Il fondo pensione negoziale di chi lavora nelle aziende di telecomunicazione, letto dai documenti depositati in COVIP: quanto versa l'azienda, i tre comparti e il Life Cycle, cosa costano e come stanno rispetto agli altri fondi negoziali.
Esempi dichiarati, non previsioni: il conto è di questa scheda, fatto con le ipotesi scritte in ogni carta. Cambiano le ipotesi, cambia il numero. La nota informativa del fondo riporta anche proiezioni sue, su ipotesi diverse per comparto.
Con una retribuzione utile per il TFR di 30.000 euro l'anno, l'1,6% sono 480 euro che l'azienda versa ogni anno sulla tua posizione. Arrivano se versi il tuo 1%, cioè 300 euro: in dieci anni, senza contare i rendimenti, il contributo dell'azienda vale 4.800 euro. 3
Conto di questa scheda: retribuzione utile per il TFR di 30.000 euro l'anno, aliquote minime, nessuna variazione negli anni. Cambia la retribuzione, cambia la cifra.
Con le ipotesi COVIP, Garantito e Dinamico (ISC a 35 anni 0,39%) arrivano entrambi a circa 170.400 euro, il Prudente (0,34%) a circa 172.000. La differenza fra i comparti è di circa 1.700 euro, l'1% del montante: in Telemaco il costo pesa poco sulla scelta del comparto, perché i tre si somigliano. 2
Conto di questa scheda, non del fondo: 2.500 euro l'anno per 35 anni, 4% lordo l'anno, versamento a fine anno, le ipotesi con cui COVIP fa calcolare l'ISC. Non è una previsione: i rendimenti veri cambiano da comparto a comparto e il Garantito ha una garanzia che gli altri due non hanno.
Dal 1° maggio 2025 il vecchio Bilanciato-Yellow è diventato il Dinamico: la parte strategica in azioni è salita dal 50% al 60% e il comparto è passato fra gli azionari. I risultati storici che la nota pubblica per il Dinamico sono quelli del comparto precedente, con meno azioni: vanno letti sapendolo.
Il Garantito accoglie i flussi delle vecchie adesioni tacite, a qualunque età. Chi aderisce in modo esplicito senza indicare un comparto, e chi entra con l'adesione automatica dal luglio 2026, va invece nel profilo Life Cycle. Chi è entrato col TFR tacito può spostarsi senza spese e senza rispettare il periodo minimo di permanenza.
L'1,6% dell'azienda spetta solo a chi versa almeno il minimo a proprio carico. Chi conferisce il solo TFR riceve un flusso in meno, ed è quello che un fondo aperto di regola non dà.
Lo switch fatto per scelta si paga a ogni richiesta; i passaggi automatici del Life Cycle no. Le anticipazioni per la casa costano 20 euro, quelle per altre esigenze 10, quelle sanitarie nulla.
Chi lavora in un’azienda di telecomunicazioni trova Telemaco fra le scelte dell’assunzione, insieme alla domanda sul TFR. Dal luglio 2026, se non risponde entro sessanta giorni, la scelta la fa la legge.
Telemaco è il fondo pensione negoziale del settore. Nasce dall’accordo del 30 marzo 1998 fra Intersind, con Telecom Italia e altre aziende del settore, e i sindacati di categoria, e dal 30 aprile 2003, con l’accordo fra ASSTEL e sindacati sul contratto delle telecomunicazioni, è il fondo di tutto il settore. È vigilato dalla COVIP. A fine 2025 erano iscritti circa due lavoratori su cinque del bacino stimato dal fondo.
Telemaco lavora a contribuzione definita: la pensione complementare dipende da quanto si versa e da come rendono i comparti, e il documento ricorda che l’andamento passato non è necessariamente indicativo di quello futuro. La posizione si alimenta con il contributo del lavoratore, quello dell’azienda e il TFR che matura dopo l’adesione. Il contributo dell’azienda arriva solo aderendo al fondo di categoria e versando il proprio minimo: il confronto con un fondo aperto, che di regola non lo prevede, è in fondo pensione di categoria o aperto.
