Fondi pensione negoziali

Solidarietà Veneto: come funziona il fondo pensione territoriale del Veneto

Il fondo pensione negoziale di chi lavora in Veneto, dall'industria all'artigianato, letto dai documenti depositati in COVIP: un fondo con decine di contratti, un contributo dell'azienda che in alcuni settori arriva anche senza il tuo, quattro comparti e una spesa annua che segue i versamenti.

Dati al 19 ottobre 2026 Sito ufficiale di Solidarietà Veneto
I numeri che contano
Cosa vuol dire per te

Gli stessi numeri, in euro.

Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.

Ciò che il documento dice in una riga

Le righe che pesano, e dove stanno.

  1. Chi non sceglie entra in un percorso che si sposta da solo

    Se all'adesione non indichi un comparto, il fondo attiva il Percorso Previdenziale Ideale, che ogni anno fa scivolare una parte della posizione dai comparti più rischiosi verso quelli più prudenti, secondo l'età e il momento di attivazione. La ripartizione esatta sta in un allegato al regolamento sul cambio comparto.

    I comparti e i costi
  2. Contrattuali e TFR tacito finiscono nel Garantito

    Il contributo contrattuale degli artigiani e il TFR conferito senza scegliere vanno nel Garantito, il comparto con l'ISC a 10 anni più alto (0,70%), e ci restano finché l'iscritto non chiede altro.

    Come funziona il silenzio-assenso
  3. Per autonomi e pensionati costa di più

    Stessi comparti, costi diversi: la spesa annua è il 3% dei versamenti fino a 32 euro, e l'ISC a 10 anni sale a 0,82% nel Garantito e intorno a 0,44% negli altri tre.

    I comparti e i costi
  4. Un anno prima di poter cambiare

    La scelta del comparto si può rivedere solo dopo almeno un anno di permanenza; il cambio non costa nulla e può separare la posizione già maturata dai versamenti futuri.

    I comparti e i costi

Molti fondi negoziali nascono da un contratto nazionale e servono un settore. Solidarietà Veneto fa il contrario: serve un territorio. Raccoglie chi lavora in Veneto in decine di contratti diversi, dalla metalmeccanica alla moda, dall’artigianato all’agricoltura, e accoglie anche autonomi e pensionati.

L’associazione è nata il 30 gennaio 1990 su iniziativa della Filca Cisl del Veneto. Con gli accordi del 1997 e del 1998 fra la Cisl regionale e la Federazione dell’industria del Veneto, e con quello dell’11 maggio 1999, è diventata l’attuale Solidarietà Veneto Fondo Pensione, autorizzato dalla COVIP nell’ottobre 1999. Negli anni sono entrati la Uil, le associazioni dell’artigianato, Confapi, Confimi, l’agricoltura e le scuole materne FISM di Padova.

Una tabella per ogni contratto

Il fondo applica le misure del contratto del lavoratore, e la sua nota informativa dedica 26 pagine alle tabelle, settore per settore. La tabella «Chi versa cosa» qui ne riporta alcune. In quasi tutte vale la regola consueta: il datore versa se il lavoratore versa almeno il suo minimo. Chi vuole versare di più lo comunica al fondo e all’azienda.

Nell’artigianato veneto c’è un’eccezione che pesa. Nell’area meccanica, nel legno-lapidei e nell’alimentare i contratti regionali hanno introdotto un «contributo contrattuale veneto percentualizzato»: l’impresa versa l’1,60% o l’1,80% della retribuzione utile per il TFR anche se il lavoratore conferisce soltanto il TFR, e il minimo a carico del lavoratore è zero. In altri settori artigiani il contributo contrattuale è una cifra fissa al mese, che apre la posizione senza bisogno di un modulo.

Le posizioni nate così sono molte, e molte restano ferme: a fine 2025 oltre 47 mila posizioni contrattuali non ricevevano versamenti. Il confronto fra lasciare il TFR in azienda e versarlo al fondo sta in TFR in azienda o nel fondo pensione; quello con un fondo aperto in fondo pensione di categoria o aperto.

Quattro comparti, tre modi di usarli

Il Garantito restituisce il capitale (la posizione al 30 giugno 2020 più i versamenti successivi, al netto dei prelievi) alla scadenza della convenzione, il 31 dicembre 2030, e prima in caso di pensione, RITA, decesso, invalidità, inoccupazione oltre 48 mesi, anticipazioni per spese mediche e per la prima casa. Prudente, Reddito e Dinamico non hanno garanzia e guardano a orizzonti crescenti: da due a nove anni, da nove a venticinque, oltre venticinque. A fine 2025 le azioni pesavano circa il 6%, il 24%, il 40% e il 62% dei quattro portafogli.

