Fondi pensione negoziali

Fondo Pensione Quadri e Capi Fiat: come funziona il fondo dei professional Stellantis, CNH e Iveco

Il fondo pensione negoziale aziendale di quadri e professional dei gruppi nati da Fiat, letto dai documenti depositati in COVIP: il 2,5% dell'azienda, una spesa che si prende sui versamenti invece che a forfait, tre comparti e cosa costano.

Dati al 19 ottobre 2026 Sito ufficiale di Fondo Pensione Quadri e Capi Fiat
I numeri che contano
Cosa vuol dire per te

Gli stessi numeri, in euro.

Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.

Ciò che il documento dice in una riga

Le righe che pesano, e dove stanno.

  1. Il TFR tacito va nello Stabilità, il comparto più caro

    Chi ha conferito il TFR senza scegliere ha quei flussi nello Stabilità, l'unico garantito, con un ISC a 10 anni di 0,83%, sopra la media dei garantiti negoziali (0,67%). Il Reddito, che accoglie chi aderisce senza indicare il comparto, è a 0,31%.

    Come funziona il silenzio-assenso
  2. Le adesioni automatiche dal luglio 2026 non arrivano qui

    Il fondo ha comunicato il 30 giugno 2026 di non avere, per ora, l'impianto di investimento richiesto dalla COVIP per le adesioni automatiche dei nuovi assunti. In quel caso, scrive, l'adesione automatica va a Cometa, il fondo dei metalmeccanici. Per entrare qui serve un'adesione esplicita.

  3. La garanzia dello Stabilità non copre tutto

    Il capitale garantito vale per pensione, decesso, invalidità grave, inoccupazione oltre 48 mesi e anticipazioni per spese sanitarie. Per le anticipazioni per la casa, quelle fino al 30% per altre esigenze e alcuni riscatti parziali la prestazione si calcola senza garanzia.

    I comparti e i costi
  4. Dodici mesi fra due cambi di comparto

    Spostare la posizione o i versamenti futuri non costa nulla, ma tra una riallocazione e la precedente devono passare almeno dodici mesi.

    I comparti e i costi

Il nome è rimasto quello del 1997, quando un accordo aziendale fra Fiat e l’Associazione Quadri e Capi Fiat ha istituito il fondo. Le aziende intanto sono cambiate: oggi le parti sono Stellantis, CNH Industrial e Iveco Group, e il fondo è iscritto all’albo COVIP con il numero 3, fra i primissimi.

È un fondo negoziale aziendale, non di categoria: non lo apre un contratto nazionale ma un accordo di gruppo, rinnovato nel contratto collettivo specifico di lavoro. Riguarda una platea ristretta, impiegati e quadri con la qualifica di Professional, e ha un’adesione alta: secondo i dati COVIP più di otto lavoratori su dieci del bacino stimato dal fondo hanno una posizione.

Due percentuali da ricordare

Il lavoratore versa almeno il 2% della retribuzione utile per il TFR, l’azienda il 2,5%. È la misura in vigore dal rinnovo del contratto del marzo 2019; chi era in servizio alla fine del 2011 ha potuto restare all’1,5%. Si può salire al 2,5%, al 3%, al 4%, al 5% o a un’altra misura, ma la parte dell’azienda non cambia. Il TFR va per intero per chi ha cominciato a lavorare dopo il 28 aprile 1993; chi era già occupato ne versa almeno la metà.

Il confronto fra lasciare il TFR in azienda e versarlo al fondo sta in TFR in azienda o nel fondo pensione.

Una spesa che segue i versamenti

Quasi tutti i fondi negoziali chiedono una quota fissa all’anno. Qui la spesa amministrativa è l’1% di quanto entra, contributi e TFR, trattenuto ogni mese. Più si versa, più si paga in euro; quando i versamenti si fermano, l’1% lascia il posto a 16 euro l’anno. In più l’azienda paga al fondo 30 euro l’anno per ogni iscritto. Nell’indicatore sintetico dei costi questa voce è già compresa.