Il contratto fissa un minimo a carico del lavoratore e uno a carico dell’azienda, calcolati sulla retribuzione utile per il TFR e versati ogni tre mesi; i valori sono nella tabella «Chi versa cosa». Si può versare di più, anche con versamenti una tantum diretti al fondo. Sul TFR conta la data: chi ha cominciato a lavorare dopo il 28 aprile 1993 lo conferisce per intero, chi era già occupato può fermarsi a una quota ridotta. Il confronto fra lasciarlo in azienda e versarlo al fondo sta in TFR in azienda o nel fondo pensione.
Il Garantito punta a rendimenti almeno pari al TFR: alla scadenza della convenzione, il 30 giugno 2029, il gestore reintegra le posizioni scese sotto i contributi versati, e lo stesso vale prima per pensionamento, decesso, invalidità, inoccupazione, anticipazioni sanitarie e RITA. Il Prudente è obbligazionario misto, per un orizzonte fra cinque e dieci anni; il Dinamico è azionario, per chi è oltre quindici anni dalla pensione. A fine 2025, secondo la nota, le azioni pesavano l’8% nel Garantito, il 32% nel Prudente, il 60% nel Dinamico.
È un caso poco comune: il comparto con più azioni costa quanto quello garantito, e il Prudente costa un poco meno di entrambi. Qui la scelta passa quasi tutta dall’orizzonte e da quanta oscillazione si regge, non dal costo. Il profilo Life Cycle fa questo lavoro in automatico: tutto in Dinamico oltre i 25 anni dalla pensione, poi il passaggio graduale al Prudente e, negli ultimi cinque anni, al Garantito.
Alla pensione la posizione diventa rendita vitalizia oppure, fino alla metà, capitale; in alternativa alla rendita ci sono la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili. Prima esistono le anticipazioni, fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento e, dopo otto anni, fino al 75% per la casa e fino al 30% per altre esigenze, oltre a riscatti e RITA. La posizione si trasferisce dopo due anni, o in ogni momento se si lascia il settore. Capitale e rendita a confronto: fondo pensione: capitale o rendita.
Nella tabella della scheda «I costi», con l'ISC a 10 anni e le medie rilevate dalla COVIP a fine 2025, il Garantito (0,50%) sta sotto la media dei comparti garantiti dei fondi negoziali (0,67%); il Prudente (0,45%) sta sopra quella degli obbligazionari (0,36%) e il Dinamico (0,50%) sopra quella degli azionari (0,38%). Tutti e tre restano molto sotto fondi aperti e PIP della stessa categoria, fra l'1,06% e il 2,62%. Sul mercato, l'ISC medio a 10 anni è circa 0,47% per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti, 2,17% per i PIP (Relazione COVIP sul 2025, dati di stampa). 2
| Tipo | Fondo pensione negoziale (contrattuale), albo COVIP n. 103, iscritto il 17/01/2001 6 |
|---|---|
| A chi è rivolto | Operai, impiegati e quadri delle aziende che applicano il contratto nazionale delle telecomunicazioni 3 |
| Posizioni | 58.936 (al 31/12/2025) 4 |
| Tasso di adesione | 39,3% di un bacino stimato dal fondo in 150.000 lavoratori (al 31/12/2025) 4 |
| Patrimonio | circa 2,77 miliardi di euro (somma dei tre comparti) (al 31/12/2025) 1 |
| Comparti | Garantito, Prudente, Dinamico, più il profilo Life Cycle 1 |
| Sede | Roma 6 |
Percentuali minime scritte nella scheda «I destinatari e i contributi» del fondo. Il contributo del datore è dovuto solo se il lavoratore versa almeno il minimo a suo carico.
| Lavoratori | Lavoratore | Datore di lavoro | TFR, occupati dopo il 28/04/1993 | TFR, già occupati al 28/04/1993 |
|---|---|---|---|---|
| Dipendenti con il contratto delle telecomunicazioni | 1% della retribuzione utile per il TFR | 1,6% | 100% | 16%, oppure l'intero TFR |
ISC: indicatore sintetico dei costi, metodo COVIP. È il costo annuo stimato in percentuale della posizione per un aderente tipo che versa 2.500 euro l'anno con un rendimento del 4%, su 2, 5, 10 e 35 anni di permanenza. Vale per confrontare fondi diversi sulla stessa base; per condizioni diverse ha valore orientativo.