I comparti si possono usare in tre modi. Il Percorso Previdenziale Ideale, che è anche la scelta di default, sposta ogni anno una parte della posizione verso i comparti più prudenti. La gestione per comparto lascia scegliere uno dei quattro. Il Multiprodotto mette il TFR nel Garantito e i contributi nel Reddito o nel Dinamico; per autonomi e pensionati la divisione è 70 e 30.

Andare in pensione, o prima

Alla pensione la posizione diventa rendita vitalizia, con la possibilità di prendere fino alla metà in capitale. Prima ci sono le anticipazioni (fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento, fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per altre esigenze dopo otto anni), la RITA, il riscatto parziale del 50% per inoccupazione fra 12 e 48 mesi, mobilità o cassa integrazione, e gli altri riscatti dello statuto. Capitale e rendita a confronto: fondo pensione: capitale o rendita.

Rispetto agli altri

Nel grafico della scheda «I costi» per i lavoratori dipendenti, con l'ISC a 10 anni, i quattro comparti stanno in linea con la media dei fondi negoziali della propria categoria e molto sotto fondi aperti e PIP. Il grafico non scrive il valore delle medie di categoria. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è circa 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP (Relazione COVIP sul 2025, dati di stampa). 1

Per verificare

I dati completi di Solidarietà Veneto, dai documenti depositati.

Solidarietà Veneto in una scheda

Tipo Fondo pensione negoziale territoriale, albo COVIP n. 87, autorizzato il 20/10/1999 e iscritto il 05/06/2000 4
A chi è rivolto Chi lavora in Veneto con un contratto ammesso, dipendente o autonomo, i pensionati e i familiari a carico 1
Posizioni 178.826, di cui 81.709 aperte con l'adesione contrattuale (al 31/12/2025) 2
Posizioni contrattuali non alimentate 47.244 (al 31/12/2025) 2
Patrimonio circa 2,77 miliardi di euro (somma dei quattro comparti) (al 31/12/2025) 1
Comparti Garantito, Prudente, Reddito, Dinamico, più il Percorso Previdenziale Ideale e il Multiprodotto 1
Sede Venezia 4

Chi versa cosa

Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Per alcuni contratti il datore versa un contributo contrattuale anche se il lavoratore non versa nulla di suo; il contributo in percentuale, invece, è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.

LavoratoriLavoratoreDatore di lavoroTFR, occupati dopo il 28/04/1993TFR, già occupati al 28/04/1993
Industria metalmeccanica (Confindustria) 1,20% dei minimi tabellari 2,00%, 2,20% per chi si iscrive dal 05/02/2021 con meno di 35 anni 100% 40%, oppure tutto
Industria tessile e abbigliamento 1,50% 2,30% 100% 27%, oppure tutto
Industria legno e arredamento 1,30% 2,30% 100% 30%, oppure tutto
Industria gomma e plastica 1,56% 1,56% 100% 33%, 50% o 75%, oppure tutto
Artigianato area meccanica (metalmeccanico, orafo, odontotecnici) e legno-lapidei 0% 1,60% della retribuzione utile per il TFR, dovuto anche se versi solo il TFR 100% 16%, oppure tutto
Artigianato alimentare e panificazione 0% 1,80% della retribuzione utile per il TFR, dovuto anche se versi solo il TFR 100% 16%, oppure tutto
Artigianato moda, solo contributo contrattuale nessuno 10 euro al mese per 12 mensilità (apprendisti 5 euro) non versato, salvo scelta non versato, salvo scelta
Artigianato chimico, gomma, plastica e vetro, solo contributo contrattuale nessuno 26 euro al mese per 12 mensilità (apprendisti 10 euro) non versato, salvo scelta non versato, salvo scelta
Autonomi, artigiani autonomi, coltivatori diretti, atipici, pensionati libero, nella misura e con la frequenza che si sceglie nessuno non si applica non si applica

I comparti e cosa costano

ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.

