prima esistono le anticipazioni, fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento e, dopo otto anni, fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per altre esigenze, oltre a riscatti e RITA. La posizione si può trasferire a un altro fondo dopo due anni, o in ogni momento se si lascia il gruppo. Cosa cambia fra capitale e rendita è il tema di fondo pensione: capitale o rendita.
Nel grafico della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni, il Garantito (0,41%) sta sotto la media dei comparti garantiti dei fondi negoziali, Monetario e Crescita (0,26%) sotto la media dei negoziali della loro categoria, il Bilanciato (0,37%) in linea con quella dei bilanciati. Tutti e quattro stanno molto sotto fondi aperti e PIP. Sul mercato l'ISC medio a 10 anni è circa 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP (Relazione COVIP sul 2025, dati di stampa). Il confronto fondo per fondo si fa con il Comparatore dei costi della COVIP. 1
| Tipo | Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 143, iscritto il 20/11/2003 4 |
|---|---|
| A chi è rivolto | Dipendenti non dirigenti di Poste Italiane e delle società controllate che applicano il contratto di Poste 1 |
| Posizioni | 100.433 (al 31/12/2025) 2 |
| Tasso di adesione | 91,4% di un bacino stimato dal fondo in 109.843 lavoratori (al 31/12/2025) 2 |
| Patrimonio | circa 3,18 miliardi di euro (somma dei quattro comparti) (al 31/12/2025) 1 |
| Comparti | Garantito, Monetario, Bilanciato, Crescita, più il profilo Life-Cycle 1 |
| Sede | Roma 4 |
Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Il contributo del datore è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.
| Lavoratori | Lavoratore | Datore di lavoro | TFR, occupati dopo il 28/04/1993 | TFR, già occupati al 28/04/1993 |
|---|---|---|---|---|
| Dipendenti di Poste Italiane e delle controllate | 1% della retribuzione utile per il TFR | 2,5% da settembre 2026 (2,3% fino ad agosto) | 100% | 36% minimo, oppure 100% |
ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.
| Comparto | Categoria | Commissione di gestione | ISC 2 anni | ISC 5 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Garantito | garantito | 0,35% del patrimonio l'anno (0,24% gestione finanziaria, 0,11% amministrativa), più una commissione di incentivo fino al 10% del risultato oltre la rivalutazione del TFR | 0,53% | 0,45% | 0,41% | 0,38% |
| Monetario | obbligazionario puro | 0,21% del patrimonio l'anno (0,10% gestione finanziaria, 0,11% amministrativa), più una commissione di incentivo fino al 10% del risultato oltre il parametro di riferimento | 0,38% | 0,30% | 0,26% | 0,23% |
| Bilanciato | bilanciato | 0,31% del patrimonio l'anno (0,20% gestione finanziaria, 0,11% amministrativa), più una commissione di incentivo fino al 10% del risultato oltre il parametro di riferimento | 0,49% | 0,40% | 0,37% | 0,33% |
| Crescita | azionario | 0,21% del patrimonio l'anno (0,10% gestione finanziaria, 0,11% amministrativa), più una commissione di incentivo fino al 10% del risultato oltre il parametro di riferimento | 0,38% | 0,30% | 0,26% | 0,23% |
In quale comparto o profilo sei. Lo dice l'area riservata del sito del fondo; se sei nel Garantito, ricorda che uscendone non potrai rientrare.
I compartiSe in busta paga il contributo dell'azienda è passato al 2,5%. La nota informativa fissa il cambio da settembre 2026.
Chi versa cosaQuanto TFR stai versando, il 100% o il 36%. Riguarda chi lavorava già il 28 aprile 1993.
TFR in azienda o nel fondoQuanto deduci ogni anno dei contributi versati, compreso quello dell'azienda. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.
Calcola la deducibilitàSe comparto, contributo e quota di TFR sono coerenti con gli anni che ti mancano alla pensione, letti insieme e non uno alla volta.
Diagnosi pensione e TFRI dipendenti non dirigenti di Poste Italiane e delle società controllate che applicano il contratto di Poste, assunti a tempo indeterminato, in apprendistato o a tempo determinato per almeno due mesi continuativi. L'adesione può essere esplicita, dal sito del fondo, o automatica per chi è assunto dal 1° luglio 2026 e non sceglie diversamente.
Il 2,5% della retribuzione utile per il TFR da settembre 2026 (prima era il 2,3%), a condizione che il lavoratore versi almeno l'1%. Il lavoratore può aumentare la propria quota per scaglioni dello 0,5% dall'area riservata; la variazione decorre entro due mesi dalla richiesta.
Quattro: Garantito, Monetario (obbligazionario puro), Bilanciato e Crescita (azionario). Chi aderisce, in modo esplicito o automatico, entra nel profilo Life-Cycle, che assegna comparti diversi secondo l'età. Il TFR delle vecchie adesioni tacite, precedenti al luglio 2026, sta invece nel Garantito.
Sì, in ogni momento e senza costi. Con un limite: verso il Garantito non si possono spostare né la posizione né i versamenti futuri, quindi chi ne esce non può tornarci.
5 euro di adesione a carico dell'azienda, 6 euro l'anno prelevati dal primo versamento e le commissioni di gestione di ciascun comparto. Anticipazioni, riscatti e trasferimenti non hanno costi. L'indicatore sintetico dei costi a 10 anni va dallo 0,26% di Monetario e Crescita allo 0,41% del Garantito.
Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.
I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.
A che punto sei, che distanza c’è dal tenore di vita che hai adesso, e se il fondo che hai già è quello giusto per te. Ricevi un documento scritto, non un’opinione a voce.