| Comparto | Categoria | Commissione di gestione | ISC 2 anni | ISC 5 anni | ISC 10 anni | ISC 35 anni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Garantito | garantito | 0,34% del patrimonio l'anno (0,30% gestione finanziaria e garanzia, 0,02% depositario, 0,02% oneri amministrativi), più una commissione di incentivo del 10% del rendimento oltre la rivalutazione del TFR | 0,97% | 0,64% | 0,50% | 0,39% |
| Prudente | obbligazionario misto | 0,29% del patrimonio l'anno (0,25% gestione finanziaria, 0,02% depositario, 0,02% oneri amministrativi), più commissioni di incentivo sull'extra rendimento | 0,92% | 0,59% | 0,45% | 0,34% |
| Dinamico | azionario | 0,34% del patrimonio l'anno (0,30% gestione finanziaria, 0,02% depositario, 0,02% oneri amministrativi), più commissioni di incentivo sull'extra rendimento | 0,97% | 0,64% | 0,50% | 0,39% |
In quale comparto o profilo sei. Lo dice l'area riservata del fondo; se non hai mai scelto, dipende da come e quando hai aderito.
I comparti e i costiSe l'azienda sta versando l'1,6%. Si legge nell'estratto conto; se manca, la prima cosa da verificare è il tuo 1%.
Chi versa cosaQuanto TFR stai conferendo, l'intero o il 16%. Riguarda chi lavorava già il 28 aprile 1993.
TFR in azienda o nel fondoQuanto deduci ogni anno dei contributi versati. Il conto sul tuo reddito lo fa il calcolatore.
Calcola la deducibilitàSe comparto, contributo e quota di TFR sono coerenti con gli anni che ti mancano alla pensione, letti insieme.
Diagnosi pensione e TFROperai, impiegati e quadri delle aziende che applicano il contratto nazionale delle telecomunicazioni, assunti a tempo indeterminato, determinato o in apprendistato, e i dipendenti delle organizzazioni che hanno firmato il contratto. Possono aderire anche i familiari fiscalmente a carico degli iscritti.
L'1,6% della retribuzione utile per il TFR, a condizione che il lavoratore versi almeno l'1%. Il lavoratore può aumentare la propria quota per multipli dello 0,5%: se lo comunica all'azienda entro il 30 aprile la variazione parte da luglio, entro il 30 ottobre da gennaio.
Tre: Garantito, Prudente (obbligazionario misto) e Dinamico (azionario), più il profilo Life Cycle, che sposta la posizione dal Dinamico verso il Garantito man mano che si avvicina la pensione. Chi aderisce senza indicare un comparto, e chi entra con l'adesione automatica, va nel Life Cycle; il TFR delle vecchie adesioni tacite sta nel Garantito.
4,65 euro all'adesione per il lavoratore e altrettanti per l'azienda, 20 euro l'anno e le commissioni dei comparti, fra lo 0,29% e lo 0,34% del patrimonio l'anno più commissioni di incentivo. L'indicatore sintetico dei costi a 10 anni è 0,45% nel Prudente e 0,50% in Garantito e Dinamico.
Chi è assunto dal 1° luglio 2026 e non sceglie entro 60 giorni aderisce in automatico con la contribuzione piena: TFR, contributo dell'azienda e contributo minimo del lavoratore. Chi ha una retribuzione annua sotto l'importo dell'assegno sociale può rinunciare al proprio contributo, comunicandolo al datore. I flussi vanno nel profilo Life Cycle.
Gli esempi in euro sono calcoli di questa scheda sulle ipotesi scritte in ogni carta: non sono dati del fondo.
I dati cambiano quando il fondo aggiorna i suoi documenti: la data accanto a ogni fonte dice a quando si riferiscono. Prima di qualsiasi decisione vale il documento ufficiale del fondo.
A che punto sei, che distanza c’è dal tenore di vita che hai adesso, e se il fondo che hai già è quello giusto per te. Ricevi un documento scritto, non un’opinione a voce.