Comparto Categoria Commissione di gestione ISC 2 anni ISC 5 anni ISC 10 anni ISC 35 anni
Garantito garantito 0,55% del patrimonio l'anno 1,28% 0,84% 0,70% 0,60%
Prudente obbligazionario misto 0,18% del patrimonio l'anno, più una commissione di incentivo del 10% sull'extra rendimento 0,90% 0,46% 0,32% 0,22%
Reddito bilanciato 0,20% del patrimonio l'anno, più una commissione di incentivo del 10% sull'extra rendimento 0,91% 0,47% 0,33% 0,24%
Dinamico azionario 0,19% del patrimonio l'anno, più una commissione di incentivo del 15% sull'extra rendimento 0,90% 0,46% 0,32% 0,23%
All'adesione
5 euro una tantum per i dipendenti (più 5 a carico dell'azienda), 10 euro per autonomi e pensionati, 5 euro per i familiari a carico, nulla per gli aderenti contrattuali 1
Ogni anno
dipendenti: 1,5% dei versamenti, minimo 4 e massimo 16 euro (8 euro senza versamenti nell'anno), con una quota uguale a carico dell'azienda; autonomi e pensionati: 3%, minimo 8 e massimo 32 euro; aderenti contrattuali: 2,50 euro a carico dell'azienda 1
Cosa guardare nella tua posizione

Cinque cose da controllare sulla tua posizione.

  1. Quale contratto ti si applica e se prevede un contributo dell'azienda anche senza il tuo, come nell'artigianato veneto. La tabella del tuo settore è nella nota del fondo.

    Chi versa cosa
  2. Dove stai investendo: Percorso Previdenziale Ideale, un comparto scelto, il Multiprodotto o il Garantito, se sei entrato con il contributo contrattuale o con il TFR tacito.

    I comparti e i costi
  3. Se la tua posizione riceve versamenti. Il contributo contrattuale da solo resta piccolo: a fine 2025 decine di migliaia di posizioni contrattuali non erano alimentate.

    Chi versa cosa
  4. Quanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.

    Calcola la deducibilità
  5. Se la posizione, letta insieme al TFR e agli anni che mancano, è coerente con la pensione che ti aspetti.

    Diagnosi pensione e TFR
Per capire il meccanismo

Le domande che vengono prima del nome del fondo.

Domande frequenti

Le risposte su Solidarietà Veneto

Chi può iscriversi a Solidarietà Veneto?

Chi lavora in Veneto alle dipendenze di un datore che applica uno dei contratti ammessi dal fondo, quando il contratto prevede la previdenza complementare con contributo del datore; e poi autonomi, artigiani, coltivatori diretti, liberi professionisti, atipici, i pensionati che si iscrivono almeno un anno prima dell'età di vecchiaia e i familiari fiscalmente a carico.

Quanto versa l'azienda?

Dipende dal contratto: per esempio il 2% dei minimi nella metalmeccanica industriale, il 2,30% nel tessile e nel legno industriali, l'1,60% o l'1,80% nell'artigianato veneto della meccanica, del legno e dell'alimentare. In questi ultimi casi il contributo è dovuto anche a chi conferisce solo il TFR.

Cos'è il contributo contrattuale?

Un versamento fisso del datore previsto da alcuni contratti dell'artigianato, per esempio 10 euro al mese nella moda e 26 nel chimico, gomma, plastica e vetro. Apre la posizione anche senza un'adesione del lavoratore, ma non porta con sé il TFR: per versarlo serve il modulo di adesione.

Quali comparti ha e dove finisco se non scelgo?

Quattro: Garantito, Prudente (obbligazionario misto), Reddito (bilanciato) e Dinamico (azionario). Se all'adesione non scegli, il fondo attiva il Percorso Previdenziale Ideale, che sposta la posizione fra i comparti secondo l'età. Il TFR tacito e il contributo contrattuale vanno nel Garantito.

Quanto costa Solidarietà Veneto?

Per un dipendente 5 euro di adesione, l'1,5% dei versamenti l'anno fra 4 e 16 euro e le commissioni dei comparti, dallo 0,18% del Prudente allo 0,55% del Garantito. L'ISC a 10 anni va dallo 0,32% allo 0,70%. Anticipazioni, trasferimenti e riscatti immediati costano 15 euro; cambiare comparto è gratuito.

Da dove vengono i numeri

  1. Nota informativa Solidarietà Veneto, Parte I «Le informazioni chiave per l'aderente» (schede Presentazione, I costi, I destinatari e i contributi), depositata in COVIP il 30/03/2026, del 30 marzo 2026.
  2. COVIP, Relazione annuale sul 2025, tavole statistiche: Tav. a.17 (principali dati dei singoli fondi negoziali) e Tav. a.12 (adesioni contrattuali per fondo), dati di fine 2025, consultate il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.
  3. Relazione annuale COVIP sul 2025, presentata il 10/06/2026: ISC medi a 10 anni dei fondi negoziali, dei fondi aperti e dei PIP, dati di stampa (Teleborsa), del 10 giugno 2026.
  4. Albo COVIP, scheda del fondo n. 87, consultata il 19/10/2026, del 19 ottobre 2026.

Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.

I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.

Gli altri fondi della famiglia

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