Stabilità, Reddito, Crescita

Lo Stabilità è il garantito: dal 2018 è gestito a ritorno assoluto e riconosce almeno il capitale conferito in caso di pensione, decesso, invalidità grave, inoccupazione oltre i 48 mesi e anticipazioni per spese sanitarie. Accoglie il TFR tacito ed è quello per la RITA. Il Reddito, obbligazionario misto, guarda a un orizzonte fra dieci e quindici anni; la Crescita, che la COVIP classifica bilanciato, oltre i quindici. A fine 2025 le azioni pesavano circa il 10%, il 35% e il 54% dei tre portafogli.

Chi aderisce senza scegliere finisce nel Reddito. All’adesione c’è un questionario di autovalutazione che aiuta a orientarsi; la scelta si può rivedere a distanza di almeno dodici mesi, senza costi.

Pensione, anticipi, trasferimenti

Alla pensione la posizione diventa rendita oppure capitale fino alla metà. Prima ci sono le anticipazioni (fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento, fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per altre esigenze dopo otto anni, al costo di 25 euro), la RITA e il riscatto nei casi dello statuto. Dopo due anni la posizione si trasferisce a un altro fondo, in ogni momento se si perdono i requisiti, per esempio lasciando il gruppo. Capitale e rendita a confronto: fondo pensione: capitale o rendita.

Rispetto agli altri

Nel grafico della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni e le medie rilevate dalla COVIP, lo Stabilità (0,83%) sta sopra la media dei comparti garantiti dei fondi negoziali (0,67%); il Reddito (0,31%) sotto quella degli obbligazionari (0,36%) e la Crescita (0,33%) sotto quella dei bilanciati (0,38%). Fondi aperti e PIP della stessa categoria stanno fra l'1,06% e il 2,14%. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è circa 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP (Relazione COVIP sul 2025, dati di stampa). 1

Per verificare

I dati completi di Fondo Pensione Quadri e Capi Fiat, dai documenti depositati.

Fondo Pensione Quadri e Capi Fiat in una scheda

Tipo Fondo pensione negoziale aziendale, albo COVIP n. 3, autorizzato il 03/06/1998 e iscritto il 15/07/1998 5
A chi è rivolto Impiegati e quadri con qualifica di Professional o assimilata dei gruppi Stellantis, CNH Industrial e Iveco 1
Posizioni 12.363, su un bacino stimato dal fondo di 15.112 lavoratori (al 31/12/2025) 3
Patrimonio circa 868 milioni di euro (somma dei tre comparti) (al 31/12/2025) 1
Comparti Stabilità (garantito), Reddito, Crescita 1
Sede Torino 5

Chi versa cosa

Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Il contributo del datore è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.

LavoratoriLavoratoreDatore di lavoroTFR, occupati dopo il 28/04/1993TFR, già occupati al 28/04/1993
Professional e quadri, occupati dopo il 28/04/1993 2% (1,5% per chi era in forza al 31/12/2011 e l'ha mantenuto) 2,5% 100% non si applica
Professional e quadri, già occupati al 28/04/1993 2% (1,5% per chi era in forza al 31/12/2011 e l'ha mantenuto) 2,5% non si applica 50%, oppure tutto

I comparti e cosa costano

ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.

Comparto Categoria Commissione di gestione ISC 2 anni ISC 5 anni ISC 10 anni ISC 35 anni
Stabilità garantito 0,62% del patrimonio l'anno, di cui 0,60% per gestione finanziaria e garanzia 1,40% 1,00% 0,83% 0,69%
Reddito obbligazionario misto 0,12% del patrimonio l'anno, più una commissione di performance del 10% per uno dei gestori 0,89% 0,48% 0,31% 0,17%
Crescita bilanciato 0,14% del patrimonio l'anno 0,91% 0,50% 0,33% 0,19%
All'adesione
10,32 euro una tantum, 5,16 a carico del dipendente e 5,16 dell'azienda; nulla per i familiari a carico 1
Ogni anno
1% dei contributi e del TFR versati, prelevato ogni mese; 16 euro l'anno solo per chi non ha avuto versamenti nell'anno precedente. L'azienda paga a parte 30 euro l'anno per iscritto 1
Cosa guardare nella tua posizione

Cinque cose da controllare sulla tua posizione.

  1. Quanto stai versando: il 2%, l'1,5% mantenuto dal 2011 o di più. L'azienda versa il 2,5% in ogni caso, purché ci sia il tuo minimo.

    Chi versa cosa
  2. In quale comparto sei: Stabilità se il TFR è arrivato in modo tacito, Reddito se non hai indicato una scelta all'adesione.

    I comparti e i costi
  3. Se lavoravi già prima del 29 aprile 1993, quanta parte del TFR stai conferendo: il 50% o tutto.

    TFR in azienda o nel fondo
  4. Quanto deduci ogni anno dei contributi versati, tuoi e dell'azienda. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.

    Calcola la deducibilità
  5. Se la posizione, letta insieme al TFR, agli anni che mancano e al resto del patrimonio, è coerente con la pensione che ti aspetti.

    Diagnosi pensione e TFR
Per capire il meccanismo

Le domande che vengono prima del nome del fondo.

Domande frequenti

Le risposte su Fondo Pensione Quadri e Capi Fiat

Chi può iscriversi al Fondo Pensione Quadri e Capi Fiat?

Gli impiegati e i quadri con la qualifica di Professional, o qualifiche assimilate, dipendenti di Stellantis, CNH Industrial, Iveco Group o delle società controllate e collegate ammesse dal consiglio del fondo. Possono aderire anche i familiari fiscalmente a carico degli iscritti.

Quanto versa l'azienda?

Il 2,5% della retribuzione utile per il TFR, dal 1° luglio 2019, se il lavoratore versa almeno il 2%. Chi era in forza al 31 dicembre 2011 ha potuto mantenere l'1,5%. Versare di più non aumenta la quota dell'azienda.

Quali comparti ci sono e dove finisco se non scelgo?

Tre: Stabilità, garantito, per chi è a meno di cinque anni dalla pensione; Reddito, obbligazionario misto, per un orizzonte fra dieci e quindici anni; Crescita, bilanciato, oltre i quindici. Chi aderisce senza scegliere va nel Reddito; il TFR conferito in modo tacito va nello Stabilità.

Quanto costa il fondo?

10,32 euro di adesione divisi fra dipendente e azienda, l'1% di ogni versamento come spesa amministrativa (16 euro l'anno se in un anno non si è versato nulla) e le commissioni dei comparti, dallo 0,12% del Reddito allo 0,62% dello Stabilità. Le anticipazioni costano 25 euro, trasferimenti, riscatti e cambi di comparto nulla.

Da dove viene il nome?

Dall'accordo aziendale del 1° dicembre 1997 fra Fiat e l'Associazione Quadri e Capi Fiat, che ha istituito il fondo. Con la divisione del gruppo le parti sono diventate Stellantis, CNH Industrial e Iveco Group; il fondo è iscritto all'albo COVIP con il numero 3 dal 1998.

Da dove vengono i numeri

  1. Nota informativa Fondo Pensione Quadri e Capi Fiat, Parte I «Le informazioni chiave per l'aderente» e Parte II, depositata in COVIP il 24/03/2026, del 24 marzo 2026.
  2. Fondo Pensione Quadri e Capi Fiat, comunicazione del 30/06/2026 sulle adesioni automatiche dal 1° luglio 2026, del 30 giugno 2026.
  3. COVIP, Relazione annuale sul 2025, tavole statistiche: Tav. a.17 (principali dati dei singoli fondi negoziali), dati di fine 2025, consultate il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.
  4. Relazione annuale COVIP sul 2025, presentata il 10/06/2026: ISC medi a 10 anni dei fondi negoziali, dei fondi aperti e dei PIP, dati di stampa (Teleborsa), del 10 giugno 2026.
  5. Albo COVIP, scheda del fondo n. 3, consultata il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.

Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.

I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